Full text: Vitruvius: I Dieci Libri dell' Architettvra di M. Vitrvvio

SESTO. 
& ci fabrica bellis simi alloggiamenti con un riguardo mirabile al Decoro, & all'uso, & alla necessita de gli huomini concludendo in alcunt 
regole di fondare gli Edifici, degne da esser considerate. Il Proemio è facile, & contiene una eßortatione alla uirtu mirabile con essempi effi¬ 
caci, & authorita, & comparationi diuine delle uirtù alla fortuna, delle dote dell animo à ibeni esteriori; infine ammaestra lo Architetta & 
lo fa auuertito di quelle cose, che al presente libro sono conuenienti. 
Io nedo i uestigi de gli huomini. 
Non intendeua Aristippo l'orme del corpo humano, ma i uestigi della mente, perche le Mathematiche figure erano state prima nella mente di que 
ualent huo 
mini con ragioni uere considerate, & poi poste in opera, & dissegnate nell arena, & si come la scrittura è segno del parlare, & il 
parlare della mente, cosi le dissegnationi Mathemati¬ 
sche, & le figure Geometriche erano come segni d'i concetti di coloro. Disse adunque Ari¬ 
stippo io uedo i uestigi de gli huomini, cioè non d'animali brutti, perche non hanno discor 
ie delle parti del corpo humano, ma della mente, 
per laquale, & dalla quale l'huomo es huomo. posto lo essempio di Aristippo approua la intentione con testimoni, & authorita di Filosofi, & 
di Poeti, adducendo una legge de gli Atheniesi, secondo laquale egli di se, & de i suoi genitori modestamente parlando dimostra quanta cura ha¬ 
uer deono i padri, accioche i loro figliuoli siano piu presto buoni, che ricchi, uirtuosi, che famosi, degni, che stimati. 
Conciosia cosa adunque che io si per la cura de i genitori si per le dottrine de i mei precettori habbia accumulato gran 
copia di discipline con le cose pertinenti allo studio delle lettere, & al desiderio dell'arti. 
lo ho interpretato qui piu al proposito, che di sopra queste parole, ma il senso e lo istesso à chi ben considera. Non solo adunque deue lo Archi¬ 
tetto darsi con ardente desiderio alla cognitione delle lettere, ma diilettarsi di sepere come uanno le cose artificiose, inuestigarle, & farle affiie, 
che la sua cognitione non resti morta, & inutile: & bene egli si ricorda di quello, che egli ha detto nel Pr 
imo Libro della Fabrica, & del di¬ 
rso, & delle conditioni dello Architetto, però à me pare di auuertire, che Vitr. douendo parlare delle fabriche de i priuati, quasi che egli 
iouo cominciasse, ha uoluto ridurci à memoria le cose dette nel Primo Libro, & però tocca nel Proemio del presente Libro parte di quelle 
cose che ha toccate nel primo cap. Et nel primo, secondo, & ultimo capo di questo accenna à quello, che egli ha detto nel secondo, nel quarto, 20 
& nel quinto di sopra, & questo egli ha fatto, acciò non ci paresse, che alle priuate ragioni delle fabriche, non stesse bene porre quella cura, e 
hauere quegli auuertimenti, & quella cognitione, che si deue hauere alle fabriche communi: però io prego ogniuno, che non creda cosi faci 
mente à molti, che si fanno Architetti, che non sanno leggere, ne dissegnare, i quali non solamente non hanno cognitione dell Architettura, mi 
ancho sono inesperti della fabrica (come dice Vitr.) Ma la disgratia uuole che gli imperiti per la loro aug 
dacia siano piu conosciuti, che que 
rebbeno piu nelle opere, che nelle parole, e pur bisognarebbe che fusse al contrario. Euui a 
iggiunta un altra difficultâ, che ci 
che forse riuscu 
:uno altro artefice può à sua uoglia dimostrar l'arte sua, ma lo Architetto non può da se cosa alcuna: percioche bisogna, che egli troui per¬ 
mne, che uoglino spendere, & far opere, doue ci nanno molti denari. Ma tornamo à Vitr. & uediamo un suo longo, & bello discorso so¬ 
pra diuerse qualità de paesi. 
CAP. I. DI DIVERSE OVALITA DE PAESI ET VARII ASPETTI 
DEL CIELO; SECONDO I QVALI SI DEONO 
DISPORRE GLI EDIFICII. 
