Full text: Angeli, Stefano: Seconde considerationi sopra la forza dell' Argomento fisicomattematico del Gio. Battista Riccioli contro il moto diurno della terra spiegato dal Michiel Manfredi nelle sue risposte e riflessioni sopra le prime considerationi

tro piedi, tanto più veloce ſarebbe il moto del graue per
BLMNC, che A, per AC; & perciò con l´ecceſſo di quella
velocità ſopra queſta corriſpondente à quelli quatro piedi
percuoterebbe.

Cont. Conchiude poi la ſua riſpoſta il Sig. Manfredi con
il dire, che per tutti li capi ſopradetti è improbabile il Siſte-
ma Copernicano.

Matt. Io lo tengo per improbabiliſſimo; non già per le co-
ſe dette dal P. Riccioli, mà bene per altro. E quantunque
poteſſi addure varie coſe, vna però ſola n´accennarò. Que-
ſta è la gran diſtanza delle ſtelle fiſſe da noi, in guiſa che il
vaſtiſſimo Orbe magno ad eſſa paragonato ſia come vn pun-
to. Nel Siſtema Tolomaico quando ſentiamo dire, che
queſta diſtanza delle fiſſe ſia tanto grande, che la grandezaa
della Terra comparata ad eſſa ſia come vn punto, reſtiamo,
come ſe ſuol dire, in due piedi, pieni di merauiglia. Hora
che ſarà quando ſia neceſsario di dire che tutto, tutto l´Orbe
magno tanto, e tanto grande habbia à queſta diſtanza inſen-
ſibil proportione? Che vaſtità di mondo ſarà queſta? Nul-
ladimeno biſogna che li Copernicani concedino, eſuppon-
ghino tutto ciò. Hora non conſiderando nè à Sacre Scrittu-
re, nè à determinationi di Santa Madre Chieſa, e venendo,
come ſi ſuol dire, à negotio vergine, e ſtando _in puris natu-_
_ralibus_, queſta vaſtità, e diſtanza ineſcogitabile non pare
punto veriſimile. Venendo poi le ſacre Scritture, e la deter-
minatione della Chieſa, inſegnandoci, & aſſerendo queſte
la quiete della Terra, il ſoſpetto nato in noi della improba-
bilità del Siſtema per quella gran diſtanza piglia maggiori
piedi, e nel noſtro intendimento getta più profonde radici. Talinon ſono li inconuenienti addotti dal P. Riccioli, li
quali come fondati in coſe falſiſsime, & in errori, e paralo-
giſmi Geometrici, per niuna autorità reſtano ſtabiliti. Anzi
debilitarebbono l´autorità all´autorità, quando in vittù di
queſta ſi doueſsero credere. Già adunque che il Sig. Man-
fredi non dice altro, non diciamo altro nè anco noi.

Ofred. Piano Signori. Ne reſtano ancorà coſe molto

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