Full text: Tartaglia, Niccolò: La nova scientia de Nicolo Tartaglia

ALLO ILLVSTRISSIMO ET IN VICTISSIMO SI
gnor Franceſcomaria Feltrenſe dalla Rouere Duca Eccellentiſſimo di Vrbino
& di Sora, Conte di Montefeltro, & di Durante. Signor di Senegaglia,
& di Pcſaro. Prefetto di Roma. & dello Inclito Senato
Venctiano Digniſſimo General Capitano.

EPISTOLA.

HABITANDO in Verona líAnno. M D XXXII llu-
ſtriſſimo. S. Duca mi fu adimandato da uno mio intimo & cor-
dial amico Peritisſimo bombardiero in castel uecchio (huomo
atempato & copioſo di molte uirtu) dil modo di mettere a ſe-
gno un pezzo de artegliaria al piu che puo tirare. E a ben che
in tal arte io non haueſſe pratica alcuna (perche in uero Eccel
lente Duca) giamai diſgargeti artegliaria, archibuſo, bombarda, ne ſchioppo) niente
dimeno (deſideroſo di ſeruir líamico) gli promisſi di darli in breue riſſoluta riſpo-
sta. Et dipoi che hebbi ben masticata & ruminata tal materia, gli concluſt, & di-
moſtrai con ragioni naturale, & geometrice, qualmente biſognaua che la bocca del
pezzo steſſe elleuata talmente che guardaſſe rettamente a 45. gradi ſopra a líori-
zonte, & che per far tal coſa iſpedientcmente biſogna hauere una ſquara de alcun
metallo ouer legno ſodo che habbia interchiuſo un quadrante con lo ſuo perpendico-
lo come di ſotto appar in diſegno, & ponendo poi una parte della gamba gãba maggiore di
quella (cioe la parte. b e. ) ne líanima ouer bocca dil pezzo disteſa rettamente rettamẽte per il
fondo dil uacuo della canna, alzando poi tanto denanti il detto pezzo che il perpen
dicolo. h d. ſeghi lo lato curuo. e g f. (dil quadrante) in due parti eguali (cioe in ponto
g. ) Allíhora ſe dira che il detto pezzo guardara rettamente a. 45 gradi ſopra a lío
rizonte. Perche (Signor clarisſimo) il lato curuo. e gf. del quadrante quadrãte (ſecido li aſtro-
nomi ſe diuide in 90. parti eguale, & cadauna di quelle chiamano grado. Pero la
mita di quello (cioe. g f. ) uerria a eſſer gradi. 45. Ma per acordarſe con quello ch-
ſe ha da dire lo hauemo diuiſo in 12. parti eguali, & accioche uoſtra Illuſtriſsima. D. S. ue da in figura quello che diſopra haucmo con parole depinto hauemo qua diſot-
to deſtgnato il pezzo conlaſquara in bocca aſſettato ſecondo il propoſito da noi con
chiuſo al detto noſtro amico. La qual concluſion a eſſo parſe hauer qualche conſo-
nantia pur circa cio dubitaua alquanto parendo a lui che tal pezzo guardaſſe trop
po alto. Ilche procedeua per non eſſer capace delle nostre ragioni, ne in le Mathe-
matice ben corroborrato, niente di meno con alcuni iſperimenti particolari in fine
ſe uerifico totalmente coſi eſſere.

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H
E F
I G K C
B D

Pezzo elleuato alli. 45. gradi ſopra a líorizonte.

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Ma piu ne líanno MDXXXII. eſſendo per prefetto in Verona il Magnifico miſ-
ſer Leonardo Iuſtiniano. Vn capo de bombardieri amiciſſuno di quel nostro amico. Venne in concorrentia con uníaltro (al preſente capo de bombardieri in Padoa)
& un giorno accadete che fra loro fu proposto il medemo che a noi propoſſe quel
noſtro amico, cioe a che ſegno ſi doueſſe aſſetare unpezzo de ariegliaria che faccſſe
il maggior tiro che far poſſa ſopra un piano. Q uel amico di quel nostro amico gli
concluſe con una ſquara in mani il medemo che da noi fu terminato cioe come di ſo-
pra hauemo detto & deſignato in figura.

Líaltro diſſe che molto piu tiraria a dui ponti piu baſſo di tal ſquara (laquale
cra diuiſa in 12. parti) come diſotto appare in diſegno.

