Full text: Zonca, Vittorio: Novo teatro di machine et edificii

23. PISTRINO PER FAR LOGLIO.

COn I’operatione diqueſto preſente Piſtrino, ſi fà l’oglio di vliua, & di ſemenze di lino. L’vfficio dical machina è di premer gagliardamẽ-
te, mediante la vite, & il contrapeſo Preparaſi prit, cipalmenre vn le-
gno, ò traue fortiſlima di quella longhezza che più ſi può, da vn capo della
quale habbia due braccia, alla ſimilit@dine d’alcuni rami d’alberi, & ſi pre-
parano, & pioliſcono a modo d’intaccatura, & difiſſura, che i prattici ditai
Machine ſoglion chiamar brancaglia: ma illegno del quale ſi deue fartal co-
fa è bene che ſia di Caſtagno, ouero d’Olmo, & in ſomma d’ognialtro legno
forte, perche è buono. Queſta traue dimandano pertica, la lunghezza delle
quale debbe eſſere almeno di quaranta piedi, maſlimamente del far l’oglio
di lino, ma quando non ſi poteſſe hauertal lunghezza, facciaſidi più pezzi
concatenati inſieme con buone lam diferro, come ſi vede nel diſegno. E
ſoltenuta eſſa traue nel mezo da alcune chiaui dilegno, lequali ſi cauano, & mettono nel mezo delle maeſtre, & fanno l’vfficio chefa latratina nella bi-
lancia, alla ſimiglianza delle maeſtre, ſono collocate due altre traui all’vn
capodella pertica, che con altre chiauite@gonoil capo di eſſa ferme nel ſuo
ſito, & ſono ditanta altezza queſte (chiamate da altti Gioe) & le maeſtre,
quanto impotta la metà della lungh@zza della pértica; dico le Gioe, van-
no ſotto nel piano ſotterraneo otto, ouero noue piedi, concatenati per lun-
go, & per trauerſo con altie traui: tutta queſta ſotterranea manifattura vien
detta ſoiamento. La vite è altretanto, quanto è l’altezza delle maeſtre, à vn
capo, il diametro della ſua groſſezza, è tie quartidipiede, la quale hà il ſuo
contrapeſo, che tende al baſſo, ma notiſi, che ſe la pertica ſara di quaranta
piedi, la grauezza di quello peſera per la grauezza di due botte di vino, che
potriano eſſer per libre due mila, & ſe la pertica ſarà minore, ſarà la grauez-
za del peſo per mille libre; ma io ho veduto, che nelfar l’oglio ſempre v’ag-
giungono de’ ſaſſi, onde io comprendo, che quanto queſto peſo farà mag-
giore, ſarà meglio, perche ſarà come motore, che con grã forza mouerà la le-
ua, oucio, come peſo di materia più graue poſto in capo della bilancia, ſarà
più facilmente tirato al baſſo, & più volentieri andara alluo centro. Ma ac-
cioche il peſo, & le pietre poſſino facilmente diſcender al baſſo, cauano vna
mina à guiſa di pozzo, ditanta altezza, quanto baſta à capir tutra quella
maſſa di pietre, alle quali (quando ſoranno di due mila libre) metteriaſſi
il cauallo alle ſtanghe che girano attoino la vite, con vno huomo che lo
guidi, & quando laranno di mille libre mettaſſi duoi huomini alle ſtanghe,

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