Full text: Vitruvius: I Dieci Libri dell' Architettvra di M. Vitrvvio

134. CAP. IX. DELLE SORTI DE GLI STRVMENTI
DA CAVAR L'ACQVE E PRIMA
DEL TIMPANO.

HORA degli ſtrumenti dirò, iquali ſtati ſono ritrouati per cauar l’acqua, eſponendo la uarietà loro,
& prima io ragionerò del Timpano. Queſti non molto alto l’acqua, ma molto eſpeditamen-
te ne caua una gran quantità, egli ſi fa un perno à torno, ò, à ſeſta, con le teſte ferrate, queſti nel
mezzo ha un Timpano di tauole fermate è poſte inſieme, & ſi pone ſopra alcuni legni dritti, che
dalle teſte hanno certi cerchielli di lame di ſerro doue ſi poſa il perno, ma nel cauo di quel Timpa-
no poſte ſono dentro per trauerſo otto tauole, che con uno de capiloro toccano il perno, & con
l’altro l’eltrema circonferenza del Timpano, queſte tauole comparteno la parte di dentro del Timpano con ſpaci
eguali. D’intorno alla fronte, cioè per taglio, o cortello del Timpano, ſi conficcano certe tauole laſciandoui l’aper-
ture di mezzo piede, accioche l’acqua posſi entrar nel Timpano ſimilmente longo il perno ſi laſciano i bucchi, che
colombari detti ſono, cauati come canali nello ſpacio di ciaſcuno di que compartimenti, et queſto Timpano quan-
do, è, bene impegolato, è, ſtoppato come ſi fan le naui, è uoltato da gli huomini, che lo calcano, & riceuendo l'acqua
per le apriture, che ſono nella fronte del Timpano manda quella per li bucchi, o colombari del perno, & coſi ſotto-
poſtoui un labro dalqual eſce un canale, ò gorna che dir uogliamo, ſi da una gran copia d’acqua & ſi ſumminiſtra, & per adacquar gli horti, & per le ſaline. Ma quando ſera biſogno alzar l'acqua piu alto, la iſteſſa ragione ſi permutera
in queſto modo. Faremo una ruota d’intorno al perno della grãdezza, che all’altezza, doue fara biſogno poſſa con-
uenire. D’intorno all'eſtremo lato della ruota ſi conficcherãno i ſecchielli, modioli nominati, queſti eſſer deono qua-
drati, & con cera, & pece raſſodati & cofi uoltãdoſi la ruota da quelli, che la calcheranno, i ſecchielli, che ſeranno pie-
ni portati alla ſommita di nouo ritornando à baſſo uoteranno da ſe nella conſerua per queſto apparecchiata, che ca-
ſtello ſi chiama, uoteranno dico quell’acqua, che haueranno ſeco in alto portata. Ma ſe a piu alti luoghi ſi douera dar
l’acqua, nel perno della ſteſſa ruota ſi porra una catena di ferro raddoppiata, & riuolta, & ſi calera al baſſo liuello del-
l’acqua a queſta catena ſerãno appoſti i ſecchielli peadenti di rame di tenuta d’un concio, & coſi il uoltar della ruota
inuolgendo la catena nel perno alzera alla ſommita que’ ſecchielli, iquali alzati ſopra il perno ſeranno conſtretti à
riuerſciarli, & uotare nella conſerua, quell’acqua che haueranno portata.

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Et la interpretatione, & le figure, & l’hauer inteſo le coſe piu difficili, & il uederne ordinariamente gli eſſempi, mi leuan la fatica di commentare
questo, & altri capi di Vitr. ben diro che in queſta ultima ruota la catena cõ i ſecchielli puo eſſer poſta ſul taglio della ruota, perche ancho piu
alto leuera l’acqua, come io ho ueduto à Bruggie terra della Fiandra, ma quella è uoltata da un cauallo, con altre ruote.

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135. CAP. X. DELLE RVOTE E TIMPANI
PER MACINAR LA FARINA.

