LIBRO I.
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non digiuno di musica: non pittor come Apelle -
(1), ma non imperito del disegnare: nè scultore -
al par di Mirone o di Policleto (2), ma
delle regole della plastica (3) non ignorante: nè
finalmente medico come Ippocrate (4), ma non
inscio di medicina: nè in cadauna delle altre dottrine -
eccellente, ma in esse non affatto inerudito.
Chè in tanta varietà di cose non può alcuno apprendere -
le loro particolari eleganze; mentre appena
gli è dato di poter conoscere e percepire i loro
principj. E non solamente agli architetti è impossibile -
toccare l' ultimo punto di tutte le cose, ma
ben anco que tali che particolarmente possedono
le proprietà delle arti non giungono tutti a conseguire -
il sommo grado di gloria. Onde se nelle
singole dottrine i singoli artefici, non tutti, ma
dell' antichità fu scolare di Aristotile. Il suo trattato degli
elementi armonici venne tradotto ed illustrato dal Meibomio.
(1) La più grande memoria della sua fama fu quella d'aver -
dipinto Alessandro.
(2) Fiorirono contemporaneamente verso l' Olimpiade
LXXXVII. I modelli di questi statuarj ci rammentano, anche -
dopo i tempi di Canova, la supremazia dei Greci nelle
arti belle.
(3) E l'arte di far figure di terra che si eseguisce per
via dell' aggiungere. A quest arte appartiene tutto ciò che
si lavora in creta ed in gesso, e che serve di modello
per
la scultura ; anzi il Borghini dice che pare il far di pietra -
e di marmo essere da questa derivato. Ad essa pure
appartengono gli stucchi che rappresentano statue o puri
ernati, e che specialmente negli scorsi secoli formarono applaudite -
decorazioni ai soffitti ed alle pareti dei grandi palagi. -
(4) A gloria d'Ippocrate, nato a Coo cinquecento anni prima -
dell'era volgare, diremo solo che da quell' epoca fino alla -
nostra età conserva egli ancora il primo seggio fra i medici¬