Full text: [Lib. I] (1)

LIBRO 1. 
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cidente, il mezzogiorno, il settentrione; e l'influs¬ 
so del cielo, l'equinozio, il solstizio, il corso degli 
astri (1): delle quali cognizioni chi manca non è 
atto a stabilire la vera direzione degli orologi (2). 
13. Se dunque quest'arte si degna è adorna¬ 
ta e ripiena di varie e moltiplici erudizioni, non 
istimo che alcuno possa francamente dichiararsi ar¬ 
chitetto, se non chi dalla fanciullezza salendo pei 
gradini delle dette dottrine, tutto nudrito delle 
cognizioni di moltissime lettere ed arti non sia 
giunto al sommo apice dell'architettura. Ma forse 
no siccome quello di un'arte chimerica, e le fu dato l' ag¬ 
giunto di giudiziaria per distinguerla maggiormente da quel¬ 
la scienza che si occupa nell' osservare il vero moto degli 
astri, che si chiamò astronomia. 
L’astronomia pertanto che insegna a quali leggi siano sog¬ 
getti tutti i corpi che si presentano nella volta celeste, è una 
scienza necessaria, anzi indispensabile, non pel solo motivo 
addotto da Vitruvio, ch’è la costruzione degli orologi solari, 
ma particolarmente per le operazioni geodetiche, per la esatta 
misura del tempo, per la precisione delle carte geografiche, 
pel confronto delle diverse epoche cronologiche, per la na¬ 
vigazione ecc. 
(1) Gli astri, siccome pare ai nostri sensi, projettati sopra 
una volta slerica si muovono tutti dall'oriente verso l'occi¬ 
dente, e vi appariscono e spariscono successivameute nel cor¬ 
so di circa 24. ore, descrivendo intorno alla terra circoli di 
maggiore o minor estensione, tutti paralleli ed aventi il loro 
centro sopra l' asse di questa sfera che s'immagina perpen¬ 
dicolare ai loro piani. Cosi credevano gli antichi, tranne Pi¬ 
tagora e i suoi seguaci; ma la cosa non è cosi. Le accura¬ 
e osservazioni degli astronomi ci diedero a conosceré che 
mnvece la terra ha un moto di rotazione da occidente verso 
orieate che si compie in 23.4 56.' 4. o9; ed uno progres¬ 
sivo nel quale impiega 365.6 5.4 48' 52", 2. La realtà di que¬ 
sto sistma non può essere posta in dubbio dopo Galilei, 
Newton, Keplero, la-Place, e tanti altri insigni matematici. 
— 
Di questo astema si farà cenno nel Lib. IX. 
(2) Della formazioue degli orologi si parlerà nel Lib. IX.
	        
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