Full text: Vitruvius: I Dieci Libri dell' Architettvra di M. Vitrvvio

PRIMO. 
quinto, & sesto Capitolo del prino Libro, & hauerai la presente materia copiosa, ornata, & dotta; alle ragioni adunque uenendo 
Vittruuio dice. 
Perche da quei principi, che si chiamano elementi, tutti i corpi composti sono, cioè di calore, di humgre, di terreno, et 
d'aere; & dalla mescolanza di questi con naturale temperamento in somma formate sono le specie di tutti gli anima 
li, che si trouano al mondo. In quei corpi adunque nei quali abonda tra quei principij il caldo, si uede, che il cado gli 
uccide, & gli discioglie, & tai difetti suol fare l'aere caldo, che uiene da certe parti del Cielo, quando egli entra nelle 
aperte uene piu di quello, che può portare il corpo, per le mescolanze dalla sua naturale complessione. Parimente 
se l'humore hauerà occupato le uene de i corpi, & quelle hauerà fatte diseguali, tutti gli altri elementi, come dal li¬ 
quore corrotti, & guasti si liquefaranno, & le uirtù della compositione si distaranno. Anchora da i freddi de gli hu¬ 
mori, de i uenti, & dell'aure s infondeno le malatie nei corpi, similmente la naturale compositione dell'aere, & del ter 
reno crescendo, ò minuendo sa debili, & impotenti gli altri principij, gli terrestri per la pienezza del cibo, gli aere 
per la grauezza del Cielo. Ma se alcuno uorrà queste cose con piu diligentia sensibilmente uedere, auuertisca, & a 
tenda alle nature, de pesci, de gli uccelli, & de terrestri animali, & à questo modo potra considerare le differenze del¬ 
le comples sioni de i corpi. Imperoche altra mescolanza hanno gli uccelli, altra i pesci, & molto ancor 
la natura de terrestri animali. Gli uccelli hanno manco della terra, & manco dell'humore, sono di temper 
bondano d'aere, da che nasce, che essendo di elementi piu lieui composti ageuolmente si leuano contra l'impeto del¬ 
l'aere. Ma le aquatili nature de pesci, perche sono dal calor temperate, & piu d'aere, & di terreno, & poco d'humore rit¬ 
tengono, quanto meno hanno tra quei principij loro dell humore, tanto piu facilmente nell'humore si conseruano, 
& però à terra condotti ad uno stesso tempo, & la uita, & l'acqua mandano fuori; à questo modo medesimo i terre¬ 
stri animali, perche tra i principij loro son dall'aere, & dal calore temperati, & meno rittengono del terreno, & piu del 
Thumore, abondando in essi le parti humide, non possono stando nell'acqua lungamente conseruer la ui 
adunque cosi pare, che sia come proposto hauemo, & se col senso uedemo i corpi de gli animali esser di ta¬ 
composti, & dimostrato hauemo per lo mancamento, ò per lo superchio di tai cose il tutto cessare, ò patire, non du¬ 
quando nel 
bitiamo, che necessario non sia con ogni diligentia sforzarsi di elegger le parti del Cielo temperatiss 
sar le mura delle Città si richiede la sanità. Et però io giudico fermamente deuersi à questo proposito riuocare la ra¬ 
gione de gli antichi, imperoche dopo i sacrifici delle pecore, che pasceuano in quei luoghi, doue si faceuano le castel¬ 
la, & doue si accampauano per starui, con diligenza ne i fegati di quelle riguardauano, & se le prime erano liuide, ò 
macchiate di nuouo ne sacrificauano dell'altre, dubitando se per infirmità, o per li pascoli offese fussero; ma poi hauen 
do fatto l'esperienza in moltę di esse, & prouata l'intera, & soda natura de i fegati per l’acque, & per li pascoli, in que 
luoghi s'accompauano; ma se trouauano diffetto in essi per segno certo argomentauano il medesimo ne i corpi hum 
ni trapportando, che esser pestilente douesse in quei luoghi la copia dell'acqua, & del cibo, & cosi per altre parti si m 
ueuano, & mutauano paese, cercando in ogni luogo la sanità. Ma che per li pascoli, & cibi si manifestino i terreni es¬ 
ser di natura salubre, argomento chiaro, & grande ci danno i campi di Candia, chę sono d’intorno al fiume Potere 
tra Retimo, & Gortina, perche dall'una, & l'altra parte di quel fiume pascendo si uanno le pecore; ma quelle, che se 
no dalla parte di Retimo, hanno la milza apparente, & quelle, che sono appresso Gortina non lhanno. Perche diman 
dandone i mędici la cagione, ritrouarno procedere questo da un'herba, che pigliata dalle pecore scema la milza, & pe 
rò cogliendola ne dauano à chi patiua di milza, & per quella ragione i Cretensi Asplenion la dimandauano; che da 
questo segno si può hauere dal cibo, & dalle acque naturalmente i luoghi esser pestilenti, ò salubri. Anchora se nelle 
paludi sarà fabricata la Città, se le paludi uicine al mare riguarderanno al Settentrione, ò uerò tra il Settentrione, 
il Leuante: pur che siano piu alte, che il lito del mare con ragione parerà esser fabricata, perciò che tratte le fosse l. 
