54
più con essi a faccia a faccia sentirne alcuna risposta -
sul giusto senso di quanto eglino abbiano
inteso di scrivere
lo però , o Cesare, pubblico questo trattato
d'Architettura ; ne col sostituirvi il mio nome,
non ho giammai cambiato il frontespizio d'alcun'
altro autore, ne mi sono addestrato a far il critico -
degli altrui pensamenti per autorizzare le mie
opere ; sono sommamente tenuto a tutti gli autori, -
i quali avendo in ogni secolo egregiamente, e
diligentemente col loro talento radunati abbondanti -
materiali, chi in un genere, chi in un' altro;
come acque da fonti da noi si attingono, e derivandole -
al nostro scopo, ci si rende molto più
feconda, e pronta la facilità nello scrivere, e ponendo -
le nostre speranze in questi autori ci avanziamo -
a compilare nuove istituzioni d'Architettura. -
Cosi con questo introducimento da loro preparatomi, -
ravvisando quelli fondamenti che mi fan
no al caso, me ne sono servito, ed a questa maniera -
ho intrapresa questa mia opera
Per lo che Agatarco fu il primo a fare una
scena, allor quando Eschilo in Atene provava la
sua tragedia, e ne lasciò scritto un trattato: Di
questo avvedutosi Democrito, ed Anassagora ne
fecero un altro, dimostrando come si debba, fissare -
un punto centrale, (1) e la distanza da questo
(1) Codesto passo Vitruviano prova manifestamente,
che gli antichi seppero l'arte della prospettiva; ma di qual