CAPO IV.
81
Ravenna, Aquileja, e gli altri municipj, che in
simili luoghi si trovano prossimi alle paludi, i quali
per queste ragioni hanno un' incredibile salubrità.
getto della navigazione e dell'accoglimento delle acque stagnanti -
per le paludi, onde colla correntia delle medesime
acque s'impediva l'esalazione dei vapori malsani, e l' aria
diveniva pura e salubre. Un canale di struttura e dimensione -
veramente romana, che porta il nome di Anfora, chiamato -
cosi fin dalla sua origine forse in senso di recipiente, fu
costrutto per mettere in comunicazione l'Ausa e il Natisone, e
per dare un ampio scolo a tutte le acque circostanti di Aquileja -
fino al mare verso sud-ovest. Presentemente il canale, -
in parecchi luoghi da noi misurato, ha una larghezza di
40 metri, una profondità di 14 piedi, ed una lunghezza di
sette miglia ; ed ecco una delle grandi fosse qui sopra menzionate -
da Vitruvio. Lo Scamozzi, nel Lib. II. cap. 2. dell'Architettura, -
citando questo luogo di Vitruvio, vuole che
per le paludi formate da questi fiumi siasi Aquileja dilungata -
plu di dodici miglia dalla costa del mare, e perciò effettivamente -
essere que popoli di color livido e macilente, onde
pajono piuttosto morti che vivi. Su di che si è ingannato in
due maniere il valentuomo; primieramente perchè non quei
canali produssero le paludi, ma anzi essi, per l'uso che ne
fecero gli antichi abitatori, aveano fatto scomparire le primitive -
maree pantanose: in secondo luogo s'ingannò nel supporre -
Aquileja ora dilungata dodici miglia dal mare; perchè
Strabone numera di sessanta stadj (loc. cit.) tutto il corso
del Natisone da Aquileja jal mare, il quale spazio corrisponde -
anco al presente ai sette miglia che vi sono dal porto
Morgo fino alla dirittura di Aquileja, come osserva giustamente
il ch. ab. Berini nell'Indagine sul Timavo pag. 44. Le direzioni -
di questi canali si possono vedere nella carta del Friuli
delineata con molta cura e diligenza dal sig. Malvolti. Quello -
che è poi da considerarsi sopra tutto si è, che fin dall -
epoca in cui Maria Teresa, Imperatrice di gloriosa memoria, -
avea decretata la riedificazione del porto Aquilejese, -
questi canali furono dalla providenza di lei ristabiliti
e rimessi nell' antico lor corso. E da quel tempo la malignità -
dell' aere andò a poco a poco allentandosi, e le paludi -
si cangiarono in pingui e vaste campagne, e gli abitatori -
cominciarono a libare qualche aura vitale ; ma per triste -
destino della distrutta Aquileja l'idea di quella magnanima -
Imperatrice trasmigrò ad un prossimo lido, lasciando pe¬