Full text: Vitruvius: I Dieci Libri dell' Architettvra di M. Vitrvvio

La Baſa Toſcana ha di queſte parti l’orlo, & il bastone, la miſura di queſta baſa è queſta. Sia alta quanto è la meta del Diametro della colon
na, queſta, altezza ſi duade in due parti, l’una ſi da all’orlo, ilqual in queſta baſa e ſatto à ſeſta, l’altra ſi da al baſtone con quella parte, che apo
phige ſi chiama. & apotheſi, che ſono certe piegature dalle teſte delle colõne, che danno gratia mirabile quando ſono ben fatte, & pare che fug
gino, & ſiano ritratte, & però hanno in Greco queste nominanze apotheſi, & apophige, & quella diſopra è detta collarino, quella diſot-
to e detta cimbia, & ſono in modo, che ſe amendue fuſſero congiunte farebbeno la ſorma del cauetto, perche l’una e come unameta, & l’al-
tra, l’altra meta del cauetto. Lo ſporto dell’orlo e per la terza parte dell’altezza della baſa, il baſtone ha tanto di ſporto quanto l’orlo, & ſi
fa con la ſeſta, ſi come ancho l’orlo, benche qui pare quadro. però dal ſuo fondamento ſi conoſce. il Semidiametro, dalqual ſi caua il baſtone è
termine della cimbia ò apophige. laqual cimbia e per la quarta parte dell’auanzo oltra l’orlo, cio è la ottaua di tutta l’altezza della Baſa. alcu-
ni chiamano la cimbia anulo, ò liſtello, ò lembo dell’ apophige, queſte parti ne gli altri generi ſono parte della colonna, ma nel Toſcano ſono par
tidella baſa, egli ſi parte in tre parti lo ſpacio, che e del dritto della colonna allo ſporto della cimbia, & ſe ne riporta una infuori dal punto o,
& la doue termina ſi fa un punto, come qui ſegnato a, & iui ponendo la ſesta ſi ſa la decuſſatione diſopra al punto b. & quella iſteſſa lar-
ghezza ſe riporta ſopra il ſuſto della colonna al punto c. dal punto g. che e il dritto della colonna, & iui fermata la ſesta, ſi ſiniſce la decuſſatio-
ne nel punto b ilqual punto e il centro di far la bella uolta dell’apophige. & queſta regola ſi ſerua diſopra, & diſotto nelle colonne, come ſi
ueder à nella deſcrittione delle altre. Le colonne ſiano alte ſette teſte con la Baſa, & il Capitello. ma rastremate la quarta parte della lor groſſez
za da piedi, cio è un’ottauo per parte.

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Nel Capitello Thoſcano ci ſono queſte parti. Abacus Echinus, Hypotrachelium cum A phigi, nel Capitello Dorico ciſono questi Cimacium,
Plinthus, Echinus, pars quæ Hypotrachelio contrahitur columnæ, nel Corinthio ci ſono queſte, Abacus, Voluta, Flos, Cauliculi, Folia. nela [?] -
l’Ionico, Cimatiũ, Abacus, Voluta, Oculus, Canalis. Balthei Puluinorum, Axes Volutarum. Tutti i Capitelli adunque conuengon nell’ Abaco,
& in queſto, che tutti ſi poſano, & s’incontrano con le linee ciaſcuno della colonna ſua, perche adunque tutti conuengono nell’ Abaco, però
hanno le parti di ſopra quadrangolari. Abaco è tauola quadra, operculum detta da Leone. Dado da noſtri, perche è di ſorma quadrangula-
re, questa nel T hoſcano ſi può chiamarezocco, è Plynthus, le miſure del Capitello Thoſcano ſono queſte, prima egli è alto quanto la baſa,
cioe per la meta della groſſezza della Colonna da piedi, queſta altezza ſi diuide in tre parti, l’una ſi da al zocco di ſopra, quella di mezzo al-
l’Echino, la terza all’Hipotrachelio con l’A pophige, Echino ſignifica il riccio di caſtagna, il riccio animale d’acqua, & di terra, chiamaſi que-
ſta parte Echino, perche in eſſa ſi ſcolpiuano iricci dicaſtagna, douemo imaginarſi moltiricci uno appreſſo l’altro aperti, & che mostrino le
caſtagne, come quando ſono maturi, queſtiſanno un bel uedere, & adornano questa parte mirabilmente. Vitr. chiama encarpi parlando del
Capitello Ionico, i moderni chiamano queſta parte uuouolo, non ſapendo l’origine, è parendo loro, che ſiano auuoua ſcolpite in quella parte,
ma non è da contender ſopra le parole, pure che ſi ſappia il ſatto.

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