Full text: Alberti, Leon Battista: L' architettura

LIBRO SECONDO. ſopra le ſtouiglie il colore di creta bianca, onde auiene che il Vetro ſatto liqui-
do ui fà ſopra una pelle ugualiſsima; queſto medeſimo giouerà ancora al fare de
mattoni. Io hò conſiderato ne gli edificij delli Antichi, che ne mattoni è me-
ſcolata una certa parte di Rena, & maſsimo della roſſa: & truouo che e’ ui meſco
lauano terra roſſa, & marmo ancora. Habbiamo prouato che d’una medeſima
terra, faremo mattoni piu ſaldi, & piu duri ſe noi ne porremo a lieuitare prima
una maſſa, come ſe uoleſsimo far pane, & dipoi la maneggeremo, & dimerremo
piu uolte, che ella ſia quaſi come cera, & purgatiſsima da ogni ſaſſolino: Diuẽ-
tano i mattoni nel cuocerſi in modo duri, che per la molta fiamma ſi cõuertono
in durezza di pietra, & fanno una corteccia ſoda, o ſia per il fucco, mentre ſi cuo
cono, o uenga pure dall’ Aria, mentre ſi raſciugono, il che medeſimamẽte auiene
al pane. Sarà adunque bene il farli ſottili, accioche habbino piu di corteccia,
& manco di midolla. Etin queſti ſi può fare eſperienza che ſe ſi faranno liſci, & puliti, dureranno aſſai contro alle tempeſte; Il medeſimo aduiene ancora a tut-
te le pietre pulite, che nõ ſono mangiate dalla ruggine; & penſaſi che i mattoni
ſi debbino ripulire, & arrotare molto bene, o ſubito che ſi cauano della fornace,
prima che ſi bagnino; o bagnati innanzi che e’ ſi raſciughino; percioche bagnato
una uolta, & poi raſciutto, induriſce in modo, che conſuma, & guaſta il taglio al
ferro; ma noi gli arrottiamo piu commodamente quando ſono nuoui, & che an
cora cuocono. Tre furono le ſorti de’ mattoni appreſſo delli Antichi. Il pri-
mo era lungo tre quarti di braccio, & largo mezo braccio. Il ſecondo era di cin-
que ottaui di braccio per ogniuerſo. Il terzo era di mezo braccio per ogni uer
ſo. Noi ueggiamo ne gli edificij, & maſsimo ne gli archi, & nelle commetti-
ture, mattoni larghi uno braccio per ogni uerſo. Raccontano che gli Anti-
chi nõ gli uſaron d’una medeſima ſorte ne gli edificij publici, & ne priuati, ma
uſarongli maggiori ne gli edificij publici, & de i minori faceuano gli edificij pri
uati. Io ho auertito & in altre muraglie, & nella uia Appia ancora, che u@ſono
uarie ſorti di mattoni maggiori, & minori, & mi penſo che gli uſaſſero uaria-
mente, & che e’ faceſſero, non ſolamente quel che foſſe ad utilità, ma tutto
quello che ueniſſe loro in fantaſia, o che e’ penſaſſero, che faceſſe a bellezza. Ma per non dire coſi ogni cofa, Io ho ueduti mattoni, che non ſono piu lunghi
di ſei dita, nè piu groſsi di uno, nè piu larghi di tre, ma con queſti faceuano il piu
delle uolte gli ammattonati per coltello a ſpiga. Io lodo piu che gli altri i triã
golari, che e’ faceuano in queſto modo; Faceuano uno mattone per ogni uerſo
di uno mezo braccio, groſſo uno dito & mezo, & mentre che egli era freſco, lo
fendeuano con due linee a trauerſo, dall’uno angolo oppoſito all’altro, inſino
al mezo della ſua groſſezza. Et di quì haueuano quattro triangoli uguali; que-
ſti mattoni haueuano queſte commoditadi, e’ ui andaua manco creta, aſſetta-
uanſi meglio nelle fornaci, cauauonſene piu commodamente, metteuãſi in ope-
ra con piu abilità, come che in una mano ſe ne teneuano quattro, il Maeſtro nel
murare con poca percoſſa gli diuideua l’uno dall’altro, & con le teſte di queſti,
faceua apparire gli ordini della muraglia di fuori di mezo braccio, mettendo lo
Angolo allo indentro; Onde la ſpeſa era minore, l’opera ſe ne rendeua piu gra-
tioſa, & la muraglia piu ferma; percioche parendo che nel muro non fuſſe mat-

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