PREFAZIONE
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2. Ma poichè m'accorsi esser tua cura non
solo la comune salvezza d'ognuno, e l'ordinamento -
delle cose civili, ma eziandio la comoditâ de
pubblici e privati edifici, di modo che la citta
non pur fosse di provincie accresciuta, ma ben
anco la maestà dell' impero per l'autorità delle
pubbliche fabbricazioni eminentemente splendesse,
stimai non doversi da me trascurare di presentarti -
al primo momento le già dette cose, per le
quali io era conosciuto dal divino tuo padre, della -
cui virtù era 10 adoratore. E perchè dal concilio -
de celesti fu egli nel seggio dell'immortalità
consecrato, e l'impero paterno alla tua potestà fu
trasmesso, quello stesso mio ossequio nella memoria -
del padre durando in te trasfuse il favore.
Onde io inseme con M. Aurelio, con P. Numidio -
e con Gneo Cornelio fui destinato alla preparazione -
delle baliste e degli scorpioni, ed alla
instaurazione delle altre macchine militari, e con
essi ricevetti sempre beneficenze; le quali nello
stesso modo che da te in principio mi furon largite -
per le raccomandazioni di tua sorella, in ricognizione -
da te medesimo mi furono conservate.
3. Essendo io dunque da tanto beneficio per
tal modo obbligato da poter passare tutta la vita
senza timore di povertà, cominciai a descrivere a
te queste cose : e perchè considerai che molti monumenti -
innalzasti ed innalzi presentemente, e che
anco in avvenire avrai a cuore di erigere gran
copia di pubblici e privati edifizj che portino al¬