Full text: Vitruvius: I Dieci Libri dell' Architettvra di M. Vitrvvio

LIBRO, 
DI QVAI COSE E COMPOSTA LARCHIFETTVRA. 
CA P. 
ARCHITETTVRA consiste nel' Ordine, nella Dispositione, nella Eurithija, nel Compartimen¬ 
to, nel Decoro, & nella Distributione. 
iunque intender à bene il presente capitolo, potrà dire con ueritam saperè, & intendere la forza, & ilualore dell ar¬ 
chitetturam, perciò che le sei cose, nellequali afferma Vitr. che consiste l'Architettura, sono quelle, che appartengmono all' es¬ 
ca di essa. Quelle delle quali è l'habito nella mente dello Architetto composto, & quelle finalmente senzxa lequali niuna 
esteriore puo hauer forma, o perfettione. Difficile, & ingegniosa cosa, e dimostr are la duersitam, che etra le predete 
Erbeleosce ihäauf intendere, Gr won se 
iggire, percio che à molti puo parere, che Vitr. dica una istessa cosa in. pu modi; il 
,come io mi fforzerò chiaramente di dimostrar 
ue per intelligentia di quello, che si deue esponere, che alcune cose in quanto all esser loro non si riferiscono ad altre, ma libere, & 
solute sono: Altre hanno relatione orispetto, & senza non starebbero; Phuomo, la pietra, la pianta non hanno compurantione ad altro, ma 
esser padre, patrone, maestro, a 
mico, fratello, non sta da se, ma di neceßitâ ad altro riguarda, perche padre nonn em, chi non ha figliuolo, pa 
one, chin 
senza scolare, amico, ò fratello, senza amico, ofratello, sunilmente il doppio, il maggiore, il minore 
possono intendere, perciò che bisogna dire, doppio, della meta, maggiore del minore; & minore del maggigrem, co¬ 
e equale dello equale, pari del pari; oltra la predetta distintio 
e, egli è degno di auuertimento, che nelle conse, che di natura si riferiscono, 
hanno alcuni termini, & questi sono il fondamento, cioe soggetto; & princ ipio da cui s'incomincia la relatione, & il fine, nelquale ella 
termina, come l'esser padre comincia da chi genera, & finisce in chi em generato, l'esser maestro si fonda in conlui, che unsegna, 
& ha il suo fine 20 
in colui che inpara; t esser maggiore comincia in cosa chem eccede, 
mina in cosa che è ecceßa. Stando in questi termini speßo auuiene; 
che la comparantionem e parim, cioe che egli si troua nell unò, & nell altro termine ragione eguale: come ditendo, amico, fratello, percioche l'amico 
e pari all amico; il fratello al fratello nel' agguaglianza, spesso anche si uede in questi rispetti maggioranza, ame disaguaglianza, come direm pa¬ 
& seruo, padre, & figliuolo; maestro, & discepolo, perche importa piu cominciarem da uno, che dall altro. Questè relantioni nel pre¬ 
mods apprese grande momento hahino all ntelligenxa delle sei predete cose, percio, che tate sono relationi, & omparationi, con 
si uedrâ qui sotto. Hauendo adunquè Vitr. formato l Architetto, cioe fattolo degno agente di tanti artificij. Tratta qui della forma, perci 
che essendo la materia immobile, & imperfetta, niuna cosa di essa si trarrebbe senza la perfettione, & forma, la quale consiste nelle se 
predette cose. Due fini si trouano nell opere, uno e il compimento, e perfetione de i lauort, come et quando si dice lopera e compita & fini¬ 
ta; l'altro è il fine dellam intentione, che ès quando finita l'opera si dice, io hol intento mio, come finita la casa, io son difeso da i uenti, da piog¬ 
ij. Per uenire al fine dell opera e necessario (se con arte ci uolemo regolare) procedere ordinatamente, & questo in due 
nto alla quantita; & grandezza delle parti, dapoi quanto alla sustanza, con qualità di esse parti, nel primo e l'Ordine, nel 
secondo è la Dispositione, & perche la qualità si puo considerare 
iparandola alla forma, che allo aspetto, & à gli occhi si rife 
rsce, perè bisogna, che ui sia nellopera una certa qualita, che cei 
ide rriguardanti, & questa è detta di Vitr. Eurithmia, del¬ 
oi, resta, che noi ritrouiamo la ragione dell' altre 
iquale si dira 
oe; Pertheudunque non se propone Popera infinta, ma terminata in gran- 
to, come delle parti, perà tisogna, che olt ra lo 
rdine, ci sia una corrispondenz a delle misure tra loro, & al tutto comparate, 
opostaci und misur a d'una sola parte, 
piamo le misure dell'altre 
propostaci la grandezza del tutto, sappiamo la grandezza di 
ciascuna parte, & questa corrispondenza e 
Sinmmetria nominatah saese. 
