Full text: Vitruvius: I Dieci Libri dell' Architettvra di M. Vitrvvio

LIBRO 
Deuesi però auuertire, che quelle castella non si faccino ne nelle cadute, ne ancho nel piano del uentre, nè la doue si ha¬ 
no à cacciare le acque in su, ne in tutto nelle ualli, ma in una continuata aguaglianza. Ma se con spesa minore uorre¬ 
mo condurre Pacque à questo modo faremo. Facciansi le trombe di testole niente mieno grosse di due dita, ma in mo¬ 
do chę da una parte sieno sinussate, accioche una assaggiatamente entri nell'altra. Dapoi la doue sono le commissu 
re, & imhoccature di quelle trombe deuesi otturare con calce uiua battuta con loglio, & nel piegare del liuello del 
uentre nel uodo si deue porre una pietra di sasso rosso, & questa forata, accioche lultima tromba, oue cade l'acqua si. 
attaccata con quella pietra, il simile si farà alla prima tromba uicina al liuellato uentre, & nello stesso modo nell'op¬ 
posta ascesa P'ultima tromba del giustato uentre sia smaltata nel concauo del saslo rosso, & la prima per doue si deue 
cacciare l'acqua, con simile ragione sia appigliata, & cosi il liuellato piano delle trombe, & della caduta, & del salimen 
to nou sarà inalzato, percioche suole alcuna fiata nella condotta dell'acque nascere un gagliardo spirito, & ta 
ancho rompa i sassi, se da capo prima dolcemente, & con misura non ui si darà lacqua, & ne i nodi, & nelle pieghe non 
saram contenuta con buone legature, & con pesi, & saorne; il resto poi si deue fare come detto hauemo delle canne di pion 
bo; Ancora quando da prima l'acqua si dâ, dal capo deuesi in quelle trombe porre della cenere, accioche le commissi 
re se alcune sono male stuccate, siano con quella cenere otturate, & in boccate. Hanno le condotte dell'acqua, che con 
trombe si fanno questo commodo, prima nell'opera se ci sarà alcuno danno, ciascuno lo puo rifare, & l'acqua è mol 
piu sana, che passa per le canne di terra, che per le canne di piombo, perche dal piombo, come da quello da cui nasce la 
biacca pare, che prenda diffetto, & si dice, che la biacca è nociua à i corpi humani, et cosi se dal piombo nasce alcun 
sa dannosa, non e dubbio, che ancho egli non sara sano. Lo essempio prender potemo da in mastri del piombo, che sem¬ 
ello, entr: 
pre sono pallidi di colore, percioche quando nel fondere si fa il piombo, il uapore, che è in qui 
bra, & ogni giorno abrugiando succia dalle membra loro la uirtu del sangue; però non pare, che douemo condurre l'ac 
qua con canne di piombo, se noi la uogliamo sana, & buona: Vedesi ancho per lo uso quotidiano, che lacque 
ta per trombe è di piu dolce sapore, percioche auuegna, che si habbia un grande apparecchio di uasi d'argen 
inonon 
te di meno ogn'uno usa uasi di terra cotta per porui lacqua per la bontà del sapore. Ma se if 
possa condurre l'acqua, necessario è cauare i pozzi, & nel cauarli non si debbe sprezzare la ragione, ma molto bene con 
acutezza, & solertia d'ingegno deonsi considerare le ragioni naturali delle cose, imperoche la terr. 
