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dere a'giudici il soggetto a cui le piaceva dessero
il voto; e questi, ove ne furono domandati, tutti
e sei concordi furono nel lor parere, e che si
desse il primo premio a chi conobbero che fosse
alla gente ivi radunata maggiormente piacciuto; ed
al secondo, il secondo premio si desse. Domandatone -
poi ad Aristofane del suo parere, egli volle
dichiararsi per il primo essere quello, che meno
di tutti era piacciuto al popolo. Essendosi di cio il
Re, e l'adunanza tutta fortemente sdegnati, s'alzó
egli in piedi, e pregando, ottenne che gli dessero -
campo di parlare; onde fattosi silenzio, egli
accertó, che solo colui tra tanti era poeta, e che
gli altri tutti avevano recitate le cose d'altri, e
che da' giudici non dovevansi mai approvare i plagj, -
ma sibbene le composizioni. Rimasta la gente -
maravigliata, ed il Re dubbioso, fidatosi egli
della sua memoria, tirò fuori da alcuni armadi
non pochi volumi, e collazionando questi co'componimenti -
recitati, obbligó 1 medesimi plagiari a
confessare il loro delitto. Laonde il Re ordinò,
che con codestoro si procedesse, siccome accusati
di furto, e condannó loro con vergognoso esilio,
ed onorò Aristofane con larghissimi doni, e lo fece -
prefetto della biblioteca
Alcuni anni dopo sen venne dalla Macedonia
in Alessandria Zoilo, il quale prese il cognome
di flagello d'Omero, (1) e recitò al Re le com¬(*) -
Vedi il Diz. Vitt. alla voce Homeromastria