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imitate da determinati fatti; perche a luogo delle
colonne pongonsi delle canne, ed invece de frontespizi -
arabeschi scanalati, (1) che vanno a terminare -
con foglie ricciute, e con delle volute. Vi
si rimirano ancora de' candelabri, che alcuni tempietti -
reggono, e sopra le loro cupole, quantitä -
di piccoli , e teneri torsi , che nascono
dalle loro barbe , spuntando da essi le volute -
, e sulle quali, senza alcuna verisimiglianza vi
stanno sedute le figurine , e cosi ancora il vedersi
da gambi spuntar fiori, che dal loro calice escono
mezze figurette, tal'ora in figura d' uomini, e tal
altra con effigie di bestie; quando che codesti oggetti -
in natura non vi sono, ne vi possono essere
e ne giammai vi sono stati ; eppure queste nuove
usanze hanno di si fatta maniera prevaluto nelle
menti degli uomini a formare de falsi giudizj, e
che sieno eglino cosi dappochi a voler chiudere
gli occhi sul vero valore delle arti. Come puo
stare dunque che le canne possano veramente reggere -
un tetto, o che i candelabri abbiano sostenere -
la cupola d'un tempietto con tutti 1 suol
senta. La terza spezie vien rigettata da Vitruvio, ferse perche -
i pittori ignoranti escivano da termini del fantastico
contro le leggi della natura; come dal discerso che egli ne
fa si puè benissimo argomentare. Penso, che se egli avesse
rimirate le bellissime opere di questo genere dipinte da Glovanni -
da Udine, forse sarebbe stato di parere diverso
(1) Vedi il Diz. Vitr. alla voce Harpagiherali