Full text: Alberti, Leon Battista: L' architettura

DELLA ARCHITETTVRA piu atta, nèpiu pronta a poterſi preſto corrõpere, che uno cõfuſo meſcuglio d
coſe diſsimili, il ſugo di molte uue, meſſo confuſamente inſieme, non dura mai
troppo. Appreſſo gli Hebrei era unalegge antica, che neſſuno poteua ſeminare
ſemi alcuni, ſenõ ſimplici, & ſcelti, giudicando, che la Natura aboriſle del tutto
il meſcuglio delle coſe diſsimili. Ma coloro, che ſeguitano A riſtotile, iquali pen
ſano, che i uapori leuatiſi diterra, ſaliti in quella parte dell’aria, che è fredda, per
il freddo principalmente ſi ſerrino inſieme, come nugoli, & dipoi ſi riſoluono
in gocciole. La intendono altrimenti. Diceua Teofraſto che i frutti coltiuati, & domeſtici cadeuano piu preſto in infermità, che i ſaluatichi. Et che queſti eſſen
do rigidi, & di durezza non domata, reſiſtono piu gagliardamente alle impreſ-
ſsioni che gli uengono di fuori, & quelli altri per la loro tenerezza non ſono ga
gliardi a poter reſiſtere per eſſer domati, ſecondo il uoler tuo cõ la tua diſcipli-
na. Et coſi ſimile malattie ſi inducono nelle acque, quanto piu l’harai a tenere
(per uſare il detto ſuo) tanto piu ſarãno atte ad alterarſi, & di quì dicono che ac-
cade che l’ Acque cotte, & mitigate dal fuoco ſi freddono preſtiſsimamente, & preſtiſsimamente, di nuouo ſi riſcaldano. Ma della pioggia ſia detto a baſtãza. Doppo queſte ciaſcuno loda le fontane, ma coloro, che antepõgono i Fiumi al
le Fõtane, dicono coſi. Che diren noi, che il fiume ſia altro, ſenon una eſuberan
tia, & un concorſo di piu fonti congiunti inſieme, maturato dal Sole, & da uẽti,
& dal moto? Dicono ancora che il Pozzo è una Fõte, ma profonda. Et ſe noi nõ
neghiamo, che i raggi del Sole giouino in parte all’ Acque; quale di queſte Fõti
ſia la piu cruda ſi uede manifeſto, ſe già noi non accõſentiamo che nelle uiſcere
della terra ſia uno ſpirito di fuoco, dal quale le acque ſotto terra ſieno cotte. Le
Acque de Pozzi, dice Ariſtotile, che la ſtate doppo mezo dì diuẽtano tiepide. Sono alcuni, che affermano che le acque de’ Pozzi nella ſtate non ſono fredde,
ma che le ci paiono a comparatione della caldezza dell’ Aria. Ma per il cõtrario
ſi può vedere la antiquata oppenione di molti, che l’acqua ſubito attinta nõ ap
panna il uetro, nelquale ella ſi mette, ſe quel uetro ſarà pulito, & non unto; Ma
eſſendo in fra primi principij, da i quali tutte le coſe hanno lo eſſere ſecondo il
parere maſsimo de Pittagorici, due le coſe Maſtie, il calore, & il freddo, & la na-
tura & forza del calore ſia il penetrare, il riſoluere, il rompere, il tirare à ſe, & ſucciarſi ogni humore. Et la natura del freddo ſia ſerrare, riſtrignere, & induri-
re, & confermare. Da l’uno, & da l’altro nondimeno, in qualche parte, & maſsi-
mo nelle Acque, naſce quaſi il medeſimo effetto. Se ei ſaranno immoderati, o
piu aſsidui che il biſogno; percioche l’uno & l’altro inducono uguali conſuma-
menti delle parti ſottiliſsime. Onde ne diuentano per la arridità aduſte. Et di
quì interuiene, che noi diciamo, che i frutti ſono diuentati abruciati per i gran
caldi, & per i gran’ freddiancora. Et queſto perche noi ueggiamo che conſu-
mate, & ſpente le parti piu tenere dal gielo, & da il Sole, i legnami diuentano
piu ſcabroſi, & piu abruciati. Si che per le medeſime ragioni le acque per i Soli
diuentano uiſcoſe, & per il freddo cenerognole. Mainfrale acque lodate ci
è ancora un’altra differentia. Percioche egli importa molto in che ſtagione del
lo anno, in che hora del giorno, quai pioggie, & tirando quai venti. Tu racco-
glierai le acque piouane, & in che luogo ancora tu le riporrai, & quanto tempo

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