„, & rispondenza delle misure. Ma perche l'opere che si fanno 
hauer deono autorita, & riputatione, & esser anche alluso de gli habitanti accommodate, & con prudenza dispensate, però uolendo noi ot¬ 
tenere le predette cose, bisogna seruar quello, ohe conuiene, che Decoro si chiama, & dispensare il tuttom, il che nella distributione, e colloca¬ 
to amp; questa e la necesit a. & sufficienxa delle ei cose ; consider ando adunque, per dire in breuita, & in somma iltutto, & le parti kuna 40 
opera, useremg la infra postafigura, 
jin see. 
(Secondo il prima, e il poi ordine. 
ro fecondo la quantita¬ 
secondo la rispondenza, Simmetria. 
enesiesoe 
o verò secondo la qualita, & figura, cosi e la cispositione. 
so uero allapetto Eurithmia 
ria 
ouerò alla conuenienza Decoro 
Cô uero alluso Distributione. 
Noi distintamente ragionèremo di ciascuna parte, & prima dell Ordine il quale in questo modo da Vitr. e diffinito. 
Ordine è moderata attitudine de in membri di tutta l'opera partitamente, & rispetto di tutta la proportione al com¬ 
partimento; il quale si compone di quantita. 
Perche in molte cose ritrouiamo, Ordine, Dispositione, Decoro, Distributione, & le altre parti sopradette, però diremo, che questi termini sono 
generali, & commuui, & come gen erali, & communi hanno le loro diffinitioni, di termini communi, & generali; ma poi, che ciascuno 60 
Artefice uuole applicar quelle parti alla propia cognitione, ristrigne quella uniuersalità al particulare, & propio dell'arte sua, come si ue¬ 
de al presente nelle dette diffinitioni, & prima. nella diffinitione dell'Ordine. Certo e, che l'Ordine in se, 
& secondo la natura, è quando una 
cosa di sua ragione pone un e 
1 son termini commu¬ 
Ber dopo l'altro; & per questo ne uiene, che doue è ordine ui sia prima, & poi, & questi 
ni, ma l'Architetto gli ristrigne à se, come ogni altro artefice, & dice, che l'Ordine è quando in un'opera di sua rag 
esser d'una quan 
tità è posta primà, & l'ultro poi, & in quauesto modo la diffinitione dell Ordineè fatta propia, & particulare per l'at 
e de i termini 
communi, & uniuersali, ne i quali si puo dire, che posta sia la raccommunanza delle scienze. Per stare adunque ne i nostri primi fondamen¬ 
ti, io dico, che l'Ordine e posto in comparatione. & rispetto, & dico appresso, che la comparatione è di quelle, nelle quali si troua la disag. 
guaglianza, chiaro e, che nell Ordine sia rispett o, percioche nell Ordine s'intende, che alcuna cosa preceda, & altro succeda, euui disaguaglian¬ 
za, perche se tutte le cose fussero eguali, giâ non sarebbono tutte, come dice S. Augustino, & però Lordine, è dispensatione delle cose pari, 
dispari, eguali, & diseguali. L'Ordine dello architetto è circa la quantità, & nella quantità si troua l'Ordine, che riguarda al tutto, & l'C 
dine, che riguarda alle parti, non che l'un'ord ine in effetto si ritroui senza l'altro, ma in modo, che l'intelletto puo far la distintione, & in¬ 
tender ciascuno separatamente, & però dice Vitr. quanto all'Ordine che è delle parti tra se che. 
L'Ordine è moderata attitudine de i membri di tutta l'opera partitamente. 
Et questa attitudine consiste nel regolare, & temperare uua parte circa la sua grandezza in modo, che con Paltre parti conuenga, & risponda, 
& in questa regolatione una parte deue precedere, l'altra succed ere. Precede la parte dalla cui grandezza si prende la regola, succede la par¬ 
te regolata, euui adun que nell'ordine all' Architettura, il prima, & il poi, & queste sono differenze opposte, & non eguali, & pero si deono
	        
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