Full text: Alberti, Leon Battista: L' architettura

LIBRO DECIMO. ſi lauerà gli occhi, ſi accecherà ſubito. Di queſti ſia detto a baſtanza. Vltima-
mente in alcuni luoghi non ſi trouerà acqua nè buona, nè cattiua. Et però, & maſsimo in puglia uſarono di ſerbare le acque piouane nelle Citerne.

136.1.

5
10
15
20
25
30
35
40
5

137. Che quattro ſono le coſe da conſiderare circa alla coſa dell’ acqua, & doue ella
ſi generi, o donde ella naſca, & doue ella corra. Cap. III.

QVattro adunque ſono le coſe circa alli affari de le acque, che fanno a no-
ſtro propoſito, che elle ſi truouino, che elle ſi conduchino, che elle ſi ſcel
ghino, & che elle ſi mantenghino. Di queſte habbiamo a trattare. Ma
habbiamo prima a raccontare alcune coſe, che ſi aſpettano all’uſo uniuerſale
delle acque. Io non penſo che l’acqua ſi poſſa tenere, ſenon in uaſi, & conſen-
to a coloro, che moſsi da queſto, dicono, & affermano il Mare eſſere uno uaſo
grandiſsimo, & a ſimile ſomiglianza, dicono il fiume eſſere un uaſo lunghiſsi-
mo ancora, Ma ci è queſta differentia, che in queſti le acque di loro natura cor-
rono, & ſi muouono, ſenza che alcuna forza di fuori ci ſi adoperi, & le altre,
cioè le del Mare, facilmente ſi fermerebbono, ſe elle non fuſsino agitate dallo
Impeto de Venti. Io non andrò quì dietro alle coſe de’ Filoſofi. Se le ac-
que uanno al mare, quaſi che a luogo di quiete, & ſe e’ naſce dal raggio della
Luna, che il Mare per ſpatio di tempo creſca, & per ſpatio di tempo ſcemi. Concioſia che queſte coſe non conferiſcono punto al noſtro propoſito. Non
è già da laſciare indietro, ilche ueggiamo con gli occhi noſtri, che la Acqua di
ſua natura cerca di andare allo ingiù, ne puo patire, che la aria in neſſuno
luogo, ſtia ſotto di lei, & che ella hà in odio il meſcolamento di tutti i corpi
piu leggieri, & di tutti i piu graui di lei; & che ella deſidera di empiere tutte
le forme delle concauitati, nelle quali ella corra; & che ella ſi sforza con tutte
le forze ſue quanto più te gli contraponi, di far forza, & di contendere con
piu perfidia, & contumacia, contro di te; nè mai ſi ferma ſino a tanto che ſe-
condo le forze ſue ella conſeguiſca, & ottenga di andare alla quiete, che ella
deſidera. # Et giunta al luogo doue ella ſi ripoſi, ſi contenta ſolamente di ſe
ſteſſa, & ſprezza tutte le altre coſe meſcolate, & pareggia con l’ultime ſue lab-
bra a l’ultima ſuperficie ſe ſteſſa ad uguale parità di altezza, & mi ricordo di
hauer letto in Plutarco quel che ſi appartenga alle acque. Cercaua Plutarco,
ſe cauato il terreno, la acqua ſurgeſſe ſuſo, come fa il ſangue ne le ferite, o piu
preſto, ſe come latte generato a poco a poco nelle poppe delle Balie, ſcaturiſſe
fuori. Sono alcuni, che aflermano, che le acque, che corrono ſempre, non
eſcono di un uaſo, come raccolte in eſſo, ma che di quei luoghi, onde elle na-
ſcono continouamente, ui ſi generino di aria, non d’ogni ſorte aria, ma di quel-
la finalmente, che ſia piu atta a diuẽtare uapore, & che la terra & maſsimo i Mõ
ti ſono come una ſpugna piena di Pori, per iquali l’aria conceputa, diuenta piu
ſerrata per il freddo, & ſi uniſce inſieme, & penſo che queſto accaſchi sì per
gli altri inditij, sì per queſto, che e’ ueggono che i gran fiumi naſcono ne’ gran
monti. Alcuni altri non la intendono coſi, nè ſtanno contenti all’oppenione di
coſtoro, percioche e’ dicono, che molti altri fiumi, & che il Piramo maſsimo

Note to user

Dear user,

In response to current developments in the web technology used by the Goobi viewer, the software no longer supports your browser.

Please use one of the following browsers to display this page correctly.

Thank you.

powered by Goobi viewer