Full text: Alberti, Leon Battista: L' architettura

LIBRO DECIMO. da & magra deltutto, hanno fatto che in alcuniluoghi, per lo ſpeſlo darui del-
l’acqua vi ſi è fatta vna ſcorza di ceſpugli & vn’prato lietiſsimo. Se tu vuoi che
in luoghi paludoſi creſca la ſelua, fenderai il terreno con lo aratro, & cſtirperai
inſino da le radici ogni ceſpuglio. Doppo queſto, diuerſo leuãt [?] e ſpargiui ghian
de di Roueri con queſta ſorte diſementa diuenterà illuogo pieno diabbondan
tia di piante, dallequali l’humore ſuperfluo in gran parte ſarà ſucciato, oltra
queſto & per il creſcimento delle barbe, & delle foglie, che caſcano & perlo ac
cumularuiſi de rami diuenterà il terreno l’un’dìpiu chel’altro alquanto piu ſol
leuato. Se tu annaſſierai ancora con acque torbide perche le viſi fermino farai
vna croſta all’altre acque, che vi ſon’ſotto, ma parleremo di queſte coſe altroue. Ma ſe la regione ſarà moleſtata dalla abbondantia di troppe acque, ſi come noi
veggiam’che interuiene del Pò in Lombardia, o come veggiamo in Venetia,
ci ſono molte coſe da conſiderare, percioche elle impediranno, o con lo eſſere
troppe o cõ il moto loro, o vero con l’una coſa & cõ l’altra: Diqueſte coſe trat-
teremo breuisſimamente. Appreſſo del lago de Marſi, Claudio forò il Monte, & conduſſe l’acqua, che gli auanzaua alla riua del fiume. Et forſe per la medeſima
cagione M. Curio fece che l’acqua del lago di pie di Luco ſuperflua, ſe n’andaſſe
nel fiume della Nera, & veggiamo il lago della Riccia forato il Monte eſſere ſta-
to condotto nel lago Laurento: Dalche ne è nata quella Amenità de giardini,
& quelle boſcaglie, che vi ſono ſotto il Nemoreſe per eſſer’rimaſto il paeſe libe
ro dalle acque. Ceſare haueua ordinato che ſi faceſsino molte foſſe preſſo a Le-
rida, con le quali voleua diuertire vna parte delle acque, del fiume Sicoro. Il fiu-
me Erimanto per eſſer’ſtato piegato in piu luoghi, è talmente conſumato dalli
habitatori in adacquare i campi, che quelle acque, che gli auãzano sboccano in
Mare ſenza che habbino nome alcuno. Ciro diuiſe il Gange con hauerui fatti
piu condotti, i quali Eutropio dice, che ſurono quattrocẽto ſeſſanta, & che e’ lo
riduſſe tanto piccolo, che e’ſi paſſaua a piede aſciutto. Appreſſo al Tumulo di
Haliatte in Sardigna, il che in gran parte ſeciono le ſtiaue, vi è vn’lago fatto a ma
no per riten ere le acque piouaue. Myri cauò vn’lago preſſo a Meſopotamia ſo-
pra la città, il quale giraua di circuito 360. ſtadii, & era cinquanta cubiti a ſon-
do, nel quale voleuano chesboccaſſe il Nilo, ſe alcuna volta ueniſſe troppo groſ
ſo. Allo Eufrate accioche e’ non porti via le tetta della Città, oltre alle Mura-
glie dalle quali era detenuto, vi aggiunſono certi laghi, iquali ſeruiſsino per re-
primere l’impeto del fiume. Aggiunſonui ancora ſeni cauati di grandezza ſtra-
ordinaria, ne quali meſſa l’acqua a’ſtagnare & a ſtar’ quieta, gli ſeruiſſe per argi-
ne contro l’impetuoſe onde. Habbiamo adunque detto delle acque doue elle
auanzano, & in alcune parte doue elle ſon’moleſte col moto. Etſe ci reſta à di-
re coſa alcuna, che ſaccia a queſto propoſito, lo diremo non molto doppo, quan
do noi tratteremo del fiume, & del Mare.

143.1.

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144. Delle strade, o uero uiaggi per Terra, Delle uie per acqua, & dello Argine. Cap. X.

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SEguita che la regione che da per ſe non è baſtante a generare tanti nutri-
menti che baſtino a ſuoi habitanti, ella gli habbia d’altronde cõ piu cõmo
dità che è poſsibile. Farãno a queſto propoſito le ſtrade & i cãmini; i quali
biſogna che ſieno tali che per eſsi cõmodamẽte & cõ facilità ſi poſsino ne Tẽpi

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