CAPO VI.
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difficilmente ne luoghi predetti sono questi ; la
gravezza delle arterie, la tosse, la pleuritide, la tisi, -
lo sbocco sanguigno, ed altri di quelli che si
curano non colle sottrazioni, ma colle aggiunte.
Perciò questi si medicano difficilmente, prima perché -
sono generati dal freddo, poi perchè essendosi -
le forze indebolite dal male, l'aere sbattuto
dalle agitazioni dei venti, si dirada ed attrae a sè
il succo de corpi infermi, e li rende più esili: allopposto -
il molle e grosso aere in cui non vi sono -
soffiamenti nè ridondanze eccessive, stante la
sua immobilità, aggiungendo alle membra, alimenta -
e ristora coloro che sono ne predetti morbi impigliati. -
50. Vollero alcuni che quattro fossero i venti, -
cioé dall' oriente equinoziale Solano, dal mezzogiorno -
Austro, dall' occidente equinoziale Favonio, -
dal settentrionale Settentrione.
51. Ma quelli che fecero più diligenti ricerche -
lasciarono scritto esser essi otto ; particolar
mente Andronico Cirreste, il quale, per darne un
esemplo, fabbricò in Atene una torre di marmo ottangolare -
(1), ed in ciascuno de'suoi lati ottango¬(1) -
I diligentissimi Stuart e Revett, confutando gli errori
altrui, ci diedero la più esatta descrizione di questa torre,
della cui erezione non si sa precisamente l'epoca, ma che,
giudicando dallo stile degli ornati e delle sagome delle cornici, -
la si deve ritenere di poco posteriore ad Alessandro.
Ecco ciò che 1 suddetti viaggiatori ci riferiscono.
La sua forma è ottagona, e sopra ciascun lato vedesi scolpito -
in basso rilievo uno degli otto venti principali ; lo che
VITRVVIO, Lib. 1.