Full text: Alberti, Leon Battista: L' architettura

DELLA ARCHITETTVRA gran’ pendio, alzandoſi ad angolo ſotto ſquadra, accioche nõ ui ſi poſſendo trop
po fermare la neue, ella non ui multiplicaſſe, & ſcolaſſe piu facilmente; ma ne luo
ghi piu ſtaterecc@ (per dir coſi) poſono le coperture manco repenti. Vltimamẽte,
è da procurare il piu che ſi puo, che hauuto riſpetto a lumi, & alle mura, tutto lo
edificio finalmẽte ſia coperto di una ſteſſa copertura uguale, & quaſi d’un pezzo,
in modo che caſcandoſene l’acqua per le grondaie, non macchi, o bagni alcuna
parte delle mura; oltra queſto biſogna porre in modo eſſe coperture, che e’ non
ſpioua l’un tetto ſu l’altro. Gli ſpazzi ancora de tetti, doue debbe correre la ac-
qua, non debbono eſſere troppo lunghi, o grandi fuor di miſura; percioche le
pioggie per la ſouerchia abbondanza delle acque ne canali de gli vltimi tegoli,
ſtornerieno a dietro, & piouerebbon dentro nello edificio; laqual coſa farebbe
all’opera grandiſsimo danno. Doue ſarà adunque il piano grandiſsimo, biſogna
che il tetto ſia ſcompartito in piu pendij, & pioua in diuerſe parti, Et queſto arre
ca ſeco parte commodità, & parte ancora bellezza; ſe egli accaderà in alcuno luo
go porre piu coperture, aggiunghinſi talmente l’una a l’altra, che coloro, che vna
fiata ſono in caſa, poſsino andar per tutto al coperto.

14.1.

40
5
10
15
20
25
30
35
40
5
10
15

15. De uani de gli edificij, cioè fineſtre, porti, & degli altri che non pigliano tutta la groſſezza
delle mura, & del numero, & della grandezza loro. Cap. XII.

20

REſtaci a dire de uani, i uaniſono di due ſorti, percioche altri ſeruono alu-
mi, & a Venti, & altri allo entrare & uſcire delli habitatori, & di tutte le
coſe neceſſarie per tutto lo edificio. A lumi ſeruono le fineſtre, alle coſe
le porte, le ſcale, & gli ſpatij trale colonne: & quelli ancora, onde le acque, & i
fumi ſe ne vanno, come pozzi, fogne, o per dir coſi, gole di cammini, bocche
di ſorni, & truogoli, & acquai, ſi chiamano ancora uani. Et debbe ogni ſtanza
dello edificio hauere fineſtre onde l’aria rinchiuſa ſe ne poſſa uſcir via, & per a
tempo rinouarſi, perche altrimenti ſi corromperebbe, & ſarebbe cattiua. Rac-
conta Capitolino hiſtorico, che in Babilonia nel Tempio di Apolline fu tro-
uata una Caſſettina d’oro antichiſsima, nel rompere della quale, ne vſcì un fra-
gore di aria corrotta perla lunghezza del tempo, & talmente velenoſa, che ſpan
dendoſi, non ſolamente ammazzò quelli, che erano quiui uicini, ma corrop-
pe di crudeliſsima peſte tutta l’Aſia inſino a Parti. In Ammiano Marcellino
hiſtorico habbiamo letto, che ne’ tempi di Marco Antonio, & Vero; In Se-
leucia doppo che fu ſpogliato, & rubato il Tempio, & tranſportata in Roma
la Immagine del Conico Appoline, eſſerui ſtato ritrouato da Soldati uno pic-
colo buco, ſuto prima riturato da Sacerdoti Caldei. Il [?] quale poi aperto da det-
ti Soldati, come auidi di prede, gittò vn fragore tanto peſtifero, & tanto cru-
dele, & tanto deteſtabile, che da i confini di Perſia inſino in Francia ogni co-
ſa diuenne infetta di crudele, & miſerabil morbo. Tutte le ſtanze adunque
debbono hauere fineſtre. Etquelle, sì per hauere i lumi, sì perche vi ſi rinuo-
ui l’aria, & debbono ueramente eſſere accommodate ſecondo il biſogno, & ſe-
condo la groſſezza delle mura; accioche le non riceuino nè piu, nè meno lu-
me, nè ſieno piu ſpeſſe, o piu rare che il biſogno, ò l’uſo non ricerchi. Oltra di

Note to user

Dear user,

In response to current developments in the web technology used by the Goobi viewer, the software no longer supports your browser.

Please use one of the following browsers to display this page correctly.

Thank you.

powered by Goobi viewer