Full text: Vitruvius: I Dieci Libri dell' Architettvra di M. Vitrvvio

PRIMO. 
chee un tergo, & quisara la proportione sesquiter xa nominata, che èm quando una cosa contiene tutka un altra, & di piu la terza parte 
come si dira poi ragionando delle proportioni al suo luogo. L'angulo della figura essangulare, em minor la meta dell angulo della trianeulure 
perche occupa otto parti della circunferenza, che è di misura bessale, cioe d'otto 
parti, & però tra questi anguli è la p 
portione detta dop¬ 
pia, come tra Pangulo del quadrato, & l'angulo della essangulare figura, e propo 
ortione sesquialtera, cioè, che nel co 
tinente è una uolta. 
& mexza, il contenuto, come otto, cioè il bessale, e nel dodici cioe nell' Asse una fiata, & uno tri 
ente, che è la metà d'otto; & questoe 
spartiene alla Astrologia. Quello, ueramente, che è della musica, e ch'il Musico similmente considera la consonanza, & quella non 
nelle figure, ma nelle uoei. Consonanga è proportione di uoci distanti, & disserenti nel graue, & nellacuto, che unitamente, & con dol¬ 
cexxa girando peruengono all orecchie. Delle consonanze alcune sono semplici, altre composte; i nomi delle semplici sono diapason, 
ron, & con diapendem diapason. La ragione di questi nomi¬ 
ogo suo sarà manifesta; hora dirò delle semplici consonanze. Imusici 
no uoluto usare i nomi de gli Arithmetici conuenienti alle pro 
tioni, & questo per le ragioni che si diranno nel quinto libro; ma in luogo di 19 
doppia usand questo nome, diapason, & per sesquialtera, diapente, & per sesquitertia, diatessaron; bisogna adunque se le uoci esser deono 
consonanti, cioè uenire all'udito in modo diletteuole unit 
late, bisogna dico, che egli ci sia tra lag 
ie, & l'acuta proportionata 
distanza, il simigliante è necessario, che sia nel consent 
stelle, & de i pianeti, acciò che unitan 
e qua gii mandino con effica¬ 
cia, & for cagl insiat s loro. Le regole adunque dell Arithmetica sono quelle, che fanno la Musica con P'Astrologia cangiunta, verche la 
portione, è commune, & uniuersale in tutte le conse atte à esser numerate 
pesate. Ma le regole della Geometria, che fann 
Prospettiua, & alle apparenze sono da gli Astroiogi pigliate in quanto che gli Astro 
gi rendeno ragio 
petti, delle distantie, delle 
uedute, & delle apparenze de i gorpi celesti, come si uede ne i uolumi loro, & però l'Astrologia tien con¬ 
ser modo di dire 
„) Gf. con 
la Musica, & con la Geometria; in quanto dallae Geometria è seruita la Prospettiua, imperoche la Prospettiua prende il suo sugge 
tto da due 
scienzem, cioè dalla Geometria la linea; dalla Naturale il uedere, & ne fau 
osa, che io direi raggio, stando adunque le predette co¬ 
se, & la raccommunanza delle scienze Vitr. ci prescriue il modo del sapere¬ 
it però assai parera hauer fatto coluj, che di ciascuna dottrina mediocremente hauerà conosciute le parti, & le ragio¬ 
ni di esse, & quelle, che necessarie saranno all Architettura, affine chem non si manchi quando di tai cose, & di tal ar¬ 
ti bisognerà farne giudicio, ò renderne 
Prescritto il modo, & la sobrietà di sapere, per 
pra è stato detto da Vitt. queste parole. 
Perche non deuè, ne puo l'Architetto essere come Aristarcho perito nella Grammatinca: 
Et il resto; però dichiara quel, (non deue, 
ioche se bene l'Architetto potesse eßer perfetto in tante arti, non però per quella perfettio¬ 
ne si douerebbe chiamare Architetto, perche uscirebbe fuori de i termini dell Architettura, & per questo molto più forte si fa la ragione 
di Vitr. contra Pythio, perche prima s'è dimostrato, che la sua oppinione, per la esperienza non e uera, poi per ragionare non e pos¬ 
sibile, & in fine se bene possibil 
fuße, non è conueniente. Simili argomenti usa Platone, Aristotile, & Galeno, ragionando quei dell Ora¬ 
tore, & questi del Medico, Secondo il proposito loro, & però qui dirò cosa, che à me pare degna di consideratione, 
per fare auuer¬ 30 
titi quelli, iquali à una scienza si danno, che chiunche sapeße bene quali foßero i termini di ciascuna scienza, & conoscer poteße quan¬ 
do altri n'uscissero, 
senza dubbio egli trouerebbe tante, & si belle cose in ciascunam arte, che ci darebbe dan 
marauigliare, bastimi hauere ac¬ 
cennato questo, e 
igi il fonte come à dito mo 
percioche chi ha bene la propieta, & le distin 
delle cose, puote ancho, & le rac¬ 
lianze conoscere. 
