GIUNTA 111.
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Vitruvio poi, ragionando qual architetto, brevemente prescrive: -
doversi fra i varj perimetri, èhe dar si possono ad
una città forte, scegliere il curvilineo, perchè presenta un
orizzonte più esteso alle vedette, e riesce di più facile difesa -
che non è quello ad angoli salienti; fare si che le torri
sporgano alquanto dalle mura onde bersagliar l'inimico da
destra e da sinistra qualora si appressi; difficoltarne l'accesso, -
circondandole di precipizj; piegarsi le strade che danno -
ingresso verso sinistra, affinchè chi si accosta volga
al difensore il lato destro scoperto dallo scudo; formare
la grossezza del muro tale che gli uomini armati si possano -
senza impedimento incontrare; collegare le facce del muro -
per mezzo di travi; dividere la parte interna di questo per
tanto spazio quant'è la grossezza della torre formandovi il
passaggio per mezzo di tavolati facili a levarsi nel caso che
l'inimico s' impadronisse di una porzione del muro ; ergere
dall'esempio degli oltramontani, tra i quali era questo modo di saracinesche -
fatte ad uso di graticola, che veniva da lui considerato di gran. lunga
migliore dell’altro, perchè, avendo per riparo d’una porta una saracinesca
soda, ealandola si viene a serrarsi dentro, e non si può per quella offendere
il nemico, talmentechè quello con iscure o con fuoco la può combattere sicuramente; -
ma s'ella è fatta ad uso di graticola, si può, calata ch'ella è, per
quelle maglie e per quegl’intervalli difenderla. (Arte della Guer. Lib. VII).
Poco dopo poi aggiunge: » Usano ancora i Francesi, per più sicurtà delle
» porte delle terre loro, e per potere nell' ossidioni più facilmente mette¬» -
re e trarre genti di quelle, oltre alle cose dette, un altro ordine, del qua¬» -
le io non ne ho veduto ancora in Italia alcuno esempio; e questo è che
» rizzano dalla punta di fuora del ponte levatojo due pilastri, e sopra cia¬» -
scuno di quelli bilicano una trave, in modo che la metà di quelle vengo¬» -
no sopra il ponte, l’altra metà fuora. Dipoi tutta quella parte che viene
» di fuora congiungono con travette, le quali tessono dall’una trave all’altra
» ad uso di graticola, e dalla parte di dentro appiccano alla punta di cia¬» -
scuna trave una catena. Quando vogliono adunque chiudere il ponte dal¬» -
la parte di fuora, eglino allentano le catene e lasciano calare tutta quella
» parte ingraticolata, la quale abbassando, si chiude il ponte ; e quando lo
» vogliono aprire tirano le catene, e quella si viene ad alzare, e puossi al¬» -
zare tanto che vi passi sotto un uomo, e non un cavallo, e tanto che vi
» passi il cavallo e l’uomo, e chiuderla ancora affatto, perch’ ella si abbassa
» ed alza come una ventiera di merlo. Quest' ordine è piu sicuro che la sa¬» -
racinesca, perchè difficilmente può essere dal nemico impedito in modo che
» non cali, non calando per una linea retta come la saracinesca, che facil¬» -
mente si può puntellare '
Questa forma di chiudere le porte delle fortezze si pratica tutt' oggi.