Full text: Alberti, Leon Battista: L' architettura

LIBRO PRIMO. co, o guerra, di moltitudine di nimici: & da tutte le altre calamità quãto che per
eſſere ſtati laſciati ſpogliati, & ſcoperti, piu che per altra cagione dalla negligen-
tia de Cittadini. Sono certo le coperture contro le tempeſte, cõtro le ingiurie,
& contro gli impeti, le armi delli edificij. Le quali coſe poi che coſi ſono, mi pa
re che i noſtri Antichi faceſſero egregiamẽte, sì nelle altre coſe, sì in queſta, che
e’ uollono attribuire tanti honori alle coperture, che in adornarle conſumaro-
no quaſi che tutta la maeſtria del fare ornamenti. Percioche noi ueggiamo al-
cune coperture di Rame, alcune di Vetro, alcune d’oro, & altre con traui d’oro,
& impalcature dorate, & di cornici di fiori, di ſtatue egregiamente adornate. Le coperture alcune ſono allo ſcoperto, & alcune no; ſcoperte ſon quelle, ſopra
le quali non ſi puo caminare; ma ſolamente ſono poſte a riceuere le pioggie. Quelle che non ſono allo ſcoperto, ſono le impalcature, & le uolte, che ſon meſ
ſe infra il tetto & i fondamenti; onde pare che ſia poſto uno edificio ſopia un’al-
tro. In queſti accaderà che eſſa ſteſſa opera, che a membri di ſotto ſarà coper-
tura, ſarà ancora ſpazzo de mẽbri di ſopra. Ma di queſte tali impalcature, quel-
la ueramente che noi haremo ſopra il capo, ſi chiamerà palco; il quale ancora
chiameremo Cielo. Ma quella, che nello andare noi calcheremo co piedi, ſi
chiamerà ſpazzo. Et ſe quelle vltime coperture che ſtanno allo ſcoperto, ſer-
uono per pauimento, o no, ne diſputeremo altroue. Ma le coperture, che ſtan
no allo ſcoperto ancor che le ſieno forſe di ſuperficie piana, non debbono eſſere
però giamai col pauimento diſopra, diſcoſto ugualmente dal pauimẽto che el-
leno cuoprino diſotto: Ma ſempre debbono pendere in alcuna delle parti, per
ſcolare le pioggie. Male coperture, che ſono coperte, biſogna che ſiano di ſu-
perficie piana per tutto lontana a un modo dal pauimento. Egli è di neceſsità
che tutte le coperture ſi accommodino con le linee, & con gli angoli, alla figura
& forma del ſito, & delle mura che elleno debbono coprire. Et ſuccedendo
queſte coſe infra loro variamente, perciò che alcune ſono di linee tutte torte, al
cune di linee tutte dritte, & alcune meſcolatamente di amendue, accade che le
coperture ancora ſono uarie & di molte forme. Ancor che le coperture natural
mente da per loro ſon di uarie ſorti; per ciò che alcune ſono a tribuna, altre
con quattro archi, altre a meze botti, & altre compoſte con uolte di piu archi, & alcune, che ſtanno a pendio l’una uerſo l’altra, & alcune a capanna pendono da
duoi lati; ma habbiſi a fare qual ſi uoglia di queſte ſorti, e’biſogua che ogni co-
pertura ſia fatta talmente, che ella cuopra, & difenda con la ſua ombra il paui-
mento, & rimuoua uia ogniacqua, & pioggia, difendendo tutto lo edificio ſo-
pra il quale ella è poſta per copertura. Percioche la pioggia ſempre è apparec-
chiata a nuocere. Et giamai è che ella non pigli ogni uia, benche minima, per
far male: Concioſia che ella con l’eſſere ſottile penetra & fora, con la humidi-
tà macchia & guaſta, con la continouatione infracida tuttii nerui dello edifitio: & finalmente corrompe & rouina ogni muraglia inſino da fondamenti. Et per
queſto i ſaggi Architettori, oſſeruarono diligentemente che le pioggie haueſ-
ſino libero pendio, donde ſcolare; & ſi guardorono che la acqua non ſi fermaſſe
in luogo alcuno, o andaſſe in lato, doue ella poteſſe far danno. Et per queſto
uolſero che ne luoghi neuoſi, le coperture, & maſsimo, i tetti a capãne, haueſsino

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