communan; 
come dice Vitr. prima 
la quelli à 
uali la natura benigna 
to di acute 
& di memori 
& di solertia concederà, che 
no insieme del tutto conoscere la Geor 
a, l'Astrologia, la Musica, & l'alt 
enge 
certamente usciranne 
ra de termini dell'Architetto, 
& si faranno Mathematici, doue facilmente potranno con 
itra quelle discipline dispu¬ 
perche di piu armi di scier 
„armati sarann 
e disputare de i 
enza, & si suole an 
e disputare delle ose contenute sottoi principisaoi, contra chile negasse,stan¬ 
lo nella sua scienza, perche 
prima de i principi 
ma se egli uolesse disputare de i principij suoi bisognerebbe, che egli usciße de iter¬ 40 
& ado peraße una scienza coi 
mini della sua professione, 
mune, & uniuersale, & pero dice Vitr. che chi e armato di piu armi di. 
lisputare co¬ 
enze, cioe contra coloro, che di quelle scienze faceßero pr 
rofessione, & però Arist. non come filosofo na 
contra Parmenide, ò Melißo, che negauano i principij della filosofia naturale, ma come dialetico, ouero Methafi 
contra quel 
soppone, puo bene alcuno artefice non uscendo fuori delarte sua diputare contra quelli, che delle cose pertinenti, aq 
e arti ragiona 
sero, perche egli si seruirebbe de i principij di quellarte. Quell adunque iquali sono in molte scienze ecellent: son sempre armati alla difesa,. 
& all'offesa. 
la di rado simili huomini si trouano, come fu Aristarcho Samio, Philolao, & Archita Tarentini. Apollonio Pergeo 
Erathostene Cy reneo. Archimede, & Scopinas Siracusani, 1 
li, molti strumenti, raggi, & stili da ombre per ui 
& caise naturali à posteri degnamente lasciaron 
di numeri, 
lo non uoglio deu 
tiarmi dalle cose belle di Vitr. 
sopradetti huomini eccellenti, Popere de iquali fede ci faranno delle loro 50 
historie de 
itr. con mir 
edlengue 
n piu luoghi dell'Autore. Concli 
conditioni in 
abile Cireondotioie, abraciamento le cose dete, ma per maget 
re intelligen 
nza, dico che quando alcuno uuole usare la grandezza del dire, egli usa trà l'altre forme, & maniere, una che è, detta ci 
ione, ò uero Abbracciamento, & questa 
ando si tiene longamente sospeso l'intendimento prima; che si uen 
iga al fine, & quan¬ 
hiede altro sentimento, con alcune particelle come sono, benche; auuenga 
a dio, conciosia, quantunque, non sotamente, & altre fi¬ 
miglianti, dice Vitr. 
Quando adunque sia, che dalla solertia naturale, non à tutte le genti, ma à pochi hnomini si dia l'hauere cosi buoni 
gegni, & l'ufficio dell' Architetto sia essere in diuersi ammaestramenti essercitato, & la ragione della coi¬ 
,non solo secondo la necessità le 
di, ma le mediocre scienze douere hauere. Io ò Cesare, & à te, èmp 
leggeranno dimando, che se cos¬ 
secondo l'arte grammaticale sarà esposta, perdonato mi sia, per¬ 
cio, che non come grande Philosofo 
ne come eloquente Oratore, 
grammatico ino sono nelle pii 
belle ragioni 60 
dell'arte essercitato, ma come Architetto di tai lettere erudito, que 
cose mi sono sforzato di scriu 
Ecco quanto è pieno qui 
parlare di sentimenti, & d'argomenti, & prima dalla natura quando dice. (Ma à pochi h 
Dapoi dall'arte qu 
ello Architetto.) Indi dalle cose istessè, quando dice, (Et la ra¬ 
gione per la grandez¬ 
za della cosa.) Et finalmente 
iento, dicendo, (Io ò Cesare.) Il restante finita lasua bella, & 
ripiena oratione propone 
di che cosa egli habbia à trattare, & in che modo dicendo. 
Quanto ueramente richiede il potere di quest'arte, & le ragioni, che in esso potere poste sono 
prometto; come io spe¬ 
„in questi libri non solo à gli edificatori, ma à tutti i saui senza dubbio con 
andissima autorità douer prestare. 
ua la promessa di Vitr. grande, & gonsia, 
lo spero) per dimostrar modestia, dic 
però con prudenza egli ha giunto quelle parol 
„che egli promette prestare quantot 
ti, ricordandosi di hauer detto, ch 
porta il poter dell' Architettura, non solamer 
ettura nasce da fabrica, ma à tutti i periti le ragioni dellarte promette, le quali nel di 
lla cosa significante, & nella proua 70 
della fabrica poste sono, & però senza dubbio con grandissima autoritâ osserua le promeße, percio, che come buono Architetto fonderà 
tarte sua sopra ucri, efficaci, utili, & conformi precetti, & questo sia detto sopra il primo capitolo.
	        
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