Full text: Vitruvius: I Dieci Libri dell' Architettvra di M. Vitrvvio

LIBRO. 
Queste ose cof deono esserdisposte, ches habisia riguardo ala tabili oro, allurie mala bele ea Ala erme= 
za firiguardera quando lefabriche faraino ben sondate, et senza uaritia fatta sard eletione dela materiadogni sor 
te che ueri al proposito. Alla tilita si prouedera, quando senza impedimento alcommod, & sode luogh &am; en 
za menda faranno le cose dispost, & ene accomodate ad ogniragionc. Alla bellezza si satisfara, quando con bela, 
& ioconda maniera dellaspetto la compartita misura de imembri sarà giusta, egual & proportionata. 
no, o uerò dalle mani, o dalla natura: dallo ingegno uiene l'elettione, il compartimen¬ 
quelle cose, che piaceno nell opere, uengono o uero dal' in 
re, segare, conficcare, polire, il dipignere. Dalla natura il peso, la leggerexxa, la den¬ 
to ap; le sei cose dichiarate di sopra. Dalle mani il tagli 
e, dalla regolata ragione de gli stili, & dalla mecanica, & mirabil cosa 
sita o uerò la rarità. Tutte queste cose sono abbracciate dalla edification 
era le cose dette nel primo Cap. nel secondo, et nel terzo, il ueder quanto ogni cosa concorda, et risponda, & si uede dalla dif¬ 
é, à, chi ben consid 
nitione, dal nascimento, dall ufficio dell Architettura, come e necessario lordine, la dispositione, la bellexza, lutilita, & la uenusta, le quali tre io 
cose unitametesideono hauere, percio che non perfta sarepbe quel lopera, he util fasse per poco tempo, ouero che per molto non fusse om¬ 
moda, om uerò che niuna gratia contenesse, però Vitr. nel secondo all' ottauo Cap. nel terzo al secondo, & nel seguente Cap. & nel quinto del pre 
mo del sesto, & in molti altri luoghi, secondo l'occasione parla delle tre dette cose, & quando ragiona della ue¬ 
sente libmelquarto, gr unden 
nista eg li intende di quella gratia, che dalle proportioni procede, & non di quella bellexxa, he nel settimo, e data à gli adornament, & pitu 
re percio che la uera belle xa esser deue interna, propi, & con Popere nata, ma l'adornamento e cosa esteriore, fitta da po, ≈ acidente del 
la belleg z4, come chiaramente nelle belle Donne di natura si uede, le quali alla natia uenusta aggiungono gli ornamenti esteriori, la uenusta pra 
cede dalla intelligenxa dell Architetto, Futilita dalla bonta, & la fermexza dal potere, colui adunque farà le cose utili, belle, et durabili, che sa¬ 
prà, uorra, & potrà fare, come u ogni operatione si richiede. 
ELETTIONE DE I LVOGHI SANI. ET DE I 
DELL 
CAP. IIII. 
VTRARII ALLA SANITA 
fabricar le mura questi principij si deono osseruare. 
uendo Vitr. fondata la trattatione dell Architettura sopra i principij dichiarati di sopra, comincia hora à fabricar¬ 
ui sopra, & secondo la sua diuisione comincia à ragionar dell opere publiche, & delle sei cose, che appartengono alia for¬ 
ma tocca la distributione, & il decoro naturale, & delle tre che deue heuer ogni fabrica; ragiona prima dell'utilita, percic 
che P'utilem precede alla duratione, & la duratione alla uenustà dell'opere. Sei cose sonos come dice il dotto Leonbatista, da 
ler considerate da chi uuol fabricare, la prima è l'ampiezza di tutta la terra posta d'intorno, & la facciata doue si debbe 
fabricare, detta Regione, la seconda è il campo, & l'area, & lo spatio, et determinato della Regione, da esser con lopera circondato, la terzae 
il compartimento del detto spatio; la quarta è tutto quello, che si leua dal piano, parete ò muro nominato, la quinta e tutto quello, che ci sta so¬ 
pra il capo, o che ci cuopre in qualunche modo. La sesta è l'apritura doue, & le persone, & le cose entrano, & escono. Vitruuio comiicia a di¬ 
re della Regione cio e della elettione de i luoghi sani, perche gran forza, et uirtu è posta nella natura de luoghi, & dell aere, come quello, che da 
noi non si puote separare, & il luogo è come padre della generatione, in quanto da esso con le qualità del cielo ogni cosa procede, & però le co 
se naturalmente piu si conseruano ne i propi luoghi, doue esse nasceno, che altroue, della Regione adunque primieramente si ragiona. Noi con bre 
te, & utile diuisione proponeremo tutta la presente materia sotto uno aspetto spedito, et pronto, dalche manifesto si render i quello, che ne dice 
lcuna cosa dubbia, ò uerò ascosa, & difficile si trouerâ nello Autore, ci sforzeremo di darle luce, & facilitâ, non uagando in co¬ 
in sieno allo intendimento dell' Autore. La Regione contiene alcune qualitâ, delle quali altre sono palese, altre nascose. Delle 
palesi alcune sono ree, & queste si cognoscono per le buone. Alcune sono buone, & di queste altre ci serueno al commodo come e il paese abbon 
