CAPO 1.
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mune consiglio dichiararono guerra ai Cariati. Onde -
presa la fortezza, ammazzati gli uomini, spianata -
la città, trassero in ischiavitù le matrone; nè
pur permisero loro di deporre le stole e i matronali -
ornamenti, affinchè non con un solo trionfo,
ma con eterno esempio di servitù da grave con
tumelia aggravate, sembrassero portare la pena per
la città. Perciò gli architetti di allora disegnarono
di collocare ne'pubblici edisizj le loro immagini
per sostenerne il peso, affinchè si trasmettesse alla -
memoria dei posteri la pubblica pena del pec
cato di quei di Caria. Parimente 1 Laconj condotti -
da Pausania figliuolo di Cleombroto, vinto
con una mano di gente l'infinito esercito de'Persiani, -
e gloriosamente trionfando, del prezzo delle -
spoglie e delle prede conquistate con lode e
valore dei cittadini eressero il Portico persiano (1)
monumento della vittoria e trofeo perenne alla posterità; -
ed ivi i simulacri dei prigioni, per punirne -
la superbia colla meritata vergogna, collocarono -
a sostegno del tetto con tutto l'ornamento di
lor barbare vesti, affinchè i nemici tremassero della -
loro fortezza, ed i cittadini specchiandosi all'esempio -
di tanto valore, animati di gloria fossero -
sempre pronti a difendere la libertà. Perciò
(1) Se questo monumento fu in seguito alquanto ingrandito -
e maggiormente ornato, come asserisce Pausania, ciò
non ostante nella sua primitiva costruzione doveva essere -
di non poca magnificenza; ed erano allora le statue probabilmente -
situate nel modo stesso di quelle del Pandrosio -
(Canina, Architett. grec. considerata nei monumenti,
pag. 41).