Volltext : [Lib. I] (1)

LIBRO  I.
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corpi  sani,  ma  se  per  altri  difetti  nascerà  alcuno
di  que'  morbi,  i  quali  negli  altri  luoghi  salubri
domandano  la  cura  della  medicina  loro  contraria,
in  questi,  per  la  temperatura  segregata  dai  venti,
saranno  più  presto  sanati.  I  morbi  che  si  curano
scienza  medica  in  quei  tempi,  ma  ben  anche  non  aver  avuto
il  nostro  autore  idee  chiare  sulle  opinioni  che  dai  medici  piu
dotti  si  professavano  ai  giorni  suoi.  Noi  non  entreremo  in
tale  discussione  perchè  affatto  estranea  alla  scienza  che  professiamo. -
  Ma  osserveremo  soltanto  che  parlando  Vitruvio  delle -
  vene,  che  ricevono  per  le  loro  aperture  gli  elementi,  ci  fa
soyvenire  quanto  dice  Ippocrate  nel  suo  libro  del  Morbo  Sacro, -
  cioè  „che  per  mezzo  delle  vene  facciamo  molti  assor¬„bimenti; -
  poichè  queste  sono  spiragli  del  nostro  corpo,  i
„quali  attraggono  l'aria,  e  portata  per  tutto  il  restante  del
„corpo  di  nuovo  la  trasmettono  fuori".  Il  Perrault  suppone
che  questa  giusta  idea  sia  stata  esposta  da  Vitruvio  per  caso.
Invece  lo  Stratico  assicura  che  tutta  la  dottrina  fisiologica
del  nostro  autore  sia  figlia  della  filosofia  peripatetica  ed  ippocratica -
  ;  e  lo  stesso  comentatore,  dove  parla  Vitruvio  dei
mali  che  si  curano  con  la  medicina  contraria,  sogglunge:
„cioè  perchè  le  cose  contrarie  si  curano  con  le  contrarie.
„Questa  teoria  vitruviana  è  coerente.  Le  malattie  prodotte
„dall'agitazione  dell'aria  e  dall'impeto  dei  venti  diminuisco¬„no -
  le  forze  sottraendo  dai  corpi  il  succo,  e  rendendoli  esi¬„li. -
  Dove  poi  l'aria  è  molle,  grossa  e  non  agitata,  agglun¬„gendo -
  alle  membra,  alimenta  e  ristora  quelle  che  sono  im¬„pigliate -
  in  quei  mali.  Consimile  è  il  trattamento  della  me¬„dicina -
  dei  contrarii,  ma  propriamente  questa  riguarda  la
„dietetica”.
Ci  sia  permesso  però  di  dire  che  Vitruvio  non  ha  mai
preteso  di  dar  teorie  mediche;  che  quanto  egli  dice  per  incidenza -
  non  può  essere  se  non  se  desunto  da  quello  che  pensavano -
  i  medici  dei  suoi  giorni  più  o  meno  esattamente,  per
lo  che  non  gli  si  può  dar  rimprovero,  come  fecero  alcuni;
e  che  se  le  sue  parole  consentono  colle  dottrine  ippocratiche -
  non  sono  tanto  da  dispregiarsi;  perchè  Ippocrate  é  tuttora -
  dai  più  saggi  consultato  con  venerazione;  e  le  continue
discordie  dei  medici  più  dotti  der  nostri  giorni  sui  principj
cardinali  della  scienza  ci  fanno  con  rammarico  sicuri  che  meschini -
  sono  1  progredimenti  dell'umano  ingegno  nell'arte  di
prolungar  la  vita.
            
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