Full text: Alberti, Leon Battista: L' architettura

DELLA ARCHITETTVRA nore di eſſo, la corda delquale è ſopra il centro, & da quello lontana. Ecci an
cora l'arco compoſto, da alcuni chiamato angulare, & da alcuni chiamato ar-
co compoſto di duoi archi minori del mezo cerchio; & ha nella ſua corda duoi
centri di due piegate linee, che s'interſecano l'una l'altra ſcambieuolmente. Che l'arco intero ſia fermiſsimo piu di tutti gli altri; oltre a che il fatto da per
ſe ſteſſo lo manifeſta, ſi pruoua ancora per ragioni, & argomenti. Etio non
ueggo in che modo egli ſi poſſa ſpontaneamente diſſoluere; ſe già l'un Conio
non è ſpinto dall'altro, dallaqual uillania, ſono tanto lontani, che in cambio
di diſaiutarſi, piu preſto porgono aiuto l'uno all'altro. Ma che piu? quando
e' cominciaſſero a uolere ciò fare egli è uietato loro dalla Natura de peſi, a qua-
li, o eſsi ſtanno ſotto, o de quali e' ſono ripieni. Di quì è quel detto di Varro-
ne, che dice, che nelle opere fatte in uolta non ſi reggono manco le coſe da de-
ſtra, mediante le da ſiniſtra, che ſi faccino le ſiniſtre, mediante le dalla deſtra. Et queſto ſi puo uedere, imperoche il Conio ſuperiore del mezo, ilquale ſer-
uirà ſolo, per ſerraglio, In che modo potrà egli mai ſcacciare uia, i Conij de
gli lati? o quando potrà egli premuto da quelli ſteſsi, eſſere mai ſcacciato del
ſuo già preſo luogo? & quei Conij, che per ſpalle da lati gli ſono uicini, per il
giuſto contrapeſo impoſtoli ſtaranno facilmente fermi nell'officio loro; Vlti-
mamentei Conij, che ſtaranno ſotto ad amendue le teſte dell'arco, come ſi po-
tranno eſsi mouere, facendo gli officij loro, quelli che gli ſono ſopra? adunque
non habbiamo biſogno di corde ne gli archi interi, difendendoſi per loro me-
deſimi; ma ne gli archi meno che interi, habbiamo biſogno d'una catena di ſer
ro, o gli affortifichiamo di mura di quà, & di là, che habbino forza di corda, & deſideriamo, che eſſe mura ſi tirino tanto lunghe, che in eſſe ſi poſſa reintegra-
re l'arco minore che l'intero, inſino alla ſua integrità. Ilche uſarono ſempre
fare gli Architettori antichi, & doue e' poterono reintegrarono ne fianchi del-
le mura tutti gli archi ſcemi. Oltre a che egli oſſeruaron@ diligentemente,
doue haueuano la occaſione di tirare gli archi ſcemi ſopra di diritte traui; & ſo-
pra de gli archi non interi, uſarono di tirare archi interi, che porgeſſer o aiuto
a' non interi, che gli haueuano di ſotto, & intraprendeſsin o le moleſtie de pe-
ſi. Appreſſo de gli Antichi non ſi ueggono archi compoſti; ſono alcuni che
dicono, che egli è bene uſarli ne uani delle Torri, accioche quaſi come Prue,
fendino i troppo grauiſsimi peſi, poſtoli ſopra ancorche fimili archi compoſti,
ſon piu preſto confermati, che oppreſsi da ſimili peſi poſtili addoſſo. Io uor-
rei che le Pietre, dellequali io haueſſe a fare uno arco, fuſſero d'un larghiſsi-
mo, & grandiſsimo ſaſſo, quanto piu ſi puote maggiore; Imperoche la parte
di qualunche corpo, che è creata, & inſieme unita dalla Natura, è meno reſo-
lubile, che quella, che dalle mani de gli huomini è inſieme ammaſſata, o con-
giunta. Et biſogna che le Pietre con la faccia con la grandezza, & con il pe-
ſo, & con ſimile coſe ſiano ſcambieuolmente uguali, come bilanciate, & da
deſtra, & da ſiniſtra. Se tu harai a fare una loggia, & tirare ſopra i Vani in-
fra continouate colonne, da eſſe, o da capitelli piu archi; fa che le moſſe de
gli archi, ſopra lequali gli duoi, o piu archi ſi debbono poſare, non ſie-
no di duoi pezzi, o di quanti ſaranno gli archi; ma d'un pezzo ſolo, & ſia del

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