Full text: Vitruvius: I Dieci Libri dell' Architettvra di M. Vitrvvio

LIBRO 
gli huomini, con destrezza, & ammaestramento mirabili opporsi, & far le caccie: nel restante gli Amphitheatri, & quanto all uscite e¬ 
quanto all'entrate, & alle salite con i Theatri conuengono. Qui i gladiatori haueuano luogo, qui s’induceua ancho l'acqua, per gli esserciti 
lo, che hoggi si chiama il Coliseo. Solamente (come ho detto) se gli leuano i cinque cunei che si dauano alia 
nauali, ne fu mat in 
taggiore di que 
tte del Theatro, per ilche ne nasce la forma ouale, & però Curione ne i suoi Theatri di legno leuque l¬ 
ono insiemei 
scena, & si commet 
& gli uniua à forza di Machine, ilche come si poteua fare dimostra il Gardano in nel libro dell¬ 
scene, & riuoltauagli con le corna 
ottilitâ, & difficilmente per uia di archi, & corde, & la figura sua è qui al lato, 
insiderando, chè Plinio uuole, che ciascuno si mouesse sopra un Perno, & che di due Theatri si f. 
cesse uno Amphitheatro, & uedendo non meno audacia, che ingegno in tanta opera considerai mol¬ 
& trouando difficultà grande secondo il mio parere, mentre io staua in questa consideratione 
rauenne l'ingenioso Messer Francesco Marcolini, colquale communicando il mio pensiero roli a¬ 
con la prontexza con laquale troua i modi di sciogliere ogni quesito, facilmente mostrò, che facende 
i centri doue andauano i Perni ne l'un capo del Diametro della Orchestra, i Theatri si sarebbon vol¬ 
tati, & riuoltati, & congiunti insieme, & fattone la proua con le piante de i Theatri quiui de¬ 
scritti riusci mirabilmente, aggiugnendo che in piu luoghi si doueuano porre de i ruotoli di Bron¬ 
zo grossi, accioche i Theatri fussero da quelli sostentati, & portati, & con facilità riuoltati. 
ogna adunque porre i Perni in dritta linea in ciascun Theatro giustamente sopra l'un capo del 
Diametro della Orchestra; & far girare con instrumenti sufficienti sopra i ditti ruotoli quei oran 
pesi, & riuscirà. 
il Circo, e come un Theatro, ma con le corna slongate, & egualmente distanti l'una dall altra. Et di su 
natura non ha portichi, & dicono che il Circo fu fatto ad imitatione delle cose celesti, pero haueua do¬ 
dici entrate per li dodici segni, sette mett e termini da i sette pianeti, da Leuante à Ponente per mezzo à longo del piano molto distanti Pun¬ 
7 da quattro ruoti correndo, andauano per mezzo gli spacij del Circo, come discorre il Sole, & la iu¬ 
dall'altra, doue le carrette da due, C 
ntiquattro dardi usauano per le uentiquattro hore, che è una riuolutione del Cielo. Erano diuisi quel¬ 
na sotto il Zodiaco, & non piu di uen 
le, che correuano in quatero liuree con colori distinti rappresentando col uerde la primauera, col rosato la state, col bianco l'Autunno co 
fosco il uerno. 
Tre erano le mete principali, piu honorata quella di mezz 
o, le estreme erano Colossi, le trammexzzate colonne, ò metà minori, la parte doue si 
cominciaua il corso era detta carcere, noi chiamamo le mo 
Il maggiore, che sia stato fatto è quello, che fin hora si chiama il circo Massimo, che già si stendeua appresso quattrocento e cinquanta passi, & 
s'allargaua 125. & ui poteuano stare aggiatamente 26000. persone, & à poco a poco crebbe in adornamento, & grandezza, che era cosa 
mirabile, come Liuio, Suetonio, Tacito, & gli altri scriuono, & di queste antichità il diligentissimo messer Pirro Ligori, ne è tanto instrut, 
to, quanto altro, che si troui, al quale si deono infinite gratie, & immortali per lo studio che egli ha fatto, e fa sopra le cose antiche à bene¬ 
ficio del mondo. 
CAP. XII. DE I PORTI, ET DE GLI EDIFICI CHE 
NELL'ACQVA SI DEONO FARE. 