dante di acque, di frutti, di grani, & di pascoli, che ha buoni uicini, porti, entrate, & commodo al contrattare, & condurre le merci. Altre ue¬ 
li, lucide, non uiscose, senza qualità di odore, sapore, & colore, si anche perche,i, 40 
ramente sono buone alla sanitâ, si perche hanno l'acque mobil 
iente se la temperatura sara alquanto humida, et dolce cioè tempera¬ 
uenti non uengono troppo freddi, troppo caldi, oda luoghi infetti, similm 
la quale, e, priu sana la fredda, et se lo aere sarà puro, purgato, peruio alla uista, mobile, et uniforme, et il Sole non cuocera troppo, on non 
sarà troppo lontano, ma potrà col suo calore digerire le fredde aure matutine. Le nascose qualità possono essere buone, et ree, le ree si cono 
scono per le contrarie delle buone, et le buone si attendono da gli animali grandi, gagliardi saporiti di carne, et di fegato buono, et dagli huomi¬ 
ni quando dell'uno, et dell' altro sesso sono copiosi, et belli, quando uiueno sani, et lungamente, et che sono coloriti, et gagliardi, et di comples¬ 
sione temperata, et dalle piante, quando son belle ben nutrite, non offese da i uenti, et non sono di quelle, che nascono in luoghi paludosi, ostra¬ 
ni, & dalle cose Diuine, come dal cenio, & buona fortuna del luogo, e dalle naturali, quando le cose si conseruano, le merce, i frut 
artificiose quando gli edificij non sono corrosi da i uenti o dalla salsugine. Questa e la somma delle cose pertinenti all elettione de i lu 
però dice Vitruuio. 
Nel fabricare le mura questi sono principij, primieramente la elettione de luoghi sani, & questi sono gli alti, eleuati, so 
non nebulosi, ne carichi di freddi uapori, ma che riguardino quelle parti del Cielo, che nè troppo calde sono, nè trop¬ 
po fredde, ma temperate. Dipoi, che lontane sieno da paludi, perche alla Città col nascente Sole uenendo laure ma¬ 
tutine, & con quelle aggiugnendosi le nate nebbie, & i fiati delle bestie palustri mescolati ne i corpi mandando i ue 
lenosi uapori, faranno il luogo pestilente, & mal sano. Anchora se appresso il mare saranno le mura, & riguarderan 
no al merigge, ò uero all'Occidente, non saranno i luoghi salubri, perche nella state l’area, che è uerso il merigge na¬ 
scendo il Sole si riscalda, nel mezzodi arde, & similmente Paere, che è uerso il Ponente nascendo il Sole s'intepidisce, salendo 
al mezzodi si riscalda, & cadendo abbrugia; là onde per le mutationi del caldo, & del freddo i corpi, che sono in quei 
luoghi, s'infermano, & questo si può uedere nelle cose inanimate, perciò che nelle cantine coperte niuno prende il lume 
dal mezzodi, nè dal Ponente, ma dal Settentrione, imperò che quella parte à tempo alcuno mutata non si uede, ma 
è ferma sempre, & immutabile, & però i grannari, che riguardano il corso del Sole, presto mutano la bontà loro, & le 60 
cose da mangiare, & i frutti che non sono alla parte opposta al corso del Sole non si conseruano lungameute, perche 
sempre il calore cocendo alcuna cosa perfettamente leua la fermezza delle cose, & con i feruenti uapori sugge le uir¬ 
tù naturali, & le discioglie, & quelle per lo caldo ammollite si fanno debili, & impotenti, come si uede nel ferro, il qui 
le, benche sia di natura forte, & duro, pure nelle fornaci dal fuoco riscaldato, s’ammollisce in modo, che in ogni fe 
ma si puote ageuolmente piegare, & fabricare, & lo stesso essendo molle, & rouente posto nell acqua fredda si rindu¬ 
ra, & nella primiera sua propietâ ritorna. Egli si può anchora considerare cosi essere da che nel tempo dell'estate 
tutti i corpi per lo caldo s indebiliscono, non tanto ne i luoghi pestilenti, quanto ne i sani; & per lo contrario nel uer 
uantunque le regioni sieno molto mal sane, diuentano però sane, & habitabili, perciò che i freddi le fortificano 
lemente. Simigliantemente si uede, che i corpi da i freddi luoghi in calde parti trapportati poco durano, & si di¬ 
sciolgono; ma quelli, che sono di caldi paesi stando sotto il Settentrione, che è luogo freddo, non solamente non si 70 
infermano mutando luogo, ma si confermano; per il che nel porre le mura della Città molto bene egli si deue auuer¬ 
tire di schiuar quelle parti, che possono i caldi fiati spargere ne i cotpi humani. Perche da quei principij, che chia¬ 
mano element 
Fin qui Vitr. con essempi ha prouato quanto nociui sieno i luoghi sottoposti al calore del Sole, & si hà lasciato molto bene intendere in confor 
mita di molti antichi, i quali hanno sopra ciò scritto, seguita poi à dimostrare le sue predette conclusioni con ragione, & cause naturali, & di¬ 
chiara non esser in esperto della Filosofia; discorre adunque, acciò che dal discorso ne uenghi la fabrica. Leggi Leonbatista al terzo, quarto
	        
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