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Et ſopra di questo fu depoſta una certa quantita de danari, & finalmente uencno
alla ſperientia, & fu condotta una colobrina da 20. a Santa Lucia in campagna,
& cadauno di loro tiro ſecondo la propoſta ſenza alcun auantaggio di poluere ne
di balla, onde Quello che tiro ſe condo la nostra determinatione, tirò di lontano (ſe
condo che ne fu referto) pertiche 1971. da piedi 6. per pertica, alla ueroneſa, líal-
tro che tirò li dui ponti piu baſſo, tirò di lontano ſolamente pertiche. 1872 per la
qual coſa tutti li bombardieri, & altriſe uerificorno della noſtra determinatione,
che auanti di queſta iſperientia ſtaſeuano ambigui imo la maggior parte haueuano
citraria opinione parendoli parẽdoli che tal pezzo guardaſſe tropo alto. Ma piu forte uoglio
che uostra preclariſsima Signoria ſappia che di tre coſe è forza che ne ſia una, ouer
che li miſuranti ferno errore nel miſurare, ouer che a me non fu refferto il uero,
cuer che il ſecondo cargo piu diligentemente dil primo, Perche la ragion enc dimo-
stra che il ſecondo (cioe quello che tiro li dui ponti piu baſſo tirò alquanto piu dil do
ucre alla proportione del primo, ouer che il primo tirò alquanto manco mãco di quello che
doueua tirare alla proportione del ſecondo, come nel quarto libro (doue trattaremo
de la proportion di tiri) in brcue que lla potra conoſcere e uedere. Et ſappia uostra
Magnanimita che per eſſer stato allíhora in tal materia desto deliber ai di uoler piu
oltra tentare. Et cominciai (& non ſenza ragione (a inuiſtigare le ſpe cic di moti
che in un corpo graue poteſſe. accadere, onde trouai quelle eſſere due ci oe naturale,
& uiolente, & quegli trouai eſſer totalmente in accidenti contrarij mediante li lor
contrarij effetti, ſimilmente trouai con ragione a líintelletto cuidente eſſer impoſſi-
bile mouerſi un corpo graue di moto naturale & uiolcnte inſieme miſto Dapoi inue
ſtigai con ragione geometrice demoſtratiue la qualita di tranſiti, ouer moti uiolenti
de detti corpi graui, ſecondo li uarij modi che pono eſſer cietti, ouer tirati uiolentè-
mente per aere. Oltra di queſto me certificai con ragioni geometrice den oſtratiue. Q ualmente tutti li tiri de ogni ſorte artegliarie, ſi grande come piccole egualmen-
te elleuate ſopra il pian de líorizonte, ouer egualmente oblique, ouer per il pian de
líorizonte, eſſer fra loro ſimili & conſequentemente proportionali, & ſimilmente le
distantie loro. Dapoi conobbi con ragion naturale qualmente la diſtantia del ſopra
detto tiro elleuato alli 45. gradi ſopra a líorizonte, era circa decupla al tramito ret
to dun tiro fatto per il piano de líorizonte, che da bombardieri è detto tirar de pon
to in bianco, con laqual euidentia Magnanimo Duca trouai con ragioni geometrice
& alge bratice qualmente una balla tirata uerſo li detti 45. gradi ſopra a líorizon-
te ua circa a quattro uolte tanto per linea retta di quello che ua eſſendo tirata per
il pian de líorizonte che da bombar dieri è chi amato (come ho detto) tir ar de ponto
in bianco. Per ilche ſi manifeſta qualmente una balla tirata da una medema arteglia
ria ua piu per linca retta per un uerſo che per uníaltro, & conſequentemente conſequentemẽte fa mag
gior effe tto. Anchor Signor Illustriſsimo calculando trouai la proportii, dil creſce
re e calar che fa ogni pezzo de artegliaria (nelli ſuoi tiri) alzandolo ouer arbaſſan
dolo ſopra il pian de líorizonte, & ſimilmente trouai il modo di ſaper trouar la ua-
rieta de dettitiri in cadaun pezzo ſi grande come piccolo mediante la notitia díun