VESTE cose cosi drittamente disposte seranno, se prima egli si auuertirà da che parte, ò da che 
inclinatione del Cielo sieno ordinate, perche altramente in Egitto, altramente nella Spagna, no 
cosi nel Ponto, ò à Roma, & cosi in altre propietà de paesi par che si debbiano constituire le mani¬ 
re de gli Edificij; perche da una parte la terra è oppressa dal corso del Sole, & da altra è lontanis si¬ 
ma da quello, ma poi ci sono di quelle parti, che nel mezzo sono temperate. Et però come la con¬ 
stitutione del Mondo allo spacio della terra per la inclinatione del Zodiaco, & per lo corso del So¬ 40 
le è naturalmente con qualità diseguali collocata, cosi pare, che secondo le ragioni de i paesi, & le uarietà del Cielo 
esser debbiano gli Edificij reddrizzati. Sotto il Settentrione si faranno le fabriche à uolte, rinchiuse, non aperte, ma 
riuolte alle parti calide. Ma sotto il grande impeto del Sole alle parti del Mo 
ggie (perche quelle parti sono dal ca¬ 
lore oppresse) pare, che si debbia collocare le fabriche aperte, & riuoste al Se 
etrentrione, & Aquilone. Cosi qu 
chę da se per natura offende con l'arte si deue emendare, & cosi nelle altre regioni allo istesso modo, secondo chel 
lo alla inclinatione del Mondo e collocato, si deono temperare. Et queste cose sono da esser auuertite e considerat 
per quello, che fa la natura, e specialmente dalle membra, & da i corpi delle genti, perche in que luoghi, che’l So 
moderatamente riscalda, egli conserua i corpi temperati, ma quelli, che per la uicinanza correndo abbruccia, suc 
ario nelle parti fredde, perche sono molto dal Meriggie lonta 
ciandoli seua loro la tempra dell'humore. Per lo contr 
ne non si caua l'humore dal caldo, ma spar 
gendo il ruggiadoso aere dal Cielo ne i corpi l'humore, fa quelli piu gran 
di, & i suoni della uoce piu graui. Et per quello sotto il Settentrione si nutriscono genti di grande statura d 
colore, di dritta, e rossa capillatura, d'occhi cesij, di molto sangue, perchè d. 
alla pienezza dell'humore, & refrigerij del 
ggie sottoposti al corso del Sole, sono pic¬ 
Cielo sono insieme formati. Ma quei, che uicini stanno all'Asse del Meris 
cioli di statura, di color fosco, di capello crespo, d'occhi neri, di debil gamba, di poco sangue per la gran forza del So 
le, & ancho per lo poco sangue sono piu timidi à resister all'armi, ma sopportano gli ardori delle febri senza timore, 
perche i loro membri sono con il feruore nodriti; & però i corpi, che nascono sotto il Settentrione piu paurosi, 
deboli sono per le febri, ma per l'abbondanza del sangue resistono al ferro senza paura. Similmente i suoni della ue 
ce sono diseguali, & di uarie qualitâ nella diuersità delle genti, perche il termine dell'Oriente, & dell'Occidente in 
torno al liuello della terra, la doue si diuide la parte di sopra della parte di sotto del Mondo pare, che habbia il suog 
ro per modo naturale librato, & ponderato, il qual termine ancho da i Mathematici è chiamato Orizonte, cioè ter¬ 60 
minatore. Et però, perche questo habbiamo, tenendo nella mente nostra il centro tiramo una linea dal labro, che è 
nella parte Settentrionale, à quello, che è sopra l'Asse Meridiano, & da quello ancho tirandone un’ altra obliqua in 
sino alla sommitâ, che è dopo le Stelle Settentrionali auuertiremo da quello, che nel Mondo serà una figura triange 
lare, come quegli Organi, che da Greci nominati sono Sambuche. Et però lo spacio, che è uicino al Polo inferiore 
dalla linea dello Asse ne i termini Meridiani, quelle nationi che sono sotto quel luoco, per la poca eleuatione de i Po 
li fanno il suono della uoce sottile, & accutissimo, come fa nell'Organo quella corda, che è uicina allo angulo. Da 
poi quella le altre à mezzo la Grecia, nelle nationi fanno le ascese de i suoni piu rimesse, & ancho dal mezzo in ordi¬ 
ne crescendo insino à gli ultimi Settentrioni sotto l'altezza del Cielo gli spiriti delle nationi con piu graui suoni dal¬ 
la natura delle cose espressi sono. Cosi pare, che tutta la concettione del Mondo per la inclinatione rispetto alla tem 
peratura del Sole con grandissima consonanza fatta sia. Et però le nationi che sono tra il Cardine dello Asse Meri¬ 7 
diano, & nel mezzo del Settentrione, come è descritto nella figura Musica hanno nel parlare il suono della uoce del¬ 
la mezzana. Et quelle genti, che uanno uerso il Settentrione, perche hanno piu alte distanze rispetto al Mondo ha 
uendo gli spiriti della uoce ripieni d'humore, sforzati sono dalla natura delle cose con piu graue suono alla prima, & 
all'aggiunta uoce, detta Hypate, & Prossamuanomenos, come per la istessa ragione nel mezzo (cadendo le genti uel 
so il Meriggie) fanno l'accutissima sottigliezza del suono della uoce à quelle, che son presso l'ultime corde, che Pa¬ 
tanete si chiamano. Ma che uero sia, che per gli humidi luoghi di natura le cose piu graui, & per gli caldi piu acut¬ 
M iii diuentino
	        
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