Full text: Alexandrinus, Heron: Di Herone Alessandrino De gli avtomati, ouero machine se moventi

MACHINE STABILI. Machine, e [?] parti del T heatro. E dichiarando, dice che il Bronteo,
cioè il luogo del tuono, era da baſſo dietro la Scena, doue crano vtri
pieni di ghiarette, lequali cadendo percoteuano ſopra uaſi di metai [?] -
lo. Il medeſimo dice Suida, eccetto che oue Giulio dice, ch’ erano utri,
egli dice, ch’ erano anfore pieni di ghiare marine, e che di ſotto u’e-
rano uaſi di metallo, ne’ quali cadendo faceuano ſtrepito ſimile à
quello de’ tuoni.

3 Proporremo dunque) è da ſapere che la fauola di Nauplio,
che ſerue d’effempio ad Herone , non è inm [?] entione ſua, ma di P hilo-
ne, è che eglinon fa altro, che aggiungere, doue egli mancaua, & à
facilitare, ſe coſa ueruna u’era di difficile. Dice dunque di uoler pro-
porre delle diſpo ſitioni che andauano intorno quella di F ilone, laqm [?] ale,
al giuditio di lui, ſuperaua d’ingegno tutte l’ altre.

4 La mano, & il braccio.) Nel teſto ſi legge χ{ει}ρας, cioè le man
Queſta parola appreſſo a’ Greci è di forza tale, che non ſolamente
ſignificala mano, ma la mano, & il braccio inſieme infino alla ſpal-
la. Onde perche non ſi ſarebbe eſpreſſa la forza ſua traducendo
ſemplicemente la mano, habbiamo aggiunto la mano, & il brac-
cio, ilche eſprime beniſſimo quello, che l’ Autore cerca di darci ad
intendere.

5 Hora ſi diſſe.) Queſte parole ſono adoperate dall’ Autore per
far paſſaggio da gli artefici all’ aprire, & ſerrarſi delle porte. Onde
è da notare, che il Greco moſtra con la voce λ{ει}π{ει}, notata nel margi-
ne, che vi manchi qualche coſa, e pare, che dica il vero, percioche
egli paßa à dire del modo dell’ aprirſi, & ſerrar ſi delle porte, ſenza
dire di uoler farlo, come egli ſuol fare nel paſſaggio, ch’egli fa, in-
ſegnando, da coſa à coſa.

6 Vn pontiruolo περόν{υν}, dice il Greco, & ſignifica appunto v@
ferretto lungo, come quello che noi chiamiamo pontiruolo, ſe ben in
queſto di che parliamo, non ſi ricerchi l’ acutezza, oue in quello, che or
dinariamente s’ adopera, la punta ui ſia neceſſaria per forare; dalla
uoce περόν{υν}ν, i Lombar di chiamarono la forchetta da mangiare, il
pirone; e quinci anco, ſecondo me, è nata la uoce di perno, che uuol
dire il fuſello intorno che alcuna coſa ſiuolge.

7 Che intagliato tondeggi.) ςρογγολόγλυφον. Non hauerei ſapu-
to tradurre altramente queſta uoce, ma non sò, s’ egli intenda de’ fregi
Ionici, che ſono puluinati c [?] tondeggiano, perciòche ſe coſi è , non
s’addatta à quello, ch’egli dice di ſotto, facendo mentione de’ triglifi,

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