Full text: Vitruvius: I Dieci Libri dell' Architettvra di M. Vitrvvio

NONO. 
egli e stato fatto un simigliante sodo h secondo l'intento nostro, & qui hauemo l'uso de gli strumenti, & delle dimostrationi sopraposte 
piu ancho se egli si hauesse à far un cubo eguale ad un sodo quadrangulare, bisognerehbe far à questo modo, sia il proposto sodo quadra 
gulare a bcd, la cui larghexxa sia ab, laltexzabc, la lunghezza cd. bisogna formar un cubo eguale à quello. Trouisi per l'ultima del seco 
do il lato quadrato del piano abe, cioè una linea dritta il cui quadrato eguale sia al piano a bc, laqual dritta linea siae, & secondo alcuno d 
i sopradetti modi trouinsi due linee proportionali trala, e, & lac d, & 
in quelle fg, dico chel cubo fatto della lineaf, serà eguale al de 
sodo abcd. imperoche per la somma della uigesimanona del sesto il qu 
irato delf, al quadrato delle. 
& perche per la 
tesima quarta dell'undecimo i sodi di linee paralelle, de i quali le base alle altezze uicendeuolmente risi 
però ne segu¬ 
cubo fatto della f, sia eguali al sodo quadrangulare detto paralellogrammo a bc d, & cosi hauemo la no 
itentione d'hauer trouato 
quadrangulare di linee paralelle un sodo eguale. 
Et di qua sir 
senza difficulta si riduce ad un cubo una colonna laterale, dellaquale gli opposti piani sono paralelli, & cosi tutti gli al¬ 10 
tri parale 
perche un paralellipedo, che ha per basa un quadrato eguale alla basa d'una colonna laterata 
egual altexxa all. 
istessa colonna è eguale ad 
essa colonna. Qui bisognerebbe anchora uagare, et dimostrare come diuerse figure si mitano in altre figure, come sir¬ 
doppiano, & ancho si triplicano, e quad 
ruplicano, ma troppo longo sarebbe, & tedioso, oltre che i principij dati di sopra ci possono serui 
re assai, però torneremo à Vitr. ilqual dic 
Conciosia adunque, che con si grandi piaceri delle dottrine tai cose siano state auuertite, & naturalmente forzati siamo 
mouersi per le inuentioni di ciascuna cosa considerandone gli effetti, mentre che io con attentione ri¬ 
do à mol¬ 
te cose, io prendo non poca ammiratione de i uolumi composti da Democrito d'intorno alla natura delle co 
& di que 
suo commentario intitolato Chirotonito, nelquale ancho egli usaua lo anello sigillando con cera fatta di Minio quel 
le cose, che egli hauer 
mentato. 
eggierei cirocinnauos f 
ros significa la cera, & cinnauos le imagini, che tengono gli statuari dinanzi agli occhi, cosi Democrito nella 2 
d imprimendo le sue esperienze per ricordarsele se le teneua dinanzi à gli occhi, & quelle note erano come commentari, perche commetteuano 
alla mente le esperienze. Plinio legge cirocineta, Filandro interpreta commentario di cose scielte, à me pare miglior lettione quella, che io dico, 
perche Vitr. medesimo quasi lo dichiara dicendo. 
Nelqual egli usaua lo anello sigillando con cera tinta di Minio quelle cose, lequali egli haueua sperimentate. 
Certo e, che Democrito segnaua in cera rossa quelle cose, che egli uoleua ricordarsi. 
Le inuentioni adunque di quegli huomini non solamente sono state apparecchiate à correggere i costumi, ma anch 
ra alla perpetua utilita di ciascuno. Ma il 
grido, & la grandezza de gli Athleti in breue tempo con i corpi loro inue¬ 
chia, in modo, che ne quando grandemente fioriscono, ne dapoi, ne per amma 
i possono 
on si dani 
la uita humana come fanno i belli pensamenti, & le rare inuentioni de gli huc 
debiti honori ne à costumi, ne à precetti de gli ualenti scrittori, & guardando le menti piu alto, che l'aere con i 
delle memorie al Cielo sosseuate, eternamente fanno, che non solo le sentenze, ma le fi 
gure loro siano da i 
nosciute, è però chiunquoha la mente adorna del diletto delle lettere non puo non hauere nel petto suo¬ 
consecrat 
il simulachro di Ennio Poeta come di un 
1Dio. Ma quelli, che assi duamente prendono piacere de i uersi di Accio, n 
sue pare, che seco habbiano presenti: & cosi molti, che dopo la nostra me¬ 
tanto le uirtu delle parole, ma le figure s 
moria nasceranno pareranno disputare con Lucretio della natura delle cose, come se egli fusse presente, & cosi del¬ 
ina, similmente molti 
l'arte del dire con Cicerone, & molti de i posteri ragioneranno con M. Varrone della lin 
studiosi della cognitione deliberando di molte cose, che i saui di Grecia appareranno esse 
uelli à stretto 
glio, & in somma le sentenze de buoni scrittori essendo in fiore, è stando i corpi lontani, quando sono ne i cons 
maggior authorità 
ilche io ò Cesare confidatomi in 