FANNOSI ancho nei fiumi le ruote cõ le iſteſſe ragioni, che di ſopra ſcritto hauemo. D’intorno al-
le fronti loro s’affigeno le pinne, lequali quando tocche ſono dall’impeto dell’acqua fanno à forza
andando inã zi, che la ruota ſi uolga, & coſi con i ſecchielli riceuendo l'acqua, & riportandola di ſopra
ſenza opera di huomini, che la calchino dallo ſpigner del fiume danno quello, che è neceſſario all’uſo. Con la iſteſſa ragione ancho le machine dette Hidraule ſi uolgono, nellequali ſono tutte quelle coſe,
che nell’altre machine ſi trouano, eccetto che dall’una delle teſte del perno hanno un Timpano den-
tato, & rinchiuſo, che à piombo è drizzato in cortello con la ruota parimente ſi uolge, longo quel Timpano ce n’è
un’altro maggiore, anch’egli dentato, & poſto in piano, dalquale è contenuto il perno, che da capo ha il ferro, che
contiene la mola detto ſubſcude, & coſi i denti di quel Timpano, che è rinchiuſo nel perno ſpignendo, i, denti del
Timpano, che è poſto in piano fanno andar à torno la mola, nellaqual machina ſtando appeſo il trammoggio, che
infundibulo, e detto, ſuminiſtra il formento alle mole, & con Piſteſſa giratione frange il grano, & ſi fà la farina.

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L’uſo ſimilmeute, & la figura, con la chiarezza della interpretatione ci dimostra quanto è ſopradetto, hora ueniremo, à, piu ingenioſe inuẽtioni.

136. CAP. XI. DELLA VIDA, CHE ALZA GRAN COPIA
D’ACQVA, MA NON SI ALTO.

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EVVI ancho la ragione della Vida, che caua molt’acqua, ma non l’alza tanto quanto la ruota, & la
forma di quella in queſto modo ſi ordina, Pigliaſi un traue che ſia tante dita groſſo, quanti piedi
ha da eſſer lungo, & ſi fa tondo à ſeſta, i ſuoi capi per lo circuito loro ſi partono in quarti, ò uero in
ottaui, ſe ſi uuole, tirando le linee da un capo all’altro, & queſte linee coſi poſte ſono, che drizza-
to il traue in piedi à piombo riſpondino le linee de i capi drittamente Puna con l’altra, & dapoi da
queſte che fatte ſono ſu le teſte, da una teſta all’altra per la lunghezza del traue ſiano tirate le linee
conuenienti in modo, che quanto grande ſerà l’ottaua parte nel circuito delle teſte del traue, tanto ſiano diſtanti le
linee tirate per la lunghezza, del traue, & coſi, & nella circonferenza delle teſte, & nella lunghezza ſeranno gli ſpa
ci eguali, dapoi nelle linee deſcritte per longo ſegnar ſi deono quegli ſpaci, è terminarli con incrocciamenti è ſegni
maniſeſti. Fatto queſto con diligenza, ſi piglia una piana di ſelice, ò di uitice (che Agnocasto è detto) queſta piana,
è, come una ſcorza flesſibile, unta poi di liquida pece ſi conſicca nel primo punto d’una di quelle linee tirate per lon
go, dapoi ſi riporta al ſecondo punto della ſeguẽte linea, & coſi di mano in mano ſi ua riuolgendo per ordine toccan-
do tutti i punti, & finalmente partendofi dal primo punto, & uenendo, all’ottauo di quella linea, nellaquale la ſua
prima parte era conficcata, peruiene à quel modo quanto obliquamente ella prociede per lo ſpacio, & per gli otto
punti tanto nella lunghezza uiene uerſo l’ottauo punto, & con quella iſteſſa ragione per ogni ſpacio della lunghez-
za, & per ciaſcun ſegno della ritõdità per torto conficcate le regole per le otto diuiſioni fatte nella groſſezza del tra
ue fanno i canali obliqui, & una giuſta, e naturale imitatione della uida, dapoi per lo iſteſſo ueſtigio altre piane ſi
conficcano una ſopra l’altra onte di liquida pece, & ſe inalzano fin’à tanto, che la groſſezza di quel colmo ſia per l’ot
taua parte della lunghezza, ſopra quelle d’intorno ſi conficcano alcune tauole, che coprono quello inuoglio, & ſe le
da la pece copioſamente, & con cerchi di ferro ſi legano, accioche per la forza dell’acqua non ſi ſciolgano, mai capi
del traue circondati ſono, e contenuti da lame, e chiodi di ferro, & in quelli ſono ficcati i pironi, ò gli ſtili di ferro, & dalla deſtra, & della ſiniſtra della uida ſono drizzati i pali, che da i capi dall’una, & l’altra parte hanno fitti i lo-
ro trauerſi, neiquali ſono i bucchi circondati, & inueſtiti di ferro, nei quali entrano gli ſtili, & coſi la uida calcan-
do gli huomini ſi uolge. Ma il drizzarla, & il farla piegare quanto ſi deue, ſi fa nel modo, che ſta il triãgolo Pitagorico
che ha lo angulo dritto, cioe ſecondo la ragione della ſquadra ella riſponda in modo, che la lunghezza della uida ſia

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