LIBRO I.
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no per fabbricare il foro dovrà scegliersi vicino al
porto: se poi saranno mediterranee, nel mezzo
della città. I piani poi de' sacri edifizj, massimamente -
per le divinità tutelari, come Giove e Minerva, -
deono distribuirsi nel luogo più eminente
da cui si possa mirare la maggior parte dellé mura: -
a Mercurio nel foro, ovvero, come ad Iside
ed a Serapide, nell'emporio: ad Apolline ed al
padre Bacco presso il teatro: ad Ercole, nelle città -
che non hanno ginnas nè anfiteatri, al Circo:
a Marte fuori di città, ma nella campagna: a Venere -
nel porto. Cosi è stato ordinato anche dagli
aruspici ne’ loro scritti disciplinali : cioè che si
collocassero fuor delle mura 1 tempj di Venere,
di Vulcano e di Marte; perchè nella città non
s accostumassero 1 glovanetti e le madri di famiglia -
alla venerea libidine: e perchè, allontanata
dalle mura colle preci e coi sagrifizj la potenza
di Vulcano, le case fossero liberate dal timor degl' -
incendj. La divinità di Marte poi, essendo venerata -
fuor delle mura, terrà lungi dai cittadini l'ar
migera dissensione, e difendendo quelle dagl'inimici -
le salverà dal pericolo della guerra. Parimente
a Cerere si farà il tempio fuor della città in sito, -
dove agli uomini non sia sempre necessario
l'andarvi, ma solamente pei sagrifizj: stantechè si
fatto luogo dee custodirsi religiosamente, castamente -
e con santità di costumi. Finalmente agli
altri Dei devono distribuirsi le aje accomodate ai
modi de sagrifizi.