Full text: Alberti, Leon Battista: L' architettura

DELLA ARCHITETTVRA ſtillata da tutte legraſſezze. Appreſſo a Tarragona in Hiſpagna ſitruoua
vna pomice bianca piena dipori, minutiſsimi, periqualil’acqua ſubito ſi ſtil-
la limpidiſsima. Diſtillerasſi ancora ſetu ſerrerai l’entrata per la quale ella ha-
rà da venire con vn vaſo ſorato da ogni banda di ſpeſsiſsimi bucolini, & ripie-
no di rena diſiume, di modo che l’acqua penetriper la rena ſotilliſsima. Ap
preſſo a Bologna hanno vn Tufo gialliccio, chetiene direna, peril quale l’ac-
qua a gocciola, a giocciola ſi diſtilla chiariſsima. Sono alcuni, che fanno il pa
ne con l’acqua del Mare, la quale è piu atta che alcuna altra a corromperſi. Tanta poſſanza hanno le sì fatte ſtillationi, che noi habbiamo racconte, che
fanno la detta acqua, ſana, & buona. Dice Solino, che ſe l’acqua di Mare ſi co-
la per la Arzilla, ella diuenta dolce. Et ſi è trouato, che doue ella ſi cola piu, & piu volte per la ſottile rena di alcuno Torrente, ella laſcia la ſua ſalſedine. Se
tu metterai in Mare vn vaſo diterra ben turato, e’ ſi empierà d’acqua dolce. Et
non ſia queſto ſuor di propoſito che in quei vaſi, ne quali e’ poneuano l’acqua
del Nilo, che fuſſe torbida, ſe e’ fregauano intorno il labro, & il margine dell’ac-
qua con mandorla, in vn ſubito diuentaua chiara. Et queſte coſe ſieno a baſtá-
za. Se per auentura, i condotti de doccioni, o cãnelle cominciaſsino a riturarſi
per fango, mettiui dentro, ovna gallozola, o vna palletta fatta di ſughero legata
a vn filo ſottile, & lungo, & quando la corſiua harà condotta la palla con il filo
per il condotto ſino all’altra teſta: lega a queſto filo coſi ſottile, vn altro filo piu
groſſo, & finalmente poi vna fune di herba. Dipoi con tirarlainanzi, & in die-
tro piu volte ſi caueranno ſuori quelle coſe che vi haueuano fatta ſeccata.

142.1.

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143. Del por le Vitinel prato, & in the modo le ſelue creſchino ne luoghi paduloſi, &
come ſi rimedij alle Regioni che ſono molestate dall’ acque Cap. IX.

VEgniamo hora all’altre coſe. Dicemmo che glihabitatori hanno biſo-
gno di coſe da mangiare, & di veſtimenti, queſte coſe ci ſarãno date dal
la Agricultura, & lo andar dietro a queſte arti, non è noſtra intentione. Nondimeno hanno alcune coſe gli Architettori, che giouano allo Aratore, & queſto, è che ſe vno campo, o per la troppa aridità, o perla ſouerchia abbondã-
tia dell’acqua, ſarà tale che altrui non ſe ne poſſa ſeruire per cultiuarlo, di que-
ſte coſe ci giouerà dire breuemente alquanto. Farai in un prato, & in un luo
go humido vna Vigna in queſto modo, Diuerrai da Leuante a Ponente a di-
rittura con linee diſcoſto parimente l’una da l’altra ſoſſe piu afonde che tu po-
trai, larghe noue piedi & quĩdici piedo diſcoſto l’una da l’altra, & il terreno, che
tu cauerai delle ſoſſe ammonterai in lo ſpazzo, che ti reſta tra l’una ſoſſa, & l’altra di modo che col pendio riceua il Sole di mezo dì con queſto ordine fat-
te queſte collinette, la Vite ſarà piu ſicura, & piu fertile. Per il contrario in un
colle arido farai il prato in queſto modo. Farai vna ſoſſa lunga, che non hab-
bia pendio, ma che l’acqua vi ſi fermi nella piu alta parte con li argini pareg-
giati, & fattia vn piano con la Liuella. Et in queſto condurrai l’acqua delle piu
vicini fontane, & quella sboccando da gli lati vgualmente annaſſierà la cam-
pagna, che ella harà ſotto. Nella campagna di Verona, piena diciotoli. & ignu-

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