Full text: Alberti, Leon Battista: L' architettura

50. De pauimenti ſecondo l’oppenione di Plinio, & di Vitruuio, & ſecondo l’opere delli An-
tichi; & qualiſieno i T empi buoni, per cominciare, & terminare le uarie ſorti delle
opere. Cap. XVI.

TRatteremo hora delli ſmalti, i quali ſono ancora della natura de tetti. Di
queſti alcuni ne ſono allo ſcoperto; alcuni ne ſono di trauate; & alcuni no; amenduoi biſogna c’habbino un piano finito, tirato ſecondo le ſue linee,
ſopra il quale ſi ponghino. Quelle ſuperſicie che ſaranno allo ſcoperto, biſo-
gna che ſi rileuino in modo, che almeno a ogni dieci piedi, habbino di pendio
due dita; & onde l’acque poſsino ſcolandoſi, raccorſi nelle Citerne, o nelle ſo-
gne. A queſte fogne ſe elle non ſi potranno mandare, o in mare, o in fiumi, ca-
ua loro pozzi in luoghi commodi, inſino che tu truoui l’acqua uiua, & rie [?] mpi
intorno la foſſa di ciottoli. Et ſe finalmente nõ potrai fare queſto, dicono che
ſi faccino foſſe capaci, & ui ſi mettino carboni, dipoi ſi riẽpino di Sabbione, che
ſi ſucceranno, & inghiottiranno la ſuperfluità dello humore. Vltimamente ſe
il piano ſarà fatto di materia ragunaticcia, ſi mazzanghererà accuratiſsimamẽte; & ui ſi diſtenderanno ſopra pezzuoli di ſaſsi, aſſodandoli con la Mazzeranga. Ma ſe il piano harà ſotto, la impalcatura allhora ſi attrauerſi con un’altra impal-
catura di Aſle; & poi ui ſi mettino i pezzuoli de ſaſsi alti un piede, & ſi battino, & s’aſſodino con la mazzeranga. Et ſono alcuni che penſano che ſotto i pezzuoli
de ſaſsi, ſi debbino diſtendere gineſtre, & felci; accioche il legname non ſi guaſti
tocco dalla calcina. Se i pezzuoli de ſaſsi ſaranno nuoui, alle tre parti diaſene
una di calcina; ſe ſeranno uecchi, aggiunghiſi alle cinque parti, due; & coſi meſco
lato ſi faccia diuenire ſerrato, cõ batterlo eccellentemẽte cõ baſtoni. Sopra que
ſti s’aggiunga una poltiglia groſſa ſei dita, di terra cotta trita, che alle tre ſue par-
ti, ſia meſcolata una parte di calcina. Vltimamente ponghinuiſi ſopra, o am-
mattonati in cerchio, o altri mattoni cotti, a ſpinapeſce; o uero mezane a filo
& ſecondo il regolo. Sarà il lauoro piu ſicuro, ſe infra la materia battuta, & la
poltiglia, ſi congiugneranno inſieme embrici, & regoli con calcina rimenata
con oglio. Gli ſmalti, che non hanno a ſtare allo ſcoperto, perche ſon molto lo
dati ſe ſono aridi, & ſecchi, Varrone comanda che ſi faccino in queſto mo-
do: Cauiſi duoi piedi di Terreno, & mazzeranghiſi molto bene, & pongauiſi
ſopra, o un ſuolo di ſaſſolini, o di mattonami; laſcinuiſi sfogatoi, onde l’humo-
re poſſa diſtillarſi per i ſuoi canali, mettinuiſi ſopra de Carboni, & ſpianati, & peſti bene; pongauiſi ſopra un ſuolo groſſo di mezo piede, quaſi come una
ſtiacciata meſcolata di ſabbione, calcina, & cenere; Queſte coſe che inſino a
quì habbiamo dette, le habbiamo tolte da Plinio; Et principalmente da Vi-
truuio. Racconteremo per l’aduenire quelle, che io con ſomma cura, & dili-
gentia ho raccolte circa gli ſmalti, da li edificij de li Antichi; da quali io con-
feſſo hauere imparate molto piu coſe, che da gli ſcrittori. Et comincierò da
la corteccia di ſopra, la quale è molto difficile, a fare che ella non ſi guaſti, o
non ſi fenda: Percioche eſſendo ella pregna di humore, diuenta humida: Tocca
poi dal Sole, & da Venti aduiene che ella in pelle in pelle ſi riſecchi: perla qual
coſa, come de l’altra creta molle ueggiamo, che aduiene, ſi riſtringe la ſcorza

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