que al lito se ne corrono, & dal mare per le fortune ribattute nelle palundi, per uarij mouimenti saranno commosse, la 
doue per le amare mescolanze ne i luoghi palustri non nasceranno animali uelenosi, & quelli, che da piu alti luogh 
uerso i liti se n'andranno per la non usata salsugine si morranno; lo essempio di queste cose si piglia dalle paludi Galli¬ 
ce, che sono intorno Altino. Rauenna, & Aquilegia, & altre terre alle paludi uicine, che in quei luoghi sono, le qua¬ 
li per queste ragioni hanno una incredibil salubrità di aere; ma quelle parti, chę hanno le paludi basse, & non hanno 
uscite, nè per fiumane, nè per fosse, come son le paludi Pontine, stando ferme, & hon hauendo corso si putrefanno, 
& fuori mandano in quei luoghi humori graui, & pestilenti. Nella Puglia l'antica Salapia, che da Diomede nel ritor¬ 
no da Troia fu fabricata, ò uerò (come altri dice) da Elfia Rhodiotto, in tai luoghi era posta, onde gli habitanti infe 
mandosi ogni anno andarono finalmente à M. Hostilio: & da lui per publico nome chiedendo impetrarono, che eg 
luogo idoneo gli trouasse, & eleggesse à fabricar la Città, non ritardô. M. Hostilio, ma presto con gran dottrinal 
uestigando le Regioni appresso il mare in luogo sano, comprò una posses sione, & chiese dal Sen, & Pop. Rom. che le¬ 
cito fosse trapportare la Citta, & cosi fece le mura, diuise il piano, & fatte le parti uendette à ciascuno habitate la sua 
per due libre, & mezzo d'argento, & poi aperse il lago nel mare, & fece il porto di esso lago con i doni concessi, la o¬ 
ue i Salapini per quattro miglia lontani dalla loro antica Città habitano in luogo san¬ 
Vna gran parte del settimo della Rep. d Aristot. tratta di quello, che si contiene in questo Cap. & ne gli altri seguenti del presente Libro, ma noi 
non uogliano à pompa empire i fogli, ne disputar sottilmente delle cose dette da Vitr. nelle quali egli ha uoluto, & Medico, & Filososo essere 
stinato. lo descriuerei l'herba Asplenon i luoghi di Candia, doue ella nasce com nomi antichi, et moderni, & dimostrerei in pittura il 
gione, nella quale esser deue collocata una Citta. Na perche io intendo, che altri si pigliano questa fatica, uolentieri la lasciero a lt 
storie uoglio creder à Vitr. perche non par conueniente confermare i detti di Vitr. con autorità di Plinio, ò d altro, che forse ha pigliato da Vitr. 
l assai, che leonbatista con ogni dligenza racolto habbia molte & duer se cose ad un proposito, he posouno satisa 
quello, che gli ha ser 
re à curiosi di saper piu oltra, & ciò detto sia per ogni altra occasione, che mi possa uenire, leggi Leonbatista al secondo del quario. 
DELLE FONDAMENTA DELLE MVRAGLIE, ET 
CAP. V. 
DELLE TORRI, 
VANDO adunque con queste ragioni esposta sara la salubrita de i luoghi, doue si hanno à fare le 
cinte della mnra, & che per souuegno. 
Hauendo tratato Vir del Regione et dele sae qudlita, gp buone ap; re, acio che lasciado queste abbraciuno quele, 
hora uuole trattare di quella parte, che noi dicemo di sopra esser certa, et terminata, nem cosi ampia, et spaciosa, come e la Re 
gione. Comieia adunque à rinebuderl nei, terminisaoi con lemuragle, o tratadele ondmenta di quelle ap aele 
torri, riguar dando al commodo,alla disesa, alla frmexxa dellopera, ≈ considerando il fine, come si deue in ogn operatio¬ 
tione di una parte della Regione, & però tratta delle mura. Nella diuisione dell Architet¬ 
ne. Tratta adunque in questo Cap. della circonscret 
tura detto hauemo la necesita di far le muraglie, hora si tratta delle fondamenta di quell, delle parti loro, della forma, della grossexxa, dele tor 
j. Principi loro, io dico, che egli bisogna hauere le idee della Dis 
ri, & figure loro, prendendo il tutto dal fine. Ma per applicare alle¬ 
to, ueniremo adunque alla pianta. Itermini di essa si fanno con lu 
ne, & i termini loro, acciò che il tutto sia preuisto, & prima consid 
anno da due 
anguli, quella parte del piano sottoposto, che tra due linee si contiene toccandosi quelle, è angulo nominata, et però quattro anguli sif 
C ine,
	        
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