Full text: Alberti, Leon Battista: L' architettura

DELLA ARCHITETTVRA ſottili, & piu puliti tagli ui uerranno, tanto ſaranno piu ſerrate; & quella pietra
che nel romperla harà la ſcorza manco aſpra, ſarà piu trattabile, che quella,
che l'harà ſcabroſa; Ma le pietre ſcabroſe, quanto ſaranno piu candide, tanto
ſaranno manco obbedienti. Et per il contrario qualunche pietra nera quanto
piu harà le ſue ſcabroſità minute, tanto manco obbedirà al taglio del ferro. Tutte le pietre ignobili quanto piu ſaranno ſpugnoſe, tanto ſaranno piu dure,
& la pietra che bagnata ſottilmente quanto piu ſi raſciuga tardi, tanto piu
è cruda; & ogni pietra quanto piu è graue tanto è piu ſalda; & piglia meglio
pulimento che la leggiere; & tutte le piu leggieri, ſtropicciandole, ſi disfanno
piu facilmente che le graui; & quelle che battute ſuonano meglio, ſon piu ſer-
rate che le ſorde, & quella pietra che ſtropicciata, o fregata fortemente ſaprà
piu di zolfo, ſarà piu forte, che quella che uon ne ſaprà punto; & finalmente
quanto piu ſaranno reſiſtenti allo ſcarpello, tanto ſaranno per ciò piu coſtauti
& piu rigide, contro le ingiurie delle Tempeſte. Dicono che quelle pietre,
che ſi mantengono in maggiori pezzi in bocca delle caue, ſon contro le Tem-
peſte piu ferme che le altre; ogni pietra ancora è piu tenera, quando ella ſi ca-
ua della Caua che quando poi ella è ſtata allo ſcoperto: Et bagnata da humo-
re, o molle da Acqua, è piu trattabile dal ferro che quando è aſciutta; & ciaſcu
na pietra di quanto piu humido luogo della ſua caua ſarà cauata, tanto ſarà poi
raſciutta piu ſerrata: & penſano che le pietre ſi lauorino piu facilmente tiran-
do Oſtro, che quando ſoffia Tramontano, & quando tira Tramontano ſi fen-
dono piu facilmente che tirando Oſtro. Ma ſe e' ti piacerà far la pruoua del
come debbino per l'auenire riuſcir le pietre, te ne auedrai da queſto. Se quel
la, che tu bagnerai nella acqua, creſcerà di aſſai peſo; ella ſi riſoluerà per lo hu-
mido. Et quella, che tocca dal fuoco, & dalle fiamme ſi disfarà; non reggerà
nè a Soli, nè a Caldi; Nè penſo che in queſto luogo ſia da laſciare in dietro al-
cune coſe degne di memoria, le quali raccontano gli Antichi di alcune Pietre.

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26. Che gli Antichi ci hanno laſciate alcune coſe delle Pietre degne di memoria. Cap. IX.

NOn farà ueramente fuori di propoſito, intendere quanto elleno habbi-
no in loro di uarietà, & di marauiglia; accioche ciaſcuna ſi poſſa piu cõue
nientemente accõmodare all'uſo ſuo. Intorno a Campi di Bolſena, & di Stratone, dicono che è una Pietra accõmoditiſsima a tutte le ſorti de gli edifi
cii, alla quale nè fuoco, nè ingiuria alcuna di tempi non nuoce mai, & che que-
ſta ſteſſa, è contro le tempeſte al tutto eterna, & incorruttibile, & mantiene piu
che alcuna altra i lineamenti delle ſtatue. Scriue Tacito, che quando Nerone
raſſettaua la Città guaſta dalla arſione, che egli ſi ſeruì delle pietre da Albano
& da Gabinio, per traui; percioche queſta Pietra non cede al fuoco. Nel Ge-
noueſe, & nel Venetiano, & nel Ducato di Spuleto, & nella Marca Anconita-
na, & appreſſo la Borgogna, ſi truoua una Pietra bianca, la quale ſi può facil-
mente ſegare con una ſega a denti, & piallare ancora; & ſe non che ella per al-
tro, è di natura debole, & frale, ſarebbe nelle opere di ognuno uſcita fuori; ma
dalle brinate, dal ghiaccio, & dalle ſpruzzaglie, ſi rompe, & non è gagliarda cõ-
tro i Venti di mare. La Iſtria hà una Pietra che ſi aſſomiglia aſſai al Marmo,

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