ni di Baja, e ne territorj de municipj, (1) che sond
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intorno al Vesuvio; perche mescolata con calcina, e
pietre, reca fermezza non solo ad ogni spezie di
fabbriche, ma particolarmente assoda quelle nioli,
che si fanno in mare sott' acqua. (2) Sembra che
questo avvenga, perche sotto que'monti, e quelle
sse sorgenti d'acque bollen¬
terre s'incontrano spe
ti, le quali non vi sarebbono, se non vi fossero
sotto de'gran fuochi ardenti di zolfo, di allume,
ol di bitume. Conciosiache'l fuoco ch'avvi adden¬
tro, e la vampa penetrando per gli meati, e bru¬
ciando, rende leggiera quella terra, ed il tufo che
ivi nasce è arido, e senza umido. Quindi è dun-
que che quando queste (3) tre cose, le quali sono
tate nella medesima maniera formate dalla forza
del fuoco vengono ad essere meschiate tutte insie¬
me ricevendo di botto l'umido, si rassodano tanto.
che non le può disciogliere ne l'onda, ne qualunque
impeto d'acqua
Ma che in que'luoghi vi sian fuochi, egli si
dimostra da questo, che ne monti di Cuma, e di
Baja vi ha delle grotte cavate per uso di stufe,
nelle quali il gran vapore che esce dal fondo tra¬
etleg
(2) Per codesti municip intende Vitruvio Ercolana, e
Pompej
(2) Ne parla di nuovo Vitravio al capo XII. del li-
hro V.
(3) Qucite tre coce sono; cise tapeslana, la calei-
aa, ed il tuso. Vedi Plinio (l.35. 13.)