Full text: Alexandrinus, Heron: Di Herone Alessandrino De gli avtomati, ouero machine se moventi

DI CHI TRADVCE. Machine Se mouenti, il principio interno del moto dà il
moto alle parti organiche eſſendo in queſte il ferro, il le-
gno, ele corde, in vn certo modo, come ne gli animali
ſono l’offa, & inerui. Se ne troua parimente mentione
in quel Libretto intitolato de Mundo ad Aleſſandro, del
quale ſi dub ita chi ne foſſe l’Autore, eſſendo già frà i Let-
terati riceuuto per coſa manifeſta del modo del trattare,
e dalle fraſi, ch’egli non ſia d’Ariſtotile. E` [?] ſcritto, dico,
in quel Libretto che gli Dei, ſtando nel cielo, coſi muouo
no le parti dell’vniuerſo, come fa queſti Automati, il Mae-
ſtro loro; ilquale, dato che ha il moto, ſi ſcoſta, e mouen-
doſi la machina egli non ſi muoue. Che queſt’arte poi,
come io diceua, camini di pari paſſo con le Mathemati-
che, ſi conoſce di qui, che Archimede Principe di tutti gli
altri in queſta profeſsione, fabricò quella marauiglioſa
sfera, nellaquale egli vnì i moti del Sole, della Luna, e de
gli altri cinque erranti; la quale sfera fu detto da Clau-
diano, eſſere ſtata di vetro, quando egli la celebrò con
queſti verſi:

Il Ciel chiuſo mir ando in picciol vetro
Riſe Gioue, e coſi diſſe a’ celeſti: T anto hà dunque poter cura mortale? Ecco la mia fatica in fragil vetro
Diuiene ſcherzo, e’l Siracuſio V ecchio
De gli huomini del Ciel, e de le coſe,
E le Leggi, e la Fede, ecco traſporta. Chiuſo lo ſpirto a varie ſtelle ſerue,
E certo dona a l’opra viua il moto. Finto [?] l’anno ſuo corre il cercbio obliquo,
E falſa Cintia al nouo meſe riede. Già riuolgendo il Mondo ſuo l’audace
Induſtria gode, e con humano ingegno
Regge le ſtelle, à che de l’innocente
Salmoneo, vien ch’ammiriil falſo tuono [?]

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