CAPO I.
53
pochi, nel corso di tutta la vita poterono giungere
all' eccellenza, come potrà l' architetto, il quale
dee saperne di tante arti, non pur operare il miracolo -
di non mostrarsi ignaro d' alcuna, ma superare -
eziandio tutti gli artefici, i quali occuparono -
intensamente tutta la loro industria in ciascheduna -
di quelle dottrine ?
15. Sembra dunque in questa cosa essersi Pitio -
ingannato; non avendo egli avvertito, che ciaschedun' -
arte si compone di due principj: dell'opera -
e della speculazione. Di queste l'una è
propria di coloro che sono nelle cose singole esercitati, -
ed è l' opera materiale : l' altra è comune
con tutti i dotti, ed è la speculazione: come sarebbe -
de' medici e de musici (1), e della battuta
delle vene e dell'andamento dei piedi. Ma se fia
d'uopo medicare una ferita, o trarre di pericolo
un ammalato, non verrà innanzi il musico, essendo -
questo uffizio proprio del medico. All'incontro -
non il medico, ma il musico modulerà a seconda -
dell' organo, affinchè le tue orecchie prendano -
dilettazione da quelle canzoni.
16. Similmente (2) hanno comune gli astro¬(1) -
Vitruvio dice, essere comune ai musici ed ai medici
l'osservazione del ritmo delle vene e dell' andamento dei piedi, -
perchè e questi e quelli calcolano la grandezza e l' uniformità -
del ritmo, gli uni nella successione delle pulsazioni,
e gli altri nel moto dei piedi. Erofilo dispone la cognizione -
dei polsi secondo i numeri musici. Sulla corrispondenza
fra i polsi e i ritmi musici sono celebri le osservazioni del
Solano medico spagnuolo.
(2) Gli antichi, e spécialmente Pitagora, molto scrissere