Full text: Angeli, Stefano: Seconde considerationi sopra la forza dell' Argomento fisicomattematico del Gio. Battista Riccioli contro il moto diurno della terra spiegato dal Michiel Manfredi nelle sue risposte e riflessioni sopra le prime considerationi

che lei epiloga cart. 120. [Lo debilita queſta inclinatione
minore ſopradetta. La reale acceleratione fatta per la ſpi-
rale medeſima. Mà lo eſtenua affatto, & atterra la direttio-
ne del mobile all´ingiù. ] Dice, che nella prima, e ſecon-
da aſſertione _ſi pongono due coſe falſe; la prima, che l´argomen-_
_to del P. Riccioli ſia fondato nella negatione della totale accelera-_
_tione,, diuerſità d´inclinatione._

Matt. L´argomento del P. Riccioli è ſtato addotto nell´-
Almageſto, e variato nell´Aſtronomia Riformata. Nel pri-
mo luogo ſi ſupone la totale equabilità, mentrg ſi procu-
ra prouar il moto eſſer per portione di circonferenza. Nel
ſecondo luogo ſi deduce qualche acceleracione. Onde la
noftra riſpoſta vale principalmente contro iſ primo luogo. Mà hauendo noiſopra dimoftrato, che anco quando ſi do-
ueſſe ſtare nel mero moto per la ſpirale, ſenza conſideratio-
ne della direttione all´ingiù, che nulladimeno vi ſarebbe
tanta acceleratione, che baſteria; vale anco contro il ſe-
condo luogo. Nè noi ſuponiamo, che nel ſecondo luo-
go il P. Ricciolinon ſuponga qualche acceleratione, mà
non tanta ſecondo eſſo, che baſtaſſe alla diuerſità della per-
coſſa.

Parimente mai n´è venuto in mente, che non ſuponga
diuerſità d´inclinatione; ſolo habbiamo detto, che queſta
poſſi cagionare la diuerſità della percoſsa.

_Cont. L´altra falſa conſequenza_ è. Che baſti tanto poca
acceler atione, e diuer ſità d´inclinatione per ſaluare il grandiſ-
ſimo incremento della percoſſ a realmente eſperimentata.

Matt. Quando non ſi ad duca altro in contrario, diremo,
che per li reſpetti ſopra accennati queſte ſono cauſe ſuffi,
cienti per queſta diuerſità.

Cont. Segue à dire, che la terza cauſa, cìoè la direttione
all´ingiù è falſa, & c. Di più dice, che queſta terza repu-
gna alia prima, e ſe è vera vna, non può cſser vera l´al-
tra.

Ofred. Queſta è quell´obiettione, ch´io andauo meditan-
do, e che è ſodiſsima. D´vn´effetto vna ſola deue eſſer la

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