Full text: Vitruvius: I Dieci Libri dell' Architettvra di M. Vitrvvio

LIBRO 
QVARTO 
DELLA ARCHITETTVRA 
DI M. VITRVVIO. 
PROEMIO. 
AVENDO io ò Imperatorem auuertito, che molti lasciato hanno precetti, & uolumi 
di Commentari non ordinati, ma cominciati come particelle smembrate, degna, & u 
lissima cosa ho pensato prima il ridurre tutto il corpo di questa disciplina à perfet 
ordine, & poi esplicare in ciascuno uolume le prescritte, e certe qualita delle m 
partitamente. Nel primo uolume adunque ò Cesare io ti ho dichiarito l'ufficio de 
M chitetto, & dimostrato di che arti bisogna, che egli perito sia. Nel secondo io 
tato della copia della materia, che si adopera nelle fabriche. Nel terzo delle dis 
de i sacri Tei 
& della uarietà delle loro maniere, quali, & quante forme s'habbia 
no, & delle distributioni, che sono in ciascuna maniera, & de i tre generi 
che erano di 
sottilis sime conditioni per le proportioni delle loro misure, ho dimostrato P'usanze Io¬ 10 
niche. Hora in questo uolume io trattero de gl Instituti Dorici, & Corinthij, & di 
tutti, & le differenze, & le propietà farò manifeste. 
ERCHE Vitr. non faccia nel Proemio del quarto, come ne i Proemi de gli altri libri, discorrendo sopra alcuna 
bella cosa, la ragione (come io stimo) puo esser questa. La materia di questo libro è continuata con la materia del pre¬ 
cedente, però non bisognaua far altro Proemio, con digressione, & historia come ha fatto ne gli altri; ma per che ha 
S 
fatto questo poco? Prima per distinguer un libro dall'altro, dapoi per continuar la materia dimostrando quello, che 
hora egli ci ha insegnato, & quello, che egli ci è per insegnare, & se alcuno dicesse non doueua egli sotto un libro c 
prender tutta la materia delle fabriche dedicate alla religione? io direi che per 
ggir il tedio, che ci arreca la lunghez¬ 
se, egli ha uoluto dar modo al terzo libro, & riseruarsi nel quarto à dichiararci il 
stante, & per quella breuità, che egli 20 
Ta delle cos 
Luda nel Pi 
roemio del seguente libro, che ci fa piu pronti alle cose, che presto si finiscono, ben dico io, che in ogni Proemio ci è che auuer¬ 
tire, & in questo specialmente la doue egli dic 
Nel terzo delle dispositioni de i Sacri tempi. Quanto à gli aspetti delle fronti, & de i lati al primo capo. 
Quanto allo spatio delle colonne, del che ne sono cinque specie, come si uede al secondo capo, nel 
Et della udrietà delle loro maniere. 
qual è compreso ancho quello che qui dic 
Quali, & quante forme s'habbiano, & delle distributioni, che sono in cia¬ 
plicatione delle cinque specie, alle figure 
de gli aspetti, & ancho doue e 
scuna maniera. Quanto alla app 
luli, cioè Dorico, Ionico, & Corinthio. 
ri, che erano di sottilissime qualità per le proportioni de i mod 
Et de i tr. 
& è necessario riuolgere nella mente le cose dette sopra le proportioni, & i componimenti di qui 
Et in uero 
nel terzo libro, 
onare sopra di esse, ricordandosi oltra di questo della Eurithmia, che è il temperamento delle prof 
tioni applicate al¬ 
& essercitar 
la materia, come la equitâ alle cose di giustitia. Tratta adunque in questo libro della Origine, & inuentione delle colonne, 
de i loro ornamen 
& del di fuori, de i tempi, & ci da alcuni precetti di 
ti della ragion Dorica, e Corinthia, del compartimento, & distributione del di dentro 
porre i tempi secondo le regioni, e parti del Cielo: parla delle porte, del fabricar antico di Thoscana, & delle forme ritonde de i Tempi, & 
de gli Altari, & con questo termina la ragion della fabrica alla religione consecrata. 
CAP. I. DI TRE MANIERE DI COLONNE, ET DELLE 
ORIGINI ET INVENTION LORO. 
E colonne Corinthie hanno tutte le misure come le loniche, eccetto i capitelli, ma le altezze de i ca 
pitelli fanno quelle per la rata parte piu alte, & sottili, perche l'altezza del Capitello Ionico e la 
terza parte della grossezza della colonna, ma del Corinthio è tutta la grossezza. Adunqu¬ 
e perche 40 
Paltezza 
ggiunte à i capitelli Corinthij, però fanno I 
due parti della grossezza della colonna sono ag 
tutti gli altri membri, che sopra le colonne si posano, ò dalle mi¬ 
di quelle con la forma piu sottile 
che sono trasferite nelle colonne de i Corinthij, perche la manie¬ 
sure Doriche, ò dalle usanze lon 
ra Corinthia non ha propia institutione de gocciolatoi, & di altri ornamenti, ma ouero dalle ragioni de Triglifi ne 
i gocciolatoi in mutoli, & ne gli epistili le goccie all'usanza Dorica disposte sono, ò uero secondo le leggi loniche i fr 
gi ornati di scolture con i dentelli, & con le corone si compartiscono, & cosi di due maniere trappostoui il capitel 
lo è stata nelle opere la terza maniera prodotta, perche le nominanze de i tre generi, cioè Dorica, lonica, & Co¬ 
rinthia fatte sono dalle formationi delle colonne, dellequali la prima, & antica nata è la Dorica. 
Nel presente capo tratta Vitr. delle origini, & inuentioni delle maniere delle colonne, della colonna Corinthia, & del capitello. Le regole delle 
e, saluo che nel capitello, im¬ 
printhie sono breuemente raccolte, la prima è che le colonne Corinthie non sono dalle loniche differenti di misure 
al precedente libro,) il capitello lonico è alto per un terzo della grossezza della colonna, & (conie qui dic 
roche (come ueduto hauemo ne 
Vitr. il capitello Corinthio è alto tanto, quanto tutta la grossezza della colonna, dalche nasce, che la colonna Corinthia per laggiunta di due 
pigliano dalle Simmetrie Doriche, o dal 
parti è piu suelta, & pare piu sottile, la seconda è che gli altri membri, che uanno sopra le colonne, ò si 
no de gli altri generi, ma si pigl 
le usanze loniche perche il genere Corinthio non ha que membri proprij, & separati), come ha ciascu 
Triglifi, cioè dalla ragion Dorica, non che siano Triglifi nel Corinthio, perche questo non è stato mai ueduto nell antico, ma perche il c 
timento Dorico, e regolato secondo i Triglifi. Similmente per goccie intende non quelle, che sono sotto i Triglisi, ma quelle che sotto la cor¬ 
rigine di quelli adornamenti. Nella maniera 
nice à guisa di goccie si metteno, che moderni fusaiuoli, ò pater nostri chiamano non sapendo l'Or 
Corinthia adunque l'Architraue, il fregio, la Cornice si può pigliare dalla misura, e compartimento Dorico. Egli si può anche dalle usanze 
loniche prender tutto quello, che si mette sopra i capitelli delle colonne, et in questo caso non ci è differenza tra l lonico, & il Corinthio, & si 
puo dire, che il genere Corinthio non habbia altro del suo, che'l Capitello, & questo si deue auuertire, & noi disopra ne hauemo fatto, e di¬ 
segnato la figura 
Perche in tutta l'Achaica, & il Peloponesso Doro figliuolo di Helleno, & della Ninfa Optice hebbe il principato, & 
questi
	        
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