tiro ſolo (domente che ſempre ſia egualmente cargato) Dapoi inueſtigai, la propor-
tione & líordini di tiri del mortaro, & ſimilmente trouai il modo di ſaper inuiſtiga
re ſotto breuita la uarieta de detti ti ri pur per mezzo díun tiro ſolo. Oltra di questo
con ragioni cuidentiſſime conobbi qualmente un pezzo de artegliaria poſſeua per
due diuerſe uie (ouer elleuationi) percottere in un medemo luoco, & trouai il modo
di mandar tal coſa (accadendo) a eſſecutione (coſe non piu audite ne díalcuníaltro an
tico ne moderno cogitate) Ma dapoi conſiderai (Signor Magnifico) che tutte queste
coſe enano dipuoco giouamento a un bombardiero quando che la diſtantia dil luoco
doue gli occoreſſe di battere non gli fuſſe nota. Eſſempi gratia occorrendogli a tira
re in un luoco apparente che la distantia di quello gli fuſſe occulta Che gli giouaria
(O Magnanimo Duca) in questo caſo che lui ſapeſſe che il ſuo pezzo tiraſſe alla tal
elleuatione paſſa. 13 56. & alla tal altra paſſa. 1468, & alla tal altra paſſa. 1574. &
coſi diſcorrendo diſcorrẽdo de grado in grado, certo nulla li giouaria, perche ꝑche ni ſapendo ſapẽdo la distantia distãtia
manco ſapra a che ſegno, ouer elleuatione debtla aſſettar tal ſuo pezzo de arteglia
ria che percotta nel deſiderato loco, Seguita adique due eſſer le principal parti ne-
ceſſarie a un real bombardiero (uolendo tirar con ragione & non a caſo) delle quale
líuna ſenza líaltra quaſi niente gioua (Dico nelli tiri lontani) La prima è che groſ-
ſo modo ſappia conoſcere & inuestigare (con líaſpetto) la distantia dil luoco doue gli
occorre de tirare. La ſeconda è che ſaperpia ſaꝑpia la quantita quãtita di tiri della ſua artegliaria, ſe
condo le ſue uarie elle uationi, le qual coſe ſapendo ni errara de molto nelli ſuoi tiri
ma mancandoui una di quelle non puo tirar (in conto alcuno) ci ragione ma ſolamem ſolamẽ
te a diſcretione & ſe per caſo per cotte al primo colpo nel luoco, ouer apreſſo al luo
co doue deſidera, è piu presto per ſorte che per ſcientia (dico pur nelli tiri lontani)
Perilche (Signor Illuſtrißimo) trouai un nouo modo da inuestigar ſotto breuita le
altezze, profondit‡, larghezze, diſtantie ypothumiſſale, ouer diametrale, & ancora
le orizontaledelle coſe apparente, non in tutto come coſa noua, Perche in uero Eu
clide nella ſua perſpettiua ſotto breuita theoricamente in parte ne linſegna, ſimilmem ſimilmẽ
te Giouanne Stoflerino, Orontio, Pietro Lombardo. & molti altri hanno hãno datto a tal
materic norma, chi con il ſole, chi con un ſpecchio, chi ci il quadrante quadrãte, chi ci lo astro-
labio, chi con due uirgule, chi con un baſtone (intitolato baculo de lacob) & in molti
altri uarij modi, Ma io dico (Signor Clarißimo) che trouai un nouo modo iſpidiente iſpidiẽte e
preſto & facile da capire a cadauno (& a men crrori ſuggetto de qual? que altro) da
inuestigare le dette distantie, il quale da niun altro è ſtato poſto maßime delle diſtam diſtã
tie ypothumiſſale ouer diametrale ancora delle orizitale, lequale inuero ſono le piu
neceſſarie al bombardiero de tutte le altre ſorte di dimenſioni, perche a quello non è
molto neceſſario aſ [...] pere la altezza duna coſa perpendicolarmente perpendicolarmẽte elleuata ſopra al
orizonte, ne anchora la profondita duna coſa profunda, ne anchora la larghe zza
duna coſa lata, Ma ſolamente le dette distantie ypothumiſſale, & orizitale gliſono
molto al propoſito, come nel quarto libro (a uostra Illustrißima Signoria) ſi fara
manifesto. Oltra di queſto per curioſita, me meſſe a ſcorrere li uarij modi oſſeruato
da noſtri antiqui Naturali, & anchor da moderni nelle cipoſitioni de fuochi & fra
