Full text: Vitruvius: Tesoro De Las Tres Lengvas Española, Francesca, Y Italiana

Z 
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nostri scrittori, come ab experto, ex abru¬ 
pto, ex proposito. 
2 
A lettera Z. di suono assai vigoroso è 
Lfrequentemente adoperata da To¬ 
scani, e per l'autorità de Fiorentini, chese 
ne seruono piu de gli altri, vsata anco 
da gli stranieri indiscretamente per imi¬ 
tarli, I. Fiorentini, hauendo in questi 
tempi dato bando al ti, vsato pur 
da' nostri antichi per z, in alcune 
voci, empiono hora le loro scritture di 
questo carattere; come piu espressiuo in 
vero della natural pronuncia loro, il 
quale carattere, non e cosi familiare a 
gli altri della medesima prouincia; pero¬ 
che alcuni ritengono per ancora l'yso an¬ 
tico del ti, come più naturale alla lor pro¬ 
pria proferenza, piu sicuro, e. piu co¬ 
modo nelle scritture, & altri violen¬ 
tati dal proprio dialetto proferiscono 
naturalmente più volentieri la s, in 
cambio della z; onde in vece di palazzo, 
e di piazzâ, vengono a dir palasso, e 
piassa. Ha la z, due suoni principali il 
primo più intenso, e gagliardo, detto 
da alcuni aspro, e l'alrro piu sottile, e 
rimesso, chiamato rozzo. Per la dup¬ 
plicità dunque, anzi multiplicità de 
suoni (parendo alle volte che, secondo 
l'accopiamento delle lettere che le van- 
no appresso si senta diuersi suono d'alli 
due) a noi è piaciuto di seguitare, doue stia 
bene l'vso del ti, che ritiene sempre il me¬ 
desimo suono senza alcuna variatione; 
con forme a quel che hanno fatto, non 
solamente i Latini, de quale si potrebbe 
talhora dubitare come l'hauessero profe¬ 
rito, quantunque la continuatione dell'y¬ 
so ce ne possa in parte assicurare, oltre all 
autorita di qualche Gramatico antico; ma 
anco i nostri Toscani antichi, con tutti 
gli altri che hanno scritto da cinquanta, o 
pochi più anni in là; adoperando laz, so¬ 
lamente doue non può seruire il ti. Que¬ 
sta lettera non riceue dopo di se alcuna 
consonante, ne in principio, ne in mezzo 
della parola, & in diuersa sillaba solamen 
te la L. N.R. come: balzo, lenza, scherzo, 
raddoppiandosi nel mezzo delle parole, 
come tutte l'altre consonanti. 
ZA 
Zacchera, Senes. zaecara, schizzo di fango, 
Z A 
Jrnge 8, engide fenge cenagdl merst 
vocabol genertco di tutele cods di poco¬ 
pregio. 
Zaccherella, dinin dieachera, bese, po¬ 
dre. 
Zacheroso, plen di zachere fangoso, far. 
geux cenagoso. 
Zaferano, Sen zaffarano, gruogo domesti. 
co,dal cui fiore escono aleuni flirosiche 
lono il suo frutto, vsato ne cibi, ne medi¬ 
camenti, & n molte altre eose, saf an aca¬ 
fran. 
Zafiro, pietra pretiosa dicdlorceleste, sa. 
phir, zafiro. 
Zaffo, strumento di legno, di stopa,od'altra 
materia col quale si tura la bocca, odil 
buso de vasi, conzercle, cubierta. 
igaglia, spetie d'arme in asta, gagaye aza¬ 
gaya. 
Zambracca, Fioren. femmina dimondo di 
poco pregio, gatsobuissonniere, manceba 
Senes. dicono zambracca a donna sporea, 
lorda, infangata. 
Zampa, piè d'animal quadrupede, piea de be¬ 
stail, piado. 
Zampetrare, dicesi de bambini, quando co¬ 
minciano à muouer i palsi, ganbillep, per¬ 
near. 
Zampillare, vscire, o mandar fuori zampilli. 
coulengetter chorrear. 
Zampillo, sottil filo d'acqua che schizza da 
piccolo caneletto, fil d'eausortant a vu 
petit tuyau, chorro, Sen. dicono per simil. 
Zampillo anco ad vn piccol vaso di verro 
da trastullari fanciulli, dal quale col fato 
attraendo l'aria che ritiene l'acqua, la fan¬ 
no vscire zampillamdo, e zampillo al can¬ 
noncino di biadi verdi che, fesso con vno 
spillo, serue a fanciulli, pet zampo¬ 
gna. 
Zampogna, strumento di fiato noto, flute. 
flauta. 
Zanca, Sen. zampa, gamba, tambe, pierna. 
Zanna, voy fanna. 
Zanzara, e zanzala, animaletto volatile no¬ 
to, mouschillox mosquilla. 
Zappa, strumento noto perlauorar la terra, 
hoyau açadon. 
zappare, lauorar la terra con zappa, fouir a 
uec vn hoyau, cauar. 
zappatoro, che zappa, fosseyeur, ahayador. 
zappettare; leggiermente zappare, fosseyer le¬ 
gerement, ahoyar ligeramente. 
zara, giuoco che si fa contre dadi, sorte deien 
de dez, azar, oggi lo chiamano rampazza¬ 
ta; e zara è quando in vn tiro fra tutti trèi 
dadi si scopremeno di sette punti' o più 
di quattordici. Diciamo prouer. zara a chi 
tocca: e vale, a chi tocca il male suo danno 
zaue
	        
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