te, & diuerse qualitâ, percioche ella è come tutte altre cose di quattro principii composta, & prii 
ha le fonti dell'humore dell'acqua, nè è senza calore, d'onde il sosfo, il bitume, & allume nasce, & in finc hi 
dis simi dello aere, iquali uenendo pesanti per le uene della cauernosa terra al cauamento de i pozz 
huomini, che cauano con naturale uapore nelle narici loro otturano gli spiriti animali, & cosi chi prestar 
luoghi non si toglie, iui muore. Ma com che ragione si possa questo danno fuggire, cosi si dee fare. N 
lucerna accesa, quella se starà accesa senza pericolo si puo andare al basso; ma se per la forza del uar 
ta, all'hora lungo il pozzo dalla destra, & dalla sinistra cauerannosi gli spiraculi, da i quali come¬ 
ti uscendo si dilegueranno, & quando in questo modo haueremo operato, & saremo peruenuti all a 
la muratura deue essere il pozzo in tal modo circondato, che le uene non restino otturate. Ma se i lu 
ri, ò che nel fondo di fatto non saranno le uene, all'hora da i tetti, o da i luoghi di sopra douemo racc 
copiosamente nelle opere di testole; & per fare queste testole douemo prouedere prima di aren¬ 
sima, il cemento sia netto di selice non piu graue d'una libra, & sia nel mortaio la calce fortissima 
do, che à cinque parti d'arrena due di calce rispondino; al mortaio sia aggiunto poi il cemen 
liuello dell'altezza, che si uuole hauere con mazze di legno ferrate siano i pareti calcati, & battuti i¬ 
no di mezzo sia uotato al basso liuello de i pareti, & pareggiato il suolo dallo stello mortaio sia battuto, & 
pauimento alla grossezza, che si uuole, & quei luoghi se saranno doppi, ò tripli, accioche colando l'ac¬ 
mutare, molto piu sano ci sarà l'uso di esse, percioche il fango quando ha doue dar giu l'acqua si fa piu c 
za cattiui odori conseruarà il sapore, & se ciò non fia deuesi aggiugnere il sale, & assottigliarsi; lo ho poste 
libro quanto ho potuto raccorre delle uirtu, & uarietà dell’acqua dimostrando le sue utilitâ, & con che ra 
si possa condurre, & prouare. Nel seguente io scriuerò de i regolati stili da ombre, & delle ragioni degli ho¬ 
Il Filandro in questo libro dichiara molte belle cose degne da esser lette per la dottrina, & cognitione che in esse si troua, però esorto gli studiosi a 
uederle, & a leuarmi la fatica di seruirmi delle cose d'altri. Ben dirò alcune cose per dichiaratione dell'ultimo capo la cui somma e questa. 
Tratta in esso Vitr. di condur l'acque. & dice esser tre modi di condurle, per riui, ò canali aperti, per canne di piombo, & per trombe di 
terra cotta. & dichiara come si habbia à fare in ciascun modo, & prima de i canali, & ce insegna a dare la scaduta de l'acqua, & farli le sue 
conserue, & distribuirle all'uso della città, & come si deono leuare gli impedimenti de i monti, cauar le spilonche i tofii, i saßi, & far icanali. 5 
Nel condur l'acque per le canne di piombo, egli ce insegna far le basche, ò castelli, che egli dica. ci da la misura delle canne, & quanto alla lun 
ghexza, & quanto alla grossexza. & ci mostra come si habbia a condur l'acqua per monti, per ualli, & per pianure, & come si habbia a pro 
uedere, che facilmentę si acconcie, doue le canne faran danno. Discorre poi come, si habbia à reggere nel condur l'acque per trombe di tejtole 
& dimostra come queue si hanno à porre e stagnar insieme, & compara questo modo di condur l'acqua al modo delle canne di piomoo, aimo¬ 
strando ch'è megliore & piu sano, & di manco spesa. Egli poi ce insegna à cauare i pozzi, à tentar i uapori cattiui, che esalano, à proueder, 
chel terreno non ci casche adosso,: raccorre l'acqua dispersa, à non lasciar perdere la raccolta, à fortificare i lati del poxzo, à far le banche, e a 
proueder, che l'acqua sia buona. & questa e la somma della intentionene di Vitr. & la interpretatione è chiara: & Paliadio, & Plinio pigla¬ 
no tutte queste cose da Vitr. Actus chiama Vitr. lo spacio di cento e uenti piedi. questo raddoppiato per longo faceua un ingero. Saburra e 
da noi detta la Saorna, che si da alle naue. Fauilla è la reliquia de gli estinti carboni. Estuaria significa gli spiragli il nome delle lame, e prejo dat 
numero delle dita, perche se prima, che si pieghino o tondo sono targhe cento dita si chiamano centenarie. se ciiquan ta quinquagenarie, & eosi de 
nel resto. Ma de gli acquedutti copiosamente ne parla Frontino, Et da i libri di Herone si può cauare molti belli n.od: e dilett eucli al seran si 
delle acque: ilqual libro forse un giorno uscirà emendato, è figurato come si deue. 
IL FINE DELLOTTAVO LIBRO.
	        
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