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ale in modo che la loro altezza si renda eguale
alla larghezza dell'atrio
Pel tablino, (1) se la larghezza dell' atrio sara -
di piedi xx, toltone il terzo, quel che rimane
satà per l'ampiezza di esso. Se sara dai xxx.
piedi alli XL., il tablino sara per la metà della
larghezza dell'atrio. Se poi sia fra iXL., ed i
LX., si divida in cinque parti la larghezza, e se
ne diano due al tablino. Imperciocche i rapporti
delle simmetrie degli atrj piccoli non possono essere -
i medesimi di quelle degli atrj grandi. Che
se ci serviremo delle simmetrie de' grandi per i
piccoli, non se ne avrà niun costrutto, si per riguardo -
alli tablini, che alle ale; e se poi ci serviremo -
delle simmetrie de' piccoli per i grandi,
ne diverranno i membri di questi d'una vasta, e
smisurata grandezza. Perció io pensava appunto di
scrivere in generale su di queste regole, che ricercate -
sono, tanto per riguardo alle grandezze;
quanto per rispetto all'uso, al commodo, ed al
colpo d'occhio. L'altezza del tablino fin sotto il
trave si stabilisca per quanta è la sua larghezza
çon un ottavo di più. Il soffitto del medesimo si
alzi con aggiungere all' altezza il terzo della larghezza. -
Le imboccature, (2) trattandosi d'atrj piccoli, -
saranno per un terzo meno della larghezza
(2) Vedi il Diz. Vitr. alla voce Tabliham
Vedi il Diz. Vitr. alla voce Faucos