Volltext: Alberti, Leon Battista: L' architettura

122. Che e'ſi debbe hauer riſpetto in tutte le coſe, & maſſimo nella Archit ettura,
alla utilit à, & alla Parſimonia, & de gli adornamenti della caſa Re-
gale, Senatoria, & Conſolare. Cap. I.

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EGLI è di necesſità che noi ci ricordiamo che degli edi
ſicij de priuati, alcuni ſeruono per habitare nella città
& alcuni perle ville; & di queſti ancora alcuni ſi appar-
tengono a cittadini di piu baſſa mano, & alcuni a citta-
dini piu nobili & piu ſplendidi & noi habbiamo a trat-
tare dello addornare tutti queſti, ma prima voglio che
noi diſcorriamo di alcune coſe che fanno a queſto pro-
poſito. Io veggo che appreſſo de noſtri antichi a gli huo
mini prudentisſimi, & modeſtisſimi piacque grandemente, ſi in tutte l'altre co
ſe, & publiche & priuate, ſi ancora in queſta coſa del murare la temperanza
& la parſimonia, & truouo, che e giudicarono che e'fusſi bene leuar' via & ra-
frenarene cittadini per tal conto ogni ſtraboccheuole, & ſouerchio ſpendere,
& che eglino proueddono a queſta coſa, & per via di leggi, & per via di coman-
damenti cõ ogni induſtria, & diligentia, ſi che appreſſo di Platone erano appro
uati coloro che hauesſino ordinato per legge, quel che io disſi altroue, che neſ
ſuno conduceſſe pitture di neſſuna ſorte che fusſino piu belle, che quelle che ſi
trouanano ne Tempij de gli Dij dipinte da gli antichi, non volle che il Tempio
ſi addornaſſe d'altra pittura che di quella vna ſola, che vn ſol pittore poteſſe
fare in vn ſol giorno, & uoleua che le ſtatue medeſimamente delli Dij ſi facesſi
no ſolamente, o di legno, o di pietra, & che il bronzo o il ſerro ſi laſciaſſe per i
biſogni della guerra, della quale erano inſtrumenti. Demoſtene lodaua molto
piu i coſtumi de ſuoi Athenieſi antichi, che e'non ſaceua quegli di coloro che
erano al tempo ſuo; Concioſia che e'diceua che egli haueuano laſciati loro vna
infinità di ediſitij publichi, & masſimo Tempij tanti, & tãto magnifici, & tanto
bene addornati, che e'non gli era rimaſto luogo da potergli ſuperare. Ma ſe-
ciono gli edifitij priuati con tanta modeſtia che le caſe de piu honorati cittadi-
ni non erano molto disſimili da quelle de cittadini piu mediocri, di maniera
che infra i mortali par che eglino otteneſſero di eſſer quelli che ſuperasſino la
inuidia, con la gloria. Ma a Lacedemonij non pareua gia che coſtoro ſusſino da
eſſer lodati, concioſia che egli hauesſino abbellita la lor città piu to ſto median-
tela mano de gli arteſici, che mediante la gloria delle coſe & gli pareua di me-
ritare piu lode di loro, perche gl'haueuano addornata la città loro, di virtù piu
che di muraglie. Non era lecito appreſſo di loro ſecondo le leggi di Licurgo
hauere i palchi lauorati altrimenti che con la ſcure, & le porte con la ſega.

122.1.

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Hauendo Ageſilao vedute in Aſia alcune traui riquadrate nelle caſe, ſe ne
riſe, & gli dimandò ſe per auuentura fusſino di lor natura nate quadre, e l'ha-
rebbono fatte tonde, & bene certo. Concioſia che ei penſaua ſecondo quella
antica modeſtia de ſuoi, che le caſe de priuati ſi douesſino ediſicare ſecondo

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