Full text: Alberti, Leon Battista: L' architettura

LIBRO TERZO. accioche ignobili ſi ripoſino nel loro ocio primiero, & nella loro uſata ombra. Ancor che io truouo appreſſo gli hiſtorici, che gli Antichi coſtumarono nel piã
tare i detti fondamenti nel Terreno, & ſi sforzarono con ogni loro in duſtria, & diligentia, che la muraglia fuſſe quiui per ogni conto quanto piu ſi poteua ſal-
diſsima, come in tutto il reſto dell'altre mura. Aſite Re delli Egittij figliuolo
di Nicerino, che fece quella legge che chi fuſſe preſo per debito, deſsi in pegno
le oſſa del Padre; Hauendo a fare una Piramide di Mattoni, nel fare ifondamẽti,
ficcò nel Padule Traui, & ſopra ui poſei Mattoni. E' ſi sà ancora che Teſifo
quello ottimo, che edificò il celebrato Tempio di Diana in Efeſo, hauẽdoſi elet-
to unoluogo piano & purgato, il quale doueſſe finalmente eſſere ſicuro da Tre-
muoti: accioche i fondamenti disì gran machina non ſi gittaſsino a caſo in quel
terreno tenero, & poco ſtabile, che egli inanzi tratto ui fece nel fondo un ſuolo
di carboni calcati. Et truouo oltra queſto che ui ſono ſtati pieni gli interualli
fra pali, & pali, diuelli, & di ſpeſsi carboni, & pillati, & che ultimamente ui ſon
ſtate diſteſe pietre quadrate con longhiſsime congiunture. Truouo ancora
appreſſo di Ieroſolima ne fondam ẽti delle opere publiche, eſſer ſtati alcuni che
ui poſono pietre lunghe quindici braccia nè meno alte che ſette & mezo. Ma
io ho auertito che in altti luoghi quelli antichi eſpertiſsimi nelle opere molto
grandi, tennero in riẽpiere i Fondamenti uario ordine, & regola. Al ſepolcro
degli Antonij uſarono nel riempiere i fondamẽti pezzami di duriſsimi ſaſsi, nõ
maggiori che quelli, ch'empiono la mano, & gli feciono notare nella calcina. Nel Mercato Argentario, di pezzami d'ogniſorte di pietra ſpezzata, appreſſo al
Comitio di pezzami come zolle di pietra ignobile. Ma a me piacquono mol
to coloro i quali immitarono la Natura, preſſo a Tarpeia, & maſsimo cõ lauoro
accommodatiſsimo alle Colline: Percioche ſi come ellanel fare de mõti me-
ſcolata infra le dure pietre le materie piu tenere, coſi coſtoro ui poſon ſotto un
filare di pietre riquadrate, quanto piu poteuano ſalde, di duoi piedi. Et ſopra
queſto feciono ancora quaſi uno ſmalto di calcina, & pezzami, & coſi dipoi con
un'altro ordine di pietre, & con un'altro di ſmalto, riempierono i fondamenti. Io ho ueduto ancora altroue che gli Antichi fecero opere di fondamenti ſimili,
con ghiaia di caua, & cõ ſaſsi ragunaticci, & muraglie ancora ſaldiſsime che ſono
durate gran tẽpo. Disfaccendoſi a Bologna una altiſsima, & ſaldiſsima Torre,
ſi trouarono i fondamenti ripieni di ſaſsi tõdi, & di creta, quaſi che inſino a quat
tro braccia, & mezo. Le altre coſe erano murate a calcina: perilche in queſte
coſe è uaria la ragione, & quel che io piu lodi di queſte, nõ dirò io coſi facilmẽte
trouando che l'una, & l'altra ſorte è durata grã tẽpo, & fermiſsima, & ſaldiſsima. Ma io giudico che ſi habbia riſpetto alla ſpeſa, pur che tu non ui cacci cal cinacci,
& coſe atte a corromperſi. Sonci ancora altre ſorti di fondamẽti, una ſi aſpetta
a Portichi, & a quei luoghi, doue ſi hanno a mettere ordini di colonne: l'altra ſi
aſpetta a quello, che noi uſiamo ne luoghi marittimi, doue non ſi ha modo di
trouare o ſcerre come tu uorreſti la ſaldezza del Terreno. Delle coſe Marit-
time ne tratteremo allhora quando tratteremo del Porto, & del Molo da col-
locarſi nella profondità del Mare: Percioche queſto ueramente ſi aſpetta non
alla opera di tutti gli edificij, della qual coſa noi parliamo in queſto luogo, ma

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