nelle disputationi addotte, ham 
menti, è consigli ho sci 
tattato de gli edif 
sti authori è presi i loro sentin 
ne stati sono da i rag 
Sole nel mondo per le 
nell'ottauo dell'acque, & in questo delle ragioni de i Gnomoni, con 
ombre de Gnomoni trouate, & con che ragioni si allongano, & si scortano 
„dirò chiaramen 
Conclude Vitr. la sua longa digreßione, & pare, che fin qui sia stato il proemio delt 
e libro, ilquale per la diuersità delle cose forse è stato 
in tante parti diuiso. il tutto è non meno facile, che degno da esser considerato piu 
CAP. IIII. DELLA RAGIONE DE I GNOMONI RITROVATI DA I RAGGI 
DEL SOLE, ET DEL MONDO, ET DE I PIANETI. 
VELLE cose adunque con diuina mente sono state acquistate, & seco hanno grande ammiratio¬ 
a grandezza in Athene 50 
ne, quando egli si considera, che l'ombra equinottiale dello stile, è di altr¬ 
tri luoghi della ter¬ 
acenza, che e 
di altra in Alessandria, di altra in Roma, ne quella stessa è à Pi¬ 
one de i luoghi, per¬ 
ra. Molto adunque sono differenti le descrittioni de gli horologi per la mi 
cioche dalle grandezze dell'ombre equinottiali dissegnate sono le forme de gli Analemmi, de iqua 
fanno ledeceit 
ni delle hore, secondo la ragione de i luoghi, & dell'ombra de gli Gnomoni. 
te libro delle cose dell' Astronomia, & piu mirabile è la breuità sua, però egli si deue con diligem 
Mirabil dottrina e 
uella, che ci da Vitr. nel pri 
quale si tocca breuißimamente quello, che in molti uolumi da molti e state 
za, e pensamento non mediocre passare tutto questo trattamento, nel 
i, diremo ordinatamente ogni cosa, ponendo le parole di Vitr. lequali non parole ma sente 
trattato, & perche noi non habbiamo à confondersi 
uinque nel presente libro della ragione de gli horologi da Sole, & delle ombre, & perche o 
e, & conclusioni si possono nominare. Tratta adu 
ra non e se non doue e il corpo luminoso i cui raggi sono impediti dal corpo opaco, però tratta de i corpi celesti, che fanno lume, & sec 
tamento à questo modo, che uedendo noi 60 
i, et la misura del tutto. Introduce il suo tratt 
questa occasione abbraccia il mouimento del Cielo, la 
quinottio, che uiene due fiate all'anno una di Marzo, & l'altradi Settembre, non in 
o il giorno è pare alla notte, ilqual tempo si chia 
ndo di quelli, che stanno sotto l'Equinottiale, perche lhanno sempre, ne di quei che stanno sotto il Polo, perche non lhanno mai, Vedendo 
li in diuersi luoghi. l'ombra è diuersamente proportionata, à gli edifici, alberi, & à tulte le co 
dico, che à quel tepo dello equinottio sul n 
luoghi l'ombra è pare alle cose, che la fanno, in altri è maggiore, in altri è minore, grande occajio 
leuate da terra, e dritte imperoche in alcur 
rsi, & però per naturale instinto ci diamo à cercar d'onde uegna la diuersità delle ombre, & uededo, che questa muta 
hauemo da marau 
id inuestigar il corso 
alcuni piu basso, cominciamo a 
non dalla altezza del Sole, che à quelli tempi ad alcuni è piu alto, ad¬ 
ne, non può ueni 
figure seruando intiera la ragione del tutto, et chi 
del Sole, & cosi quello, che non potemo fare nel Cielo, descriuemo in terra con linee, & con 
sappia trouare simili descrittioni, si può ueramente dire, che egli sia d'intelletto diuino, & che le sue inuentio¬ 
e tanto sottile, & ingenioso, che¬ 
mane, et questo fin qui ha detto Vitr. Dichiara poi come si chiama quella descrittione di linee, che si faino per 
ni siano piu presto diuine, che hu 
dimostrare il corso del Sole, & dice, che si chiama Analemma, & diffinisce che cosa è Analerima dicendo. 
Analemma è sottil ragione trouata dal corso del Sole, & dell'ombra crescente secondo, che si osserua dal Solstitio del uer 
no detto Bruma da gli antichi, dallaquale per ragione d'Architettura, & per uso di adoperar la sesta è stato nel mon 
do ritrouato l'effett 
Cominciauano gli antichi l'anno dal Solestitio del Verno, che uiene di Decembre, questo chiamauano Bruma. auuertirono, che sul mexzo di 
l'ombra dello stile al tempo della bruma era piu longa, che ne gli altri tempi al mezzo di, però concludeuano che à quel tempo il Sole f 
basso: Descriuendo adunque nel piano de i circoli, e drizzando i Gnomoni, cioè gli stili da ombre sopra il piano tirauano linee da i de 
coli alla
	        
Waiting...

Note to user

Dear user,

In response to current developments in the web technology used by the Goobi viewer, the software no longer supports your browser.

Please use one of the following browsers to display this page correctly.

Thank you.

powered by Goobi viewer