Volltext : [Lib. I] (1)

CAPO  VI.
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gnificamente  ed  elegantemente  fabbricata,  ma  çon
poca  considerazione  situata.  In  questa  città  quando -
  soffia  Austro,  gli  uomini  ammalano,  quando
sa  proviene  dall'  essersi  queste  fabbricate  a  riprese,  e  che
perciò  sorsero  più  dal  caso  che  da  una  ragionata  sopravveglianza; -
  perciocchè  la  parte  della  città  di  Trieste  chiamata
città  n  ova  lu  costrutta  nel  corso  di  pochissimi  anni,  e  giusta -
  le  leggi  di  una  magistratura  specialmente  a  ciò  destinata, -
  per  cui  sorsero  belle  contrade  diritte  si,  ma  esposte  a
gravissimi  danni.  Il  difetto  perciò  sta  nel  non  aver  commessa -
  la  direzione  ad  un  sagace  architetto,  il  quale  dalle  osservazioni -
  proprie,  e  dalla  lunga  sperienza  degli  abitanti  raccogliendo -
  le  necessarie  notizie  avesse  saputo  dividere  le  aje
in  guisa  da  garantirsi  da  quell'  impetuoso  soffiar  di  Borea,
che  riesce  tanto  incomodo  e  dannoso  a  chi  l'affronta,  quanto -
  d'altronde  salutifero  per  rinnovar  l'aria  che  riescirebbe
in  breve  stagnante  e  pestilenziale.
Il  più  sano  consiglio  però  sarà  di  far  che  le  contrade  riescano -
  diritte  verso  quella  parte  dove  spirano  i  venti  salubri,
e  tortuose  dove  soffiano  i  venti  nocivi.
Ma  oltre  alla  direzione  delle  contrade  rispetto  ai  venti,
si  dovrà,  come  consigliano  1  medici,  per  la  salubrità  degli
abitanti  far  si  che  sieno  ampie,  infiniti  essendo  i  danni  provenienti -
  dalla  loro  angustia;  ma  non  siano  però  di  un'  ampiezza -
  smoderata,  perchè  nella  stagione  estiva  sommo  riescirebbe -
  il  calore  per  la  riflessione  dei  raggi  solari,  al  che
sembra  che  mirassero  gli  orientali,  imitati  dai  Veneziani,
nel  formare  le  loro  contrade  strettissime.  I  mali  però  che
provengono  da  queste  superano  di  gran  lunga  quelli  derivati -
  dalla  loro  ampiezza.  Si  faccia  inoltre  che  diverse  contrade -
  confluiscano  in  qualche  piazza,  la  quale  giova  moltissimo
alla  rinnovazione  dell'aria.  Le  porte  sieno  ampie;  se  la  città -
  è  cinta  di  mura  si  tengano  queste  ad  una  sufficiente  distanza -
  dall'  abitato,  anzi  sarà  utilissima  cosa  che  fra  l'abitato -
  e  le  mura  vi  sia  una  corrente  d'acqua,  ed  anche  una  piantagione -
  d'alberi  ben  soleggiata,  producendo  la  prima  una  salutare -
  agitazione  ed  espurgando  le  contrade,  l'altra  rimettendo -
  nell'  atmosfera  la  necessaria  proporzione  di  gas  ossigeno
che  s'  inspira  dagli  animali.  Le  abitazioni  poi  siano  situate
in  luogo  asciutto,  e  costrutte  di  materiali  che  non  attraggano -
  l'umido,  non  sieno  troppo  alte,  perché  il  salir  delle  scale -
  storpia  i  fanciulli,  eccita  affezioni  asmatiche,  e  cagiona  inliniti -
  mali  ;  le  finestre  sieno  molte  e  grandi,  dovendosi  in  tutto -
  cercar  la  rinnovazione  dell'aria  il  più  che  sia  possibile.
            
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