— GLI non si deue lasciar di dire delle commodità de i porti, ma bisogna dichiarire, con che ragione 40 
siano le naui in quelli dalle fortune sicure. Questi adunque se sono naturalmente posti, & che 
habbiano Promontori, ò capi sopra l'acqua, si che per la natura del luogo s'ingolfino, hanno gra¬ 
dissime utilità, perche d'intorno s'hanno à fare i portichi, & i nauali, ouero da i portichi l'entra 
ta à i fondachi, ò dogane, & dell'una, & l'altra parte si deono fare le torri, dallequali si possino ti 
rare le catene con gli strumenti dell'una al'altr 
Ma s'egli non si hauerà luogo per natura idoneo da assicurar le naui dalle fortune, in questo modo si deue fare: chę se 
egli non ci sarà fiume, che impedisca, ma da una parte sarà la statione, cioè il luogo doue sicuramente stanno le na 
ii, che noi dicemo buon sorgitore, allhora dall'altra con gli argini, & con le fabriche si uenirà in fuori, & si farà pro 
gresso, & cosi si rinchiuderanno i porti. 
Il fine del Porto è sicurar le naui da i uenti, & dalle fortune, il porto esser deue sicuro, e capace. Questa sicurtâ ouero è naturale, ouero aiu¬ jo 
tata dall'arte. La naturale dipende dal sito del luogo, quando il luogo è ingolfato, & in arcato, & fa le corna come la Luna, & i capi alti uen 
gono in fuori, & i lati difendono il golfo da i uenti, ne si puo dire quanto gioua un sito tale, perche prina è sicuro, dapoi è commodo, per¬ 
che nella curuatura si fanno i luoghi da saluare le mercantie, ci sono i fondachi, le Dogane, i Baxzarri, & altri luoghi opportuni. 
E un sito naturale, & commodo nella Scotia doue è uno Porto, ò Golfo, che si chiama Sichersand, cioè Arena di salute, & porto tranquillo. 
Questo non ha Venetia, ma la poca sicurtâ del porto, e la molta sicurtà della Terra, uengono però le naui nella Laguna, & iui si saluano. 
Quando adunque si hauerà da natura il sito poca fatica ci uole, il porto è sicuro per la bocca, & per le rocche, e per li fianchi, ma quando que¬ 
sto non si possa hauere, bisogna ricorrere all'arte, & però Vitr. ce lo insegna, dicendo. 
Ma quelle fabriche, che si hanno à fare nell'acqua cosi pare che si habbiano à reggere. Bisogna prima portare la polue 
da quelle parti, che sono dalle Cume sin al Promontoro di Minerua, & mescolarla nel mortaio, in modo, che due ad 
una rispondino. Poi la doue si hauerà deliberato di fabricare, poner bisogna nell'acqua le casse di rouere, & con ca¬ 6o 
tene rinchiuse mandarle in giu, & tenerle à fondo. Dapoi quella parte, che serà tra le casse al basso, sott acqua, si deo¬ 
no pianare, è purgare, & iui gettarui di quella materia mescolata nel mortaio con la misura data di sopra, & con 
cementi fino, che si empia lo spacio, che si deue murare, quello dico, che è tra le casse, & questo dono di natura 
hanno que luoghi, che hauemo detto di sopra. 
Qui l'uso della Poxzolana è mirabile come Vitr. ci ha detto nel secondo libro al sesto capo. Doue adunque sid, che possiamo hauer copia di 
Poxzolana, poneremo due parti di quella, & una di calce, & faremo nella fossa, che Vitr. chiama mortario una buona pasta, e ben uol¬ 
tata, e battuta, poi faremo delle cataratte e casse di legname dette arche da Vitr. et queste seranno di buon r 
7 si fanno in questo modo. 
Prendi delle traui ben ispianate, & per la loro longhexxa da una testa all altra farai di solchi, on candletti la 
ondo la larghezza del ta¬ 
guo delle tauole, che dentro ui metterai, queste tauole esser deono di eguale grandezza, egrossexza, & con le teste loro ne i canali gia fat¬ 
t'uncastrate, & in questo modo stando le traui dritte, 
, & con giusti spacij lontane una dall'altra, perche piu di due traui per lato si drix xa¬ 
„, & incat enate le tauole fermamente, & otturatel 
commissure si manderanno giu con pesi à forza nel fondo, & si teniranno ferme, & 
mooiu, ostra di questo lo spacio rinchiuso tra le cataratte si uoterà con ruote, & altre machine da leuare Pacque, dellequali Vit. ne parla 
net decino, & il luogo si fara piano egualmente, e netto, stando sopra trauicelli, ò Zatte, ò Pali commodamente, ordinate queste cose me¬ 
scolate nella fossa doue hauerai preparata la sopra detta materia de i Cementi, & delle Pietre, & di tutto quel corpo cauato della fossa em¬ 
pirat lo spatio purgato tra le Cataratte, & in questo modo farà presa mirabile, & riuscirà l'opera fatta nell acqua, & cio sid, quinando caso niu 
no di ac qua t impedisca; ma quando l'impeto del mare ti sturbasse, odi Vitr. che dice.
	        
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