Full text: Alberti, Leon Battista: L' architettura

LIBRO DECIMO. maniera. Farai il lauoro degli Arginigagliardiſsimo, & la gagliardezza te la
darà la ſaldezza del legname, & il modo, & la grandezza di tal lauoro, da quella
parte che l’onda paſſando ſopra harà a cadere, fa ch’ella nõ caſchi a piombo da
lato difuora, ma fa ch’ella vi uadia con dolce pendio, di modo ch’ella vicorra
adagio, & ſenza ritroſo, o auuolgimento d’acqua alcuno, che ſe nel cadere ella
cominciera a cauarui ſotto, riempiui ſubito non con legname minuto, ma con
ſaſsi grandi, interi, ſtabili, & accantonati, giouerà ancora il metterui faſtella di
ſtipe, accioche l’acqua nõ arriui ſul ſondo ſenõ rotta, & ſtracca. In Roma ueggiã
noi il Teuere eſſere ſtato riſtretto dalle muraglie in molti lati. Semiramide nõ
cõtenta di fare gli argini di mattoni, aggiũſe a gli argini l’asfalto groſſo quattro
cubiti, & ui fece ancora mura lunghe molti ſtadij, di altezza ch'erano alpari del
le Mura della città. Queſte ſon coſe da Re. Noi ſaremo cõtenti d’uno argine di
terra, ſi come Nicotrice li ſece di Terra appreſſo li Aſsirij, o quali noi ueggiamo
per la Lombardia, doue ueggiamo grãdiſsimi fiumi quaſi ſtare in Aria talmẽto
che in alcuni luoghi ſoprauanzano con il loro piano, le altezze delle capãne. Et
ſaracci aſſai ſe noi mureremo il ponte di muraglia ſtabile. Sono alcuni che per
fare gli argini lodano le piote piene di herba leuate dal prato, & à me ancora
piacciono aſlai cõcioſia che mediãte quelle barboline diuẽtano fortiſsimi, pur
che ſi aſſodino con batterli aſſai. Tutta la maſſa de gli argini certamente, & maſ-
ſimo quella parte che è bagnata dalle onde biſogna che ſi aſſodi, & ſi faccia du-
riſsima, & ſerrata grãdiſsimamente in modo che nõ ſi poſſa nè penetrare nè ro-
uinare. Sono alcuni, che inteſſono negli Argini alcune pertiche di Vimini, lauo
ro certo fermiſsimo, ma di ſua natura ſatto per a tẽpo, percioche eſſendo le per-
tiche atte facilmẽte a corrõperſi, accade chei raggi delle acq; entrano, & occupa
no iluoghi del legname infracidato, & di quiui incominciando a paſſare accre-
ſciuti, i canali de pori, ne ſeguitano riui maggiori. Di queſto haremo noi mã-
co paura ſe noi ci ſeruiremo di pertiche verdi. Altri piantano giu per le riue
ſaliconi, ontani, Pioppi, & altri Alberi che amano le acque, con ordini molto
ſpeſsi. E'certamẽte queſto molto commodo, ma èancor eſſo ſottopoſto a quel
difetto che noi diceuamo delle pertiche, perche infracidatiſi alcuna volta per
la vecchiaia, i piedi delli Alberi gia morti, verſano per li ſtraforamenti, & per
le buche che per ciò vi rimangono. Altri, il che mi piace grandemẽte piantano
in ſu le riue virgulti, & ogni ſorte di herbe, che ama le acque, che produca piu
barbe, che ella non fa rami, della quale ſpecie è il ſalcio, il giunco, le cãnuccie,
& principalmente le Vetrici, percioche queſta multiplica di aſſai & molte bar-
be, & ſpande molto lunghe, & molto viuaci barboline, & per il contrario fa ra-
mi piu baſsi, & piu fleſsibili, che ſcherzano con l’onde, & non ſe gli con
trapongono, & quel che gioua aſſai queſta pianta per il deſiderio che ella hà
dell’acqua continouamente ſi uà a ficcare nel fiume. Ma doue l’argine ſarà
fatto ſecondo il corſo del ſiume, biſogna chela ripa viſia ignuda, & netta ac-
cioche ei non ſi riſcontri coſa alcuna, per la quale ſia irritata la piaceuolez-
za del corſo. Madoue lo Argine ſi contraporrà al fiume per uoltarlo,
perche in queſto luogo e’reſiſta piu gagliardamente, affortifichiſi con tauo-
le. Maſe tu harai a ſcacciare, o a reggere tutto il pondo del fiume con vno

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