Full text : Tomo II (2)

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ne  non  si  convengono  vestiboli  sontuosi,  e  nemmeno -
  i  tablini,  e  gli  atri;  poiche  codesta  gente
cerça  di  far  servigj  a  quelli,  che  ne  gli  ricercano
A  quelli  poi  che  attendono  a  far  raccolte  dal
fruttato  de'campi,  debbono  farsi  ne  vestiboli  delle
lor  case,  le  stalle,  le  botteghe,  e  dentro  casa  le
grotte,  (1)  i  granaj,  i  magazzini,  ed  altri  somiglianti -
  commodi  per  conservare  i  frutti,  piû  che  per
adornamento  elegante.  Cosi  agli  usuraj,  ed  à  pedaggieri -
  hanno  a  farsi  le  case  un  po  più  vistose,
e  sicure  da'tradimenti.  A  quei  del  foro,  ed  a  dotti, -
  abitazioni  con  maggiori  adornamenti,  e  piu
ampie  per  ricevere  conversazioni  letterarie  ,  A'nobili -
  poi,  i  quali  esercitando  le  cariche,  e  le  dignità, -
  debbono  eseguire  i  suoi  doveri  riguardo  ai
cittadini,  debbonsi  costruire  vestiboli  (2)  reali,
atri  alti  ,  (3)  spaziosissimi  colonnati,  boschetti,  e
sare  al  peristille  ;  e  lo  fa  chiato  il  passo  di  Apaleje,  riportato -
  alla  voce  Tablinum  nel  citato  Diz.;  poiche  i  medici -
  per  andare  all'  ammalate  attraversavano  il  tablino.  Lo
suppongo  pertanto  posto  lateralmente  all'atrio,  come  l'ho
indicato  nella  figura;  (Tav.  XIII.  N.  6.)  ed  egli  non  e
improbabile,  che  talvolta  il  tablino  avesse  luogo  in  ambedue -
  i  lati  dell'  atrio
(1)  Veggasi  il  Diz.  Vitf.  alla  voce  Vesribulum
(2)  Vedi  il  Diz.  Vitr.  alla  voce  Criptae
(3)  Vitravio  scrive  alta  aria,  e  Virgilio  (aeneid.  2.)
disse  atria  lenga;  forse  nell'antico  Testo  Vitruviano  vi  sarà -
  letto  lata  atria
            
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