LIBRO 1.
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appoggiaronsi soltanto alle speculazioni e alle lettere, -
anzichè la cosa seguirono l' ombra. Ma
queglino che l'uno e l'altro impararono (come armati -
di tutto punto) per la loro autorità facilissimamente -
conseguirono il proprio intento.
5. Come dunque nelle altre arti, cosi maggiormente -
richiedonsi nell' architettura i due seguenti -
principj: la cosa significata e la significante. La
significata è l'opera proposta, di cui si ragiona;
quella che significa è la dimostrazione dedotta dalle -
ragioni delle dottrine. Ond' è che in ambe le
parti dev' essere esercitato chi professa l'architettura. -
6. Perciò bisogna che abbia ingegno e che
sia arrendevole alla dottrina (chè ingegno senza
educazione, nè educazione senza ingegno non può
fare un perfetto artefice); che sia letterato, esperto -
disegnatore, versato in geometria, non ignaro
dell'ottica, instrutto nell'aritmetica, conoscitor delle -
istorie; che abbia udito diligentemente i filosofi; -
che sia intendente di musica, non digiuno di
medicina, dotto nella giurisprudenza, conoscitor
dell' astrologia e dei movimenti celesti. Ed ecco il
perchè all'architetto sono necessarie le lettere (1);
(1) Un'altra ragione, per la quale l'architetto deve studiare -
le lettere, ci dà il sig. Ginesi con le seguenti parole:
„Onde esprimere con varj segni cose grandi, belle ed originali
„bisogna essere capaci di ben sentirle. Chi non ha l'animo
„educato per mezzo di un sufficiente studio di belle-lettere,
„d'istoria e d'altre simili cognizioni tendenti a formar la