naturali inueſtigai la natura di quelle gumme, bitumi, graſſi, olei, ſali, acque ſtillate,
& altri ſimplici miner ali, & non miner ali dalla natura prodotti, & da líarte fabri
cati, ciponenti quelli, & conſequentemente conſequẽtemẽte trouai il modo di ciponere molte altre ua
rie & diuerſe ſpecie de fuochi non ſolamente alla diffenſione de ogni murata ter ra
utilißimi, ma anchora in molte altre occurrentie occurrẽtie molto al propoſito. Per le qual coſe
haueua deliberato de regolar líarte de bibardieri, & tirarla a quella ſottilita, che
fuſſe poßibile de tirare (inediante alcune particolar iſperientie iſperiẽtie) perche in uero (come
dice Ariſtotile nel ſettimo della Phyſica teſto uigeſimo) dalla iſperientia di partico-
lari pigliamo la ſcientia uniuerſale. Ma poi fra me penſando pẽſando un giorno, mi parue co
ſe biaſmeuole, uituperoſa, e crudele, & degna di nipuoca punitione apreſſo a Iddio,
& alli huomini a uoler studiare di aſſotigliare tal eſſercitio dannoſo al proßimo,
anzi destruttore della ſpecie humana, & maßime de Chriſtiani in lor continue guer
re. Perilche non ſolamentc poſpoſi totalmenie il studio di tal materia & alteſi a ſtu
diar in altro, ma anchor ſtrazai, & abruſciai ogni calculatione, & ſcrittura da me
notata, che di tal materia parlaſſe. Et molto mi dolſl, & auergognai del tempo circa
atal coſa ſpeſſo, & quelle particolarita, che nella memoria mi restorno (contra mia
uolunta) iſcritte mai ho uoluto paleſarle ad alcuno, ne per amicitia, ne per premio
(quantun que ſia ſtato da molti richieſto) perche inſignandole mi pareaí di far nau-
fragio, e grande crrore. Ma hor uedendo il luppo deſideroſo de intrar nel noſtro ar
mento, & accordato inſieme alla diffeſa ogni noſtro pastore non mi par licito al pre
ſente di tenere tal coſe occulte, anci ho deliberato di publicarle parte in ſeritto, &
parte uiua uoce a ogni christiano, accioche cadauno ſia meglio atto ſi nel offendere,
come nel diffenderſi da quello. Et molto mi doglio uedendo il biſogno che tal studio
allíora abandonai, perche ſon certo che hauendo ſeguito fin hora harei trouato coſe
di maggior ualore come ſpero in breue anchora di trouare. Ma perche il preſente è
ſcerto (è altempo breue) ilfuturo è dubioſo uoglio iſpedire prima quello che al pre-
cnte mi trouo, & per mandar tal coſa imparte a eſſecutione ho composto impreßia
la preſente operina laquale ſi come ogni fiume natur almente cerca di acc oſtarſe, &
unirſe col more, coſi eſſa conoſcendo uoſtra Illust. D. S. eſſer la ſomma fra mortali
de ogni bellica uirtu) recerca di accostarſe, & unirſe con eſſa amplitudine. Pero ſt
come lo abondante mare, ilquale nonha di acqua biſogno non ſe ſdegna di receuer un
picol fiume, coſi ſpero che uoſtra D. S. non ſe ſdegnara di acettaria, dccioche li peri-
tiſſimi bombardieri di questo noſtro Illuſtriſſimo Dominio ſugetti a uoſtra Sublimi-
ta, oltra il ſuo ottimo, & pratical ingegno, ſiano meglio di ragion iſtrutti, & atti a
eſſeguire li mandati di quella. Et ſe in queſtitre libri non ſatisfaccio plenariamente
uostra Eccellentiſſima Signoria inſieme con li predetti ſuoi peretiſſimi bombardie-
ri, ſpero in breue con la pratica del quarto & quintoí libro non gia in stampa (per
piu riſpetti) ma ben a pena, ouer uiua uoce di ſadisfarin parte uoſtra Sublimita in-
ſieme con quegli alla cui gratia da Infimo, & humiliſſimo Seruitore Diuotamente
mi raccomando.

Data in Venetia in le caſe noue di San Saluatore alli. X X. di Decembrio. M D XXXVII.

De uoſtr a Illustriſſima. D. S. Infimo Seruitore.

Nicolo Tartaglia Briſciano.

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