Full text: Vitruvius: I Dieci Libri dell' Architettvra di M. Vitrvvio

LIBRO 
LE predéteidenakomod penfamento, amp; inuentione. Penfimento eur piena d sfudo, essero indu¬ 
stra & iglinga circa lopera proposta con dletatione Inuentione e dimostramento delle scuredimande &. 
a, & mobile uiuacita. 
gione dalla cosa trouata con pi 
o le maniere predette della Dispositione, & come huomo, che bene inteso habbia, & prouato quello, che 
itr. in questo luogo dimostra da che nas¬ 
ficaci per esprimere la sua intentione. Se adunque la natura ci apportaßse le predete maniere, senga dub¬ 
egli dice, usa alcuni termini 
dellartificio, ma perche la natura non ci mostra le dette cose, necessario e ricorrere all'arte, & perche 
sognerebbe us 
bio poco 
tare gli effeti alla natura simiglianti, però ci uuole pensamento, & per ehere diffcile il conseguir con arte lin¬ 
con larte si cercam rappresent 
tento nostro, però grande. 
Studio, & 
le poi, chedldligentia, mp lertia nostra nascono bele, er legiadre cose, di subito sacompagna ildiet, &pacere, a qua ia 
ippetito, & desiderio, & però il piacere del'intelletto e apprendere il ue¬ 
tro, che riceuere impressione, & qualità conforme all a 
ritâ, il diletto del senso è riceuer qualità di qualche oggetto, che con¬ 
ro, perche niuna cosa è piu conueniente all intelletto, che la ue 
uenga, Er corripond d enso,come s proua mele eliete ninande, ela sauita de gli odori, nelladole xea delarmonie, nella aghe ea 
dellepiture, ep peroòdice Vir &bene, che pensamento es cura piena di studio, percio che e cireale cose difeli, am; non dimostrate dala 
natura, & per piu esprimere il suo concetto dice 
Effetto d'industria, & uigilanza secondo il proposto intendimento. 
Percoche non pensabene, chinon é indastrioso amp; iglante, uenendodallindistria, am; iglangea molte cose nel inteleto, che ci danno da 
come fece Archimede, iquale comparando gl'efeti naturali, & ercandone le cagioni, hebbe causadi pensare, ≈ itrouare ile 
proposta dimanda, come dice Vitr. nel nono libro, al terzo, & hauendolo trouato da nouo, da mirabil letitia soprapreso, aise, rep¬ 
licaud io hotrouato, io khotrouto, nelche aparue la pronta, am; nobil iuacita dellamente sa, hauendoin breue statiodi tenpoaps ie 
licato il mexxo al debito sine, restandone sommamente satis fatto per la inuentione, con laquale eglidimostro Toscura diunanda circd u conosce¬ 
i, se Foro lauorato era semplice, & puro, ouero con qualche portione d'argento mescolato, & pero dice Vir. Tunuentione ester amo¬ 
ramento delle oscure dimande. 
Dimanda : proposa dubiosa; dubbio en posto in mexzo del'affermare, ≈ del negare; quando adunque l'inteleto e tra ilsi, ap; lno, a alcu¬ 
roposta dubbosa, che sichiana dimunda, o uero questione, & saleune particelle, he dimostrano il mo¬ 
na cosa, egli forma una pr 
dare la risposta; come è, sei tu buono, ò no? che cosa e bonta? donde uieni? doue stai? perche sei mosso? à che 
do d'int errogare, & dimand 
gando piu all affirmatione, che alla negatione, richieggono certa, & 
tanto affaticarse? & altre cose, & modi simiglianti, iquali non pie 
e haranno l'inuentione per lo pensamento, & per l'industria, & uiua¬ 
indubbitata risposta, laquale non può esser fatta, se non da quelli, che 
cita dell animo acquistata, & questi sono i termini della Dispositione, cioe la Dispositione e rinchiusa nelle tre sopradette maniere, che son sa 
„lo in piè, il pr 
era bella, & aspetto accommodato nelle compositioni de i membri. 
Il belnu. 
ouisa d'un bellisimo uerso, ilquale sene scorra secondo P'ottime consonzane, sucedendo le parti 'una a 
Deue eßere 
ordinato fine, & benche alcuna cosa in se ottima non sia, nientedimeno può eßere ottimamente ordinata, 
l'altra sino, che peruengl. 
come egli èm manifesto uelle parti del corpo humano, & nelle cose artificiali, nellequali e la consonanga, & Parmonia, imperò che auuen¬ 
pure se consideriamo quello, & questo, secondo lufficio à ciascuno conue¬ 
ga dio, che l'occhio sia piu del piede nobile, & prestante, 
ttimamente situati; in modo, che ne l'occhio sarà miglior del piede, ne il piede 
niente, tanto l'occhio quanto il piede saranno nel corpo ot 
proportionate, che se alcuna sarà tesa, accion che 
miglior dell occhio; similmente nella cithara, perciò che tutte le corde poßono eßere in modo 
quali è neceßario, che ci sia questo rispetto a 
se li dia suono migliore, non resterà la consonanza; il simile auuiene nellopere, nellequ 
formare con perfetta ragione tutte le parti, che sono per natura distinte in modo, che tutte alla bellexza concorrino, & la ujta dile 
be le uoci son giuste, oltra che conuengono nella 40 
tino de riguardanti, come nella Musica si richiede il conserto delle uoci, nel quale oltra, 
parmonia, come auuiene à quei musici, che son 
consonanga, bijsogna anche un certo temperamento, che faccid dolce, & situe tuttal 
soliti di cantare in sieme con la soltacompagnia. Questa bella maniera si nella Musica, come nel Architetturae deta Eurithnid, ma¬ 
dre della gratia, & del diletto. 
Questa si fa quando i membri dell'opera sono conuenienti Faltezza alla larghezza, la larghezza alla lunghezza, & 
in somma quando tutte le cose rispondono alla sua commenfuratione propia. 
Sud propia, percioche se rispondesero ad altre simmetrie conuenienti ad altre parti, non surebbe la gratiosa maniera conosciuta, & qui si deue 
nel terxo al secondo, & all' ultimo, nel 
riferire la detta maniera alla dilettat ione dell'aspetto, (come chiaramente Vitr. dichiara in molti luoghi,) 
ome predetto in ogni cosa, oue sia pro 
sesto al scondo, er in piu luogh, &perche gmn proportione e nata dat nuiner, perosthaserucko ln 
portione, & perche la larghexxa, lunghez za, & altexxa dellopere deue eßer proportionata, & doue è proportione si troua numero, pero 
il nome d'Eurithmiaé stato pigliato da Vitr. Delle proportioni ueramente, quant, & qualiseno si. dir à chiuramente al prino captolo 2 
del terzo. 
I Compartimento, & a rispondenza delle misure detta Simmetria e conueneuole consentimento nato da i membti del¬ 
l'opera, & risponde nza delle parti separate alla forma di tutta le figura, secondo la rata portione. 
L4 Simmetria e la bellex za del Ordine, come la Eurithmia della Dispositione, none aßai ordinare le misure una dopo l'altra, ma neceßario e, chne 
quelle misare habbiano conuenienxatra loro, cioe sieno in qualche proportione ap; pro douesarà proportione, quiui non puo eßer co¬ 
laperstasg er sicome itmaestrodelanatural proportione el oinstintodelantura, cos lmaestrodelkariseale habito dekarte, a a. 
nasce, che la proportione piu presto dalla forma, che dalla materia procede, & doue non sono parti non può esser proportione, perche e߬ 
Er in ogni relatione forga, che cisieno almeno due termini (come se detto) ne si pu 
nasce dalle parti composte, & dalla relatione di esse 
iquale è posta la gloria dell' Architetto, la fermexza dell'opera, & la marauiglia del¬ 
lodare à bastanza l'effetto della proportione, nelu 
ap apriremo i secreti di questa Arte, dimostrando qual ripetto o0 
l'artificio, come si uedrà chiaramente, quando ragioneremo delle proportioni, e 
uso, & quanti effetti, & di che forza essa facia le cose parere, pero 
s'intende eßere nella proportione, quai termini siano i suoi; quali 
porto à quella parte. Vutr. da Peßempio di quello, che egli ha detto secondo la rata portione, dicendo. 
Come si uede nel corpo humano, che del cubito, del piede, del palmo, e commisurato, & questo chiaramente si uedra 
primo cap. dal terzo lib. cosi auuiene nelle perfettioni dell'op¬ 
o Hercole misarato il corso, & lospatio di pise, & trouatolo di piedi secento de i suoi, & endosi poi nel laltre partidela Grecia sat 
Hauende 
tiqueli spati da corere d ped seento, ma pia breui, u buon Pythagora comparando quei corsitrono ul piede di Lercole esere stato mag 
spatij, & sapendo che, & quale la proportione della gusta grandezxa del hud¬ 
giore de i piedi, con i quali i Greci haueano misurato gli altri 
e gli altri huomini, quanto il corso da Hercole misu¬ 
mo eßer douea, comprese lastatura d'Hercole esser stata tanto maggiore della statura de 
rato ecedeua gli altri corsi della Grecia. Quando adunque le misure saranno alle maniere accommodate, none dubbio, che dalla mjura a una 
parte non si conosca la grandexza dell'altra; & conseguentemente la grandexza del tutto. 
Et prima ne i sacri Tempi come dalle grossezze delle colonne. 
Questo e dichiarato di sopra, che dallagrosexxa della colonna, che era d'un modulo si piglauano gli patij tra le colonne, & eate xe alese, 
& piu chiaramente si uedrà nel terzo. O uero del Triglifo. 
Trielifoé membrelle samnellto, ches mette mellacornice, o nel fregio, qus trisoleo nominato, perchetre solchio canadleti contiene; con 
questo Vitr. mnisura gran parte delopera Dorica, come al terzo cep de quarto lb. sara dechiarato. O uero dal Trigliso, queio